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Archivio delle NEWS

Data di pubblicazione: 19-06-2017

Viaggiare con i nostri animali, ecco come farlo in sicurezza

 

In estate avvicinandosi alla partenza per le vacanze è impossibile non considerare anche i nostri amici animali come compagni di viaggio. Il codice della strada consente il trasporto di animali domestici in automobile, ed è sempre importante capire come poter correttamente trasportare i nostri amici a quattro zampe per garantire a noi la sicurezza e la serenità di un viaggio tranquillo, e a loro il minimo stress di una situazione poco confortevole. Le multe per il trasporto irregolare dei nostri animali possono essere salate, da 68,50 a 275,10 euro, e può inoltre costare la decurtazione di un punto sulla patente. 

 

Quali le norme da seguire per viaggiare con i nostri amici? 

Il codice della strada all'art. 169 indica la possibilità di trasportare animali purché non costituiscano intralcio alla guida né limitino la visibilità per il conducente. E' consentito infatti il trasporto di un solo animale sui sedili posteriori o nel bagagliaio dell'auto, anche se è consigliabile l'uso delle cinture di sicurezza per animali in vendita nei negozi specializzati. E' possibile inoltre trasportare anche più di un animale domestico ma a patto che sussistano certe circostanze: gli animali devono essere sistemati nelle apposite gabbie e contenitori, e che se ospitati sui sedili posteriori e nel bagagliaio sia regolarmente installata l'apposita rete divisoria. Per il trasporto in gabbia si utilizzano i classici trasportini, di tutti i tipi e misure, che vanno però sempre fissati il più possibile per evitare che possano muoversi durante la marcia, e rovinare il viaggio più confortevole al nostro animale. L'uso del trasportino è peraltro l'unica scelta possibile nel caso di trasporto di un gatto. 

 

Come rendere più piacevole il viaggio per i nostri animali?

E' buona norma peraltro osservare sempre alcuni consigli quando si viaggia in macchina con i nostri animali. Ricordiamoci che per gli amici animali viaggiare è un'attività stressante, e dunque dobbiamo cercare di mettere i nostri animali quanto più possibile a loro agio. E' fondamentale, nei giorni che precedono il viaggio, iniziare ad abituare il cane o gatto a prendere confidenza con il trasportino e a trascorrerci dentro un certo tempo. Portare inoltre sempre con sé i documenti del nostro amico, e tenere a disposizione un po' d'acqua da bere durante il viaggio. E'consigliabile non somministrare cibo prima della partenza, e programmare alcune soste durante il tragitto per sgranchire le gambe e fare una passeggiata, specialmente nel caso in cui l'animale viaggi nel trasportino. Per rendere il viaggio meno stressante possiamo inoltre portare con noi il suo gioco preferito o il cuscino su cui più gli piace dormire in modo che si senta più a casa. 

Il viaggio in auto, soprattutto se molto lungo, è stancante e fastidioso sia per noi che per loro, ma con qualche accorgimento e un pizzico di buon senso può scivolare via senza intoppi, ed è un piccolissimo presso da pagare per godere della compagnia dei nostri amici a quattro zampe anche in vacanza. 

Data di pubblicazione: 08-06-2017

Cambio automatico e stili di guida


 

Nella voce optional all'interno dei cataloghi delle autovetture, spazio sempre maggiore è destinato ai moderni cambi automatici. Ormai ne esistono numerosi modelli con varie caratteristiche che si adattano a diversi utilizzi. Come districarsi dunque nella scelta? La decisione naturalmente è tra le due tipologie classiche, manuale o automatico. Due 'religioni' opposte; il primo che rappresenta la tradizione e quella sensazione di controllo totale sul mezzo, l'altro che garantisce comodità ma anche costi più elevati sebbene con prestazioni al top, almeno nei modelli più recenti. Tecnologia ed elettronica infatti offrono ormai un'ampia gamma di soluzioni e pongono l'automobilista di fronte ad una scelta in cui ci si confronta con sigle incomprensibili per i meno esperti. Proviamo a fare chiarezza su questo tema per orientarci all'acquisto. 

 

La meccanica del cambio 

Rispolveriamo le memorie della scuola guida con qualche nozione. Il cambio trasferisce alle ruote la coppia motrice erogata dal motore. E' un elemento fondamentale perché senza di esso la potenza del propulsore arriverebbe in maniera brusca e incontrollata rendendo impossibile la guida. I rapporti del cambio sono costituiti da ingranaggi che convertono e regolano la quantità di coppia motrice trasferita. Tra il motore e il cambio si colloca la frizione, un disco che permette di interrompere il flusso di coppia per rendere possibile la cambiata. Dal cambio manuale a quello automatico una delle principali differenze è proprio la struttura della frizione. In particolare possiamo individuare quattro tipologie principali di cambio automatico, vediamole brevemente per capire quella che più si adatta alle vostre esigenze. 

 

Cambio automatico a variazione continua 

E' chiamato in gergo CVT (continuous viariable transmission) perché non usa ingranaggi ma pulegge mobili sopra cui si muove la cinghia. Muovendosi lungo la puleggia (costituita da rulli o coni) il diametro della cinghia stessa varia continuamente in base ai giri del motore (da qui il nome), ed è proprio lo scorrimento di quest'ultima che determina in ogni momento il rapporto utilizzato, di fatto infiniti. Proprio per questo motivo permette al motore di funzionare sempre vicino al regime di coppia massima, garantendo quindi un'alta efficienza. Questo si traduce in uno dei vantaggi maggiori: buoni consumi (se rapportati al peso maggiore degli ingranaggi e di tutto il sistema) e il comfort di guida migliore su piazza. 

 

Il cambio automatico a convertitore di coppia

In questo tipo di cambio la coppia è trasferita grazie ad un convertitore idraulico posto fra il motore ed il cambio. Invece di usare degli ingranaggi, questo convertitore sostituisce di fatto la frizione. Il meccanismo, piuttosto complesso, lavora grazie alla differenza di pressione che si viene a creare nell'apposito olio ed è proprio questo delta di potenziale viene usato per cambiare marcia. In origine molto costoso e complicato, oggi l'elettronica ne ha ridotto di molto i costi, il peso e soprattutto il rendimento. 

 

Cambio automatico robotizzato

Il cambio automatico robotizzato è in realtà un semiautomatico. I rapporti sono meccanici, costituiti da ingranaggi come in un classico cambio manuale, ma è robotizzata la selezione e l'innesto delle marce, gestito interamente dall'elettronica, che avviene tramite la leva con il classico +/- oppure con le palette al volante, un obbligo ormai sulle vetture sportive, ma che trovano sempre più spazio anche sulle utilitarie. L'impulso della cambiata, inviato alla centralina del cambio, viene tradotto in un impulso elettronico che automaticamente provvede a ingranare la marcia. E' la scelta per le vetture da competizione perché la cambiata è precisa e rapidissima, ma viene sempre più spesso impiegato anche per le berline e le vetture d'alta gamma con configurazioni stradali più dolci e gentili.  

 

Cambio automatico a doppia frizione

Detto anche DSG (Direct Shift Gearbox) o DCT (Dual Clutch Transmission) a seconda dei costruttori, è di fatto una evoluzione del cambio robotizzato. In questo caso le frizioni sono due: una dedicata alle marce pari ed una alle marce dispari; entrambe collegate ad un proprio albero di trasmissione. Gli alberi sono collegati e ruotano all'unisono, perciò i rapporti sono sempre pronti e ingranati a due per volta. Solo la marcia selezionata però riceve la coppia dal motore, perciò l'innesto della frizione è  gestito completamente dall'elettronica. Anche con questo sistema la velocità di cambiata è velocissima, talmente rapido da superare abbondantemente la velocità un battito di ciglia umano.

 

Quale cambio scegliere dunque?

Difficile, forse impossibile dare una risposta univoca, ma qualche considerazione finale così, per tirare le somme, possiamo provare a farla. 

Il cambio manuale è certo la scelta più classica nonché più economica. In mano ad un pilota esperto esprime e raccogliere tutta la potenza della vettura garantendo la massima libertà di guida. Come molti di noi sanno bene però, non è certo comodo in città o nel traffico quando siamo chiamati ad operare continuamente sul pedale della frizione. 

L'automatico a convertitore di coppia garantisce invece grandissimo comfort e un'esperienza di guida rilassante. Il peso è un limite, ridotto però ultimamente grazie alla tecnologia. Anche il consumo di carburante è contenuto, ma scordatevi una guida sportiva e brillante. 

Velocità e prestazioni invece si sposano benissimo con i cambi robotizzati e a doppia frizione; talmente rapidi che è impossibili per qualunque pilota fare meglio. La possibilità di scegliere la marcia e il momento in cui cambiare è un grosso vantaggio anche in termini di comfort, ed i costi ormai sono scesi enormemente rendendoli assai più accessibili. 

 

A voi la scelta dunque, comfort e risparmio o velocità e prestazioni? 

Data di pubblicazione: 06-06-2017

Sistemi di ritenuta per i bambini: cos'è cambiato?


Viaggiare in auto con un bambino in tutta sicurezza vuol dire utilizzare i sistemi di ritenuta (seggiolini e adattatori) in maniera idonea. L’uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per i bambini è una materia legittimata dall’ Art.172 del Codice della Strada, il quale afferma che:

I bambini di statura inferiore a 1,50 m devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, adeguato al loro peso, di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, conformemente ai regolamenti della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite o alle equivalenti direttive comunitarie.”
 

Secondo la normativa, i sistemi di ritenuta devono essere utilizzati obbligatoriamente sino al momento in cui il bambino non superi i 38 Kg di peso e, per i più piccoli, con peso inferiore ai 9 Kg, è obbligatorio il seggiolino posto in senso contrario a quello di marcia dell’automobile. È stato accertato che il miglior posto per far viaggiare un bambino è quello posteriore - centrale, perché, in caso di sinistro stradale, riduce la possibilità di eventuali urti laterali potenzialmente dannosi alla sua salute. Dunque, per limitare, ed evitare, lesioni gravi (e multe), i bambini devono viaggiare solo in auto munite di seggiolino. Quest’ ultimo deve essere posizionato in modo corretto e in modo adeguato al peso, età ed altezza del piccolo passeggiero.

Tuttavia, nonostante le norme del codice stradale e nonostante i dati statistici, che rivelano dati allarmanti sul numero di incidenti automobilistici in cui sono coinvolti i bambini, c’è ancora una certa resistenza da parte degli adulti a utilizzare sistemi di ritenuta. Proprio al fine di aumentare gli standard di sicurezza e far diminuire il numero di incidenti stradali che vedono gravemente coinvolti i bambini, l’Unione Europea[1] ha deciso di adottare norme più severe.

Dal 1 gennaio 2017, infatti, sono state apportate delle modifiche alle già esistenti norme europee (l’UN ECE R44 e l’UN ECE R129) sui seggioli auto, rendendo le nuove norme più rigide.

 

Ma cos’è cambiato esattamente?
 

Ø Per quanto riguarda la direttiva UN ECE R44/04 (categorizza i seggiolini in base al peso del bambino).

La nuova normativa disciplina più severamente gli adattatori (booster o rialzi), che sono dei piccoli sedili per bambini non dotati di appositi schienali e che permettono al bambino di essere allacciato alle cinture di sicurezza dell’automobile.

Se in precedenza vi era la possibilità di utilizzare gli adattatori per i bambini al di sotto dei 125cm di altezza, dal 2017 vige l’obbligo per gli adulti di far viaggiare sui seggiolini muniti di schienale i bambini con un’altezza inferiore ai 125 cm (fino al Gruppo 2). Si può ricorrere invece ai rialzi senza schienale solo per i bambini con un’altezza compresa tra i 125 e i 150 cm di altezza (al Gruppo 3).
 

Perché? Il motivo è molto semplice: non solo l’utilizzo del rialzo senza schienale pecca di mancata protezione del bambino dagli urti laterali, ma spesso le cinture di sicurezza non sono all’altezza adatta da poter proteggere in modo idoneo il bambino, che avrà la cintura circa all’ altezza del collo. Questa posizione è altamente pericolosa in casi di sinistri e può provocare gravi lesioni.

Al contrario
, i seggiolini muniti di appositi schienali rendono il tragitto in auto di gran lunga più sicuro, garantendo una maggiore protezione del bambino da urti.

I nuovi sistemi di ritenuta saranno dotati di un’etichetta o di un manuale d’uso per indicare quali seggiolini siano adatti al bambino in base al suo peso e altezza. È importante però sapere che, al momento, i vecchi seggiolini possono ancora essere utilizzati fino a data ancora da precisare. Tuttavia, è inutile dire che sia meglio ricorrere subito ai sistemi di ritenuta migliori e più sicuri per la salute dei piccoli viaggiatori.

 

Ø Per quanto riguarda la direttiva UN ECE R129 (categorizza i seggiolini in base all’altezza del bambino).

Questa normativa si divide in tre fasi, la prima (conosciuta come “I-size”) è entrata in vigore il 2013 e la seconda entrerà in vigore nell’estate del 2017. La prima fase stabiliva l’obbligo di fissare i seggiolini con il sistema Isofix per i bambini dal giorno della nascita fino al raggiungimento dei 105 cm di altezza.

La seconda fase della norma R129 stabilisce che:

  • Il sistema di installazione ISOFIX non sarà più obbligatorio per i bambini di altezza compresa tra 100 e 150 cm;
  • È vietato l’acquisto di seggiolini non muniti di appositi schienali;
  • È obbligatorio l’utilizzo di sistemi di ritenuta per i bambini fino ad un’altezza pari a 150 cm. Tuttavia, l’obbligo per i seggiolini con schienale è relativo ai bambini alti almeno 125 cm, per coloro che hanno un’altezza maggiore di 125 e pari di 150 cm vi è la possibilità di ricorrere ai dispositivi di sicurezza (rialzi) senza schienale.

 

NB: le norme R44/04 e R129 coesistono e il conducente può decidere quale direttiva seguire.

 

SANZIONI: Gli adulti che non adempiono ai loro doveri incorreranno in multe più salate che vanno da 80 a 323 euro. Se l’adulto dovesse ricevere due multe nell’arco temporale di due anni, egli si vedrà sospesa la patente di guida per un periodo tra i 15 giorni e i 2 mesi.

 

[1] UN/ECE è la normativa della Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite ed ha come oggetto la regolamentazione dei dispositivi di ritenuta (seggioli auto e rialzi) per i bambini.

Data di pubblicazione: 30-05-2017

Il noleggio a lungo termine. A chi conviene?


Acquistare un'auto si sa, è una grossa spesa. Un importante investimento da affrontare non solo per il costo d'acquisto, ma soprattutto per le spese di gestione e manutenzione. Se siete alla ricerca di un modo per contenere i costi e soprattutto lo stress legato al possesso di un'automobile, la soluzione giusta per voi potrebbe essere considerare il noleggio di una vettura. Affidarsi a questo tipo di servizi sta diventando sempre più comune in Italia, tanto per le grosse aziende quanto per le piccole imprese, e da qualche tempo anche per i privati. Tradizionalmente percepito come un servizio dedicato a professionisti e titolari di partita iva, in realtà sta vivendo un vero e proprio boom negli ultimi anni, conoscendo una nuova popolarità. Le case produttrici e alcune società specializzate stanno infatti iniziando a proporre questo servizio anche ai privati, con vantaggi notevoli.
 

Molto spesso infatti non ci soffermiamo a pensare che il vero costo di una vettura non è tanto quanto quello che paghiamo al concessionario, bensì è tutto quello che col tempo rientra nella categoria 'extra' ad incidere pesantemente sul costo totale rappresentato dalla gestione stessa del veicolo. Considerando l'importanza di questo investimento in termini di tempo e denaro, il noleggio a lungo termine mette insieme queste considerazioni offrendo una vera alternativa al classico acquisto di un'autovettura.

Ma come funziona questo servizio? Nel pacchetto che l'azienda (o sempre più spesso il privato) acquista, è previsto un costo di gestione costituito da un canone mensile che comprende tutte le voci di spesa. Sono incluse anche le spese di bollo, assicurazione (intese come RCA e Kasko) e passaggio di proprietà, ma anche le voci della manutenzione ordinaria e straordinaria. Questo include il cambio gomme, ma anche i tagliandi programmati del produttore ed il soccorso stradale in caso di incidenti o avaria. Niente più fastidi causati dall'auto in panne dunque, ed è anche previsto a richiesta il servizio di auto sostitutiva. Insomma, le modalità e le caratteristiche del contratto sono numerose e fatte per essere tagliate su misura del cliente; tra l'utente business e quello privato le necessità possono sono ovviamente molto diverse.
 

Con il noleggio dell'auto si apre di fatto un nuovo modo di vivere l'automobile e di concepire il possesso stesso del mezzo. Non più la semplice proprietà come siamo stati abituati a viverla finora, ma diventa centrale il concetto di utilizzo. Il canone d'affitto solitamente si sviluppa su una durata compresa tra i 24 e i 48 mesi con un chilometraggio definito in precedenza in base alle necessità di utilizzo, e al termine del quale è possibile scegliere se riscattare il veicolo ad un presso prefissato, oppure semplicemente restituito o sostituito.

Parlando in termini strettamente economici, il noleggio non dà tecnicamente la certezza di risparmiare, ma mette di fronte due idee opposte. Tra l'acquisto classico ed il noleggio c'è una distinzione quasi filosofica tra due scuole di pensiero completamente diverse. L'idea alla base del noleggio è puramente pratica: semplifica enormemente la vita dell'automobilista eliminando varie seccature burocratiche e l'apprensione riguardo l'auto nuova, la svalutazione, l'usura del mezzo, gli incidenti, la manutenzione ecc. Tutto è programmato, tutto è pianificato nel contratto.

Le società che si occupano di noleggio a lungo termine sono ormai numerose, ed offrono diverse soluzioni a breve quanto a lungo termine. Basta infatti un po' di buona volontà e, con calcolatrice alla mano, è possibile farsi immediatamente due conti per capire quale se la scelta del noleggio sia quella giusta per noi. Si tratta pur sempre di un finanziamento, che dunque è soggetto all'approvazione da parte della società erogante. Però gli aspetti burocratici si limitano alla concessione del finanziamento stesso e alla documentazione necessaria, perché come detto quelli gestionali sono a carico della società di noleggio.
 

Il noleggio a lungo termine è poi particolarmente vantaggioso per la categoria dei professionisti con partita iva. La Legge di Bilancio, ex Legge di Stabilità 2017, ha apportato importanti modifiche legislative per queste categorie che possono dedurre dal loro reddito i canoni di noleggio a lungo termine di autovetture e autocaravan.

Ma in quali casi conviene il noleggio a lungo termine piuttosto che l’acquisto?

Il noleggio conviene naturalmente alle aziende in caso di grandi flotte, ma per quanto riguarda un privato? Può essere conveniente il noleggio?

Non è possibile dare una risposta generica. Dipende molto dalle esigenze dell'individuo. Per un privato è naturalmente possibile richiedere un noleggio a lungo termine ma può essere conveniente (anche perché in Italia non sono ancora previste detrazioni fiscali per i privati) solo se si tratta di un cliente che cambia l'auto più spesso rispetto alla media degli automobilisti. I dati dicono che l'utente medio cambia la macchina circa ogni 9 anni, pertanto se si progetta di tenere l'auto per un periodo così lungo non conviene perché i costi dell'acquisto saranno ammortizzati nel tempo. Se invece si immagina di tenere l'auto per un periodo più breve il noleggio (con un contratto magari a 48 mesi) può essere una scelta interessante e da valutare.

I dati peraltro parlano chiaro: il settore è in continua crescita, tanto per il noleggio a lungo o breve termine, tanto per il segmento business quanto per quello privato. E servizi analoghi ma alternativi, come il car sharing di cui vi parleremo prossimamente, sono in continua espansione.

Per concludere dunque, la tendenza sempre più diffusa è quella di ragionare su quale sia il reale utilizzo che si intende fare del mezzo e soprattutto il periodo di riferimento. L’auto, lo sappiamo bene, è un costo che incide fortemente sul budget mensile. Per cui la domanda è: quanto si è disposti a spenderci?

Data di pubblicazione: 24-05-2017

Revisioni auto: tutto quello che c'è da sapere


Dal 1 gennaio 2017 è entrata in vigore la direttiva europea (2014/45/UE) concernente nuove e più severe norme riguardanti la revisione di auto e motori.

I dati statistici, che indicano un numero sempre crescente e preoccupante dei sinistri stradali, hanno spinto Bruxelles ad approvare tale provvedimento legislativo al fine di rendere la circolazione nelle strade più sicura, con l’auspicio di una drastica riduzione degli incidenti mortali. L’idea è stata quella di armonizzare a livello europeo (seppur in modo parziale) le revisioni dei veicoli a motore, rendendo molto più difficile il raggiro dei controlli da parte degli automobilisti.

La revisione dei veicoli è un obbligo sancito dal Codice della Strada, che prevede un controllo delle condizioni del mezzo (Art.79), non solo garantendone la sicurezza stradale, ma anche monitorando le emissioni inquinanti e la rumorosità entro i limiti disposti dagli accordi nazionali e comunitarie.

Le principali novità

Al fine di ridurre le elusioni delle regole, le nuove norme danno il permesso alla Motorizzazione di effettuare controlli più meticolosi tramite apparecchiature di videosorveglianza installate nelle officine, il che permette loro di monitorare l’intero procedimento di revisione. In tal modo si ottengono revisioni più accurate e uniformi.

La legge sancisce l’obbligo per le officine autorizzate di controllare, in fase di revisione, che il proprietario del veicolo sia in regola con il pagamento del bollo e che su di esso non gravi un fermo amministrativo. Qualora la situazione dell’automobilista non sia in regola con uno dei due casi, il veicolo non potrà circolare sino all’ottemperamento della legge.

Quali sono le tempistiche per la revisione?

La revisione auto e moto deve essere fatta dopo quattro anni dall’immatricolazione e deve essere effettuata nello stesso mese in cui essa è avvenuta. Successivamente, la revisione ha ricorrenza di due anni e deve avvenire entro il mese in cui il veicolo è stato sottoposto all’ultimo controllo.

Queste scadenze si applicano alle autovetture, autocaravan, agli autoveicoli adibiti al trasporto di cose o ad uso speciale di massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 t e agli autoveicoli per trasporto promiscuo (art. 80, comma 3).

La scadenza annuale è invece riservata ai veicoli destinati al trasporto di persone con numero di posti superiore a nove compreso quello del conducente, agli autoveicoli destinati ai trasporti di cose o ad uso speciale di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, ai rimorchi di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, ai taxi, alle autoambulanze, ai veicoli adibiti a noleggio con conducente e ai veicoli atipici (art. 80, comma 4).

Qualora la revisione dovesse risultare scaduta bisogna affrettarsi a procedere con il controllo, perché il proprietario del veicolo incorre in:

- Una multa per omessa revisione che varia dai 159 a 639 euro (la sanzione può essere raddoppiata per i casi di omissione pluriannuale della revisione).;

- Sequestro del libretto di circolazione;

- Fermo del mezzo.

 

Quali sono i costi e le procedure per effettuare la revisione?

La revisione di tutti i veicoli può essere effettuata presso la Motorizzazione Civile o presso le officine autorizzate dal Dipartimento Trasporti Terrestri (DTT). Tuttavia, quest’ultima opzione è possibile solo per i veicoli con massa complessiva a pieno carico fino a 3,5t.

Ø Per effettuare la revisione presso la Motorizzazione Civile occorrono i documenti seguenti:

- Presentazione della domanda su modello TT 2100, reperibile presso gli stessi uffici della Motorizzazione Civile e/o disponibile online;

- Attestazione di versamento di 45,00 euro sul c/c. 9001 intestato al Dipartimento Trasporti Terrestri;

- Prenotazione della visita per la revisione;

- Possedere la carta di circolazione originaria del veicolo.

La visita può avere tre esiti differenti:

- “REVISIONE REGOLARE”: al proprietario del veicolo verrà consegnata un’etichetta adesiva con il risultato del controllo da applicare sulla carta di circolazione;

- “REVISIONE RIPETERE”: il proprietario del veicolo dovrà effettuare le riparazioni classificate come “non efficienti” presso un’officina, effettuare un’ulteriore revisione entro 30 giorni e potrà circolare solo dopo essersi recato in officina.

- “REVISIONE RIPETERE – SOSPESO”: il proprietario del veicolo potrà circolare con il veicolo solo dopo aver effettuato le opportune riparazione e dovrà presentare ulteriormente domanda di revisione per poter circolare con il medesimo veicolo. Il conducente potrà circolare con il mezzo solo nella giornata in cui si recherà in officina e nella giornata in cui dovrà sostenere una nuova prova.

 

Ø Per effettuare la revisione presso le officine autorizzate DTT occorre presentarsi presso l’officina scelta e pagare una quota stabilita dal Ministero dei Trasporti Terrestri e pari a 65,68 euro.

 

In fase di revisioni verranno controllati le condizioni e l’efficienza di:

  • Funzionamento freni;
  • sterzo (cuscinetti, fissaggio, stato meccanico)
  • l’ottimale visibilità (vetri, specchietti, lavavetri)
  • impianto elettrico (proiettori, luci, indicatori)
  • assi pneumatici sospensioni
  • l’integrità del telaio
  • regolarità dei rumori e dei gas di scarico
  • identificazione veicolo (targa, telaio)
  • altri equipaggiamenti omologati

 

NB: il veicolo avrà superato il controllo e il proprietario potrà continuare a circolare con il suo mezzo solo se nel tagliando sarà presente la dicitura: “revisione regolare”.

Data di pubblicazione: 23-04-2017

Che categoria di patente serve per guidare una Moto?


La patente di guida necessaria alla guida dei motoveicoli dipende dal tipo di veicolo che si dovrà condurre e dall'età del conducente.
 

 

Esistono infatti tipi di patente:
 

Patente AM, A1, A2, A

Vediamo a quanti anni si possono conseguire e che tipo di veicoli autorizzano a guidare

 

  • patente AM

Si consegue a 14 anni (età minima) e consente di guidare:
 

  • ciclomotori, a 2 o 3 ruote, quadricicli leggeri, che abbiano una cilindrata inferiore o uguale a 50 cm³.
     

Non consente il trasporto di un passeggero, pur avendo il ciclomotorel'omologazione per poterlo trasportare, fino a quando il conducente non abbia computo 18 anni di età

 

  • patente A1
     

Si consegue a 16 anni (età minima) e consente di guidare
 

  • Motocicli di cilindrata massima di 125 cm³, di potenza massima di 11 kW e con un rapporto potenza/peso non superiore a 0,1 kW/kg.
  • Tricicli di potenza non superiore a 15 kW.
  • Macchine agricole che non superano i limiti di sagoma dei motoveicoli.

 

  • Patente A2
     

Si consegue a 18 anni e consente di guidare


  • Motocicli di potenza non superiore a 35 kW con un rapporto potenza/peso non superiore a 0,2 kW/kg e che non siano derivati da una versione che sviluppa oltre il doppio della potenza massima.

 

 

Patente A
 

Si consegue a 24 anni, ma il limite scende a 20 anni se il conducente è in possesso della patente A2 da almeno 2 anni.

E' una patente senza limiti di potenza e cilindrata e consente di guidare:
 

  • Tricicli di potenza superiore a 15 kW (per i conducenti cha abbiano già compiuto 21 anni)
  • Motocicli, (veicoli a due ruote, senza carrozzetta (categoria L3e) o con carrozzetta (categoria L4e), muniti di un motore con cilindrata superiore a 50 cm³ se a combustione interna e/o aventi una velocità massima per costruzione superiore a 45 km/h (dai 24 anni)

 

 

Scadenza della patente A
 

Come per la patente B, la patente A scade:
 

  • ogni 10 anni se il conducente non ha compiuto 50 anni di età
  • ogni 5 anni per età compresa tra i 50 ed i 70 anni
  • ogni 3 anni per età compresa tra i 70 e gli 80 anni
  • 2 anni per chi ha già compiuto 80 anni

 

Chi è in possesso di patente B o di patente di categoria superiore (C,D) per conseguire la patente A deve sostenere solo l'esame di guida (senza dover sostenere l'esame di teoria). La stessa cosa vale per il passaggio da un tipo di patente A all'altro

 

 

   

 

 

 

Data di pubblicazione: 15-04-2017

Rinnovo della patente: scadenze, costi e tutto quello che bisogna sapere

Un articolo completo di tutte le informazioni relative al rinnovo della patente, le scadenze ed i costi


In questo articolo arleremo della durata delle patenti in funzione delle categorie, cosa occorre per il rinnovo della patente, i costi e le sanzioni in cui si incorre guidando con patente scaduta.

 

Quando scade la patente?
 

La scadenza della patente è riportata sul documento di guida al punto 11 ed è quella la data a cui bisogna attenersi.
 

La durata della patente di guida varia in relazione all’età della persona e alla tipologia di patente che si possiede:
 

La patente ha una validità che dipende da:
 

  • categoria di patente posseduta
  • età del conducente
     

Per fare uno schema semplice possiamo dire che:
 

le Patenti A e B:
 

  • hanno una validità di 10 anni fino ai 50 anni di età del titolare
  • hanno una validità di 5 anni per chi ha un'età compresa tra 50 e 70 anni del titolare
  • hanno una validità di 3 anni per chi ha superato i 70 anni
  • hanno una validità di 2 anni per chi ha superato gli 80 anni
     

Patente C
 

· hanno una validità di 5 anni fino ai 65 anni di età

· hanno una validità di 2 anni dopo i 65 anni
 

Patente D
 

· hanno una validità di 5 anni fino ai 60 anni di età

· hanno una validità di 1 anno dopo i 60 anni

 

La patente di categoria E ha la stessa validità della patente a cui è associata (BE, CE, etc.)

La patente può essere rinnovata da quando mancano meno di 4 mesi alla scadenza riportata su documento di guida e non oltre i tre anni successivi alla scadenza.
 

Inoltre l'articolo 7 del decreto legge 9 febbraio 2012.ha stabilito la cosiddetta "regola del compleanno": a partire dal 19 Gennaio 2013 le patenti di Categoria A e B rinnovate avranno la scadenza che coinciderà con la data del proprio compleanno.

 

Rinnovo della patente per chi ha compiuto gli 80 anni
 

Una semplificazione è stata apportata anche per i possessori di patente che abbiano superato gli 80 anni: per questi soggetti infatti la patente viene rinnovata per un massimo di 2 anni senza però sottoporsi alla visita presso la Commissione medica locale: è sufficiente recarsi presso un medico accertatore come per qualsiasi altro rinnovo della patente

 

 

Non ci sono più i tagliandi adesivi - Per ogni rinnovo patente di guida nuova

 

In passato quando ci sottoponeva al rinnovo della patente veniva inviato un tagliando adesivo da apporre sulla vecchia patente. Questi spesso però diventavano illeggibili e comunque non ritenuti più idonei dalle norme comunitarie. Pertanto è stato introdotto l'automatismo del duplicato: quando la patente viene rinnovata ne viene contestualmente stampata una nuova patente di guida che la Motorizzazione invierà direttamente presso il domicilio del titolare di patente ( o presso un indirizzo da questi indicato). Il costo della spedizione , a carico del destinatario, è di Euro 6,86, e vanno pagati all'incaricato della consegna.
 

In attesa della nuova patente, che comunque arriva nel giro di pochi giorni lavorativi, il medico accertatore rilascerà un permesso provvisorio di guida. Il permesso provvisorio è valido solo sul territorio nazionale , pertanto è vietata la guida all'estero senza essere in possesso della patente di guida aggiornata.
 

L'obbligo del duplicato impone una novità: quando si rinnova la patente bisogna portare con se una foto-tessera che sarà quella presente sulla nuova patente di guida

 

Quanto costa rinnovare la patente?
 

I costi per rinnovare la patente sono i seguenti:
 

  • costo della visita medica (varia in funzione del medico e dalla città ma di norma va dai 20 ai 50 euro
  • costo diritti della motorizzazione: si pagano su c/c 9001 . 10,70 euro
  • imposta di bollo: si paga su c/c postale 4028 e costa 16 euro
  • costo dell'agenzia: varia dai 30 ai 60 euro
     

IL SERVIZIO DI RINNOVO PATENTI è DI 15 EURO IVA COMPRESO
 

Cosa serve per rinnovare la patente?

Quello chè serve per rinnovare la patente è disporre di:

  • patente di guida (e documento di identità valido se la patente fosse già scaduta)
  • codice fiscale
  • 1 foto tessera (fondo chiaro ed inquadratura frontale)
  • bollettino postale pagato su c/c 9001 di euro 10,20
  • bollettino postale pagato su c/c 4028 di euro 16,00
  • visita medica effettuata da un medico accertatore (articolo 119 del cds): medici militari, delle Ferrovie, ASL, Polizia di Stato, Vigili del fuoco
  • Al momento della visita bisognerà firmare in presenza del medico accertatore un'autocertificazione sull'assenza delle varie patologie

 

Cosa succede se la patente è scaduta?
 

E' vietato guidare con la patente scaduta (articolo126 del cds). La guida con patente scaduta implica infatti una sanzione amministrativa che va da 155 euro a 624 euro e la sanzione accessoria del ritiro immediato del documento di guida da parte degli organi di Polizia.
 

Inoltre bisogna prestare attenzione al fatto che in caso di incidente, l'assicurazione potrebbe applicare il diritto di rivalsa: pagare cioè il danno salvo poi rivalersi sul titolare di patente scaduta. Non è prevista decurtazione dei punti.
 

Tuttavia se non ci si mette alla guida la patente può essere rinnovata fino a 3 anni dopo la scadenza riportata sul documento di guida
 

Rinnovo della patente Italiana all'Estero
 

Esiste una circolare, la n.30/99 del Ministero dei Trasporti che stabilisce come ci si deve comportare per rinnovare la patente quando si risiede all'estero:
 

Se il titolare di una patente italiana si stabilisce in uno Stato membro dell’Unione europea, la patente scaduta deve essere rinnovata dagli uffici Consolari Italiani stabiliti in quel Paese. Naturalmente la patente di guida Italiana non deve essere stata revocata a seguito di conversione in Patente estera.
 

Sul sito del Ministero degli Esteri Italiano è possibile consultare dove si trovano le nostre sedi Diplomatiche all'estero, gli indirizzi ed i recapiti delle ambasciate e consolati di vostro interesse, ed i relativi siti internet, all'interno dei quali è consultabile la sezione dedicata alla patente di guida e alle modalità di rinnovo.

Data di pubblicazione: 08-04-2017

Rinnovo patente e diabete mellico: chi rinnova la patente?

Essere affetto da diabete mellito in terapia con insulina o con antidiabetici orali comporta sempre la necessità di esibire al medico certificatore una relazione diabetologica.
 

La relazione deve essere redatta da un diabetologo di ente pubblico, non deve essere anteriore a tre mesi dal momento della visita per la patente. La norma detta alcuni punti specifici che il diabetologo deve certificare: in genere vi è un modello, un fac-simile, adottato dai vari centri specialistici apposta per la certificazione “uso patente”.
 

Per i soggetti che devono conseguire/rinnovare la patente del gruppo I sarà sufficiente esibire la relazione diabetologica . Qualora vi sia un “compenso” buono o perlomeno ancora accettabile (cioè la emoglobina glicosilata sia inferiore a 9%), in assenza di complicanze, il medico procederà alla certificazione, generalmente con una riduzione del periodo di validità.
 

Qualora il compenso non sia accettabile o in presenza di complicanze ad esempio per la retina, il cuore, i reni , sarà necessario recarsi presso una CML.
 

Per i soggetti che devono conseguire/rinnovare la patente del gruppo II è invece sempre obbligatorio recarsi in CML esibendo la relazione diabetologica specifica.

Data di pubblicazione: 05-04-2017

Rinnovo patente e udito

Rinnovo Patente e udito

 

Sia per il conseguimento della patente del gruppo I che II rinnovo è necessario verificare i requisiti uditivi.

Per le patenti del gruppo I è sufficiente un udito non inferiore a metri 2 per ciascun orecchio :normale voce conversata con distinzione delle parole (fonemi).
 

Tale requisito può essere raggiunto anche con l’uso di protesi auricolari (apparecchi acustici), il cui uso sarà semplicemente annotato sulla patente con il codice 02.
 

Qualora non si possegga il requisito uditivo e le protesi non riescano e/o le protesi acustiche no siano efficaci sarà ancora possibile conseguire la patente recandosi presso una Commissione Medica Locale (CML) di alcune ASL per certificare l’idoneità ad una patente “speciale” (AS BS), dove sarà annotato unicamente l’obbligo di guida utilizzando sempre due specchi laterali (ormai tutte le auto e le moto ne sono dotate!)
 

Per il gruppo II sono necessari almeno 8 metri come somma sinistra + destra con non meno di 2 metri per l’orecchio peggiore.
 

E’ possibile raggiungere il requisito con protesi uditive, però in questo caso solo recandosi in CML. La patente sarà sempre del tipo”speciale” (CS, DS) e soggetta ad alcune limitazioni.
 

I Non Udenti non possono conseguire/rinnovare patenti di guida del gruppo II.

Data di pubblicazione: 02-04-2017

Rinnovo patente: requisiti della vista

Rinnovo Patente e vista

(TAG: visus, acuità visiva, sensibilità al contrasto, sensibilità all’abbagliamento, campo visivo, campo visivo computerizzato, monocolo, visione crepuscolare, daltonico, daltonismo, discromatopsia.)

 

Il codice della strada riporta i requisiti visivi necessari per il rilascio ed il rinnovo della patente di guida.

Per le patenti del gruppo I (AM,A, B, BE, BS) possono essere abilitati sia i soggetti con visione binoculare che monoculare.
 

I soggetti con visione monoculare devono raggiungere una acuità di almeno 8/10 nell’occhio residuo, con eventuale correzione ottica. La correzione può essere di qualsiasi valore diottrico.
 

I soggetti con visione binoculare devono possedere una visione complessiva di almeno 7/10 con non meno di 2/10 con l’occhio peggiore. Nel caso, si possono utilizzare lenti di qualsiasi valore diottrico e non ha importanza la differenza tra le due lenti.
 

Ma non solo l’acuità visiva è importante.

Altro importantissimo elemento da valutare è l’estensione del campo visivo (campimetria). Pur con qualche differenza tra visione monoculare e binoculare, essenzialmente il campo visivo deve essere ampio 120° sul piano orizzontale e non deve a vere difetti in sede centrale. In genere, nei casi necessari, si effettua un esame specifico come il Campo visivo computerizzato binoculare secondo Esterman.
 

Ancora si deve valutare la capacità di distinguere gli oggetti dopo un abbagliamento (velocità di recupero) e in differenti condizioni di contrasto, con dei test specifici.

Non è invece più necessario il controllo della visione dei colori (nessun problema per chi è daltonico o discromatopsico).
 

Per le patenti del gruppo II (C, D, K, CQC) sono necessari dei requisiti di acuità maggiori.

Occorre sempre un visus binoculare (il monocolo è ammesso solo in casi eccezionali). Bisogna raggiungere i 12/10 complessivi , con almeno 4/10 al peggiore e non meno di 8/10 al migliore ( Per esempio 7/10 per ciascun occhio non è sufficiente!!).

Il campo visivo deve essere più esteso : 160° sul piano orizzontale.

L’obbligo di uso di lenti è annotato sulla patente con il codice 01
 

In caso di deficit dei parametri segnalati in precedenza ci si potrà recare presso una Commissione Medica Locale della ASL che valuterà se con alcune limitazioni di orario o percorsi sia ancora possibile la guida.