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Data di pubblicazione: 09-08-2022

Incidenti in aumento sulle strade: quali le cause e i percorsi più a rischio

La piaga dei morti per incidenti stradali non accenna a placarsi. È quanto emerge nel report Aci-Istat sugli incidenti stradali 2021 che salgono in Italia rispetto all'anno precedente segnato dal lockdown e dai divieti di spostamenti conseguenti alla pandemia da Covid-19. Le vittime sono il 20% in più rispetto al 2020 e si attestano a 2.875 e la fascia di età più colpita è quella tra i 20 e i 24 anni. Un altro aspetto del report evidenzia anche la crescita degli incidenti con i monopattini elettrici, passati in soli dodici mesi da 564 a 2.101.

 

I dati del report

Nel 2021 si sono registrati 151.875 incidenti sulle strade italiane (+28,4% rispetto al 2020) con 2.875 morti, come detto in precedenza, per una media di 7,9 al giorno; mentre i feriti, 204.728 (+28,6%) sono stati 561 al giorno. Valori in aumento rispetto al 2020, ma ancora in diminuzione rispetto al 2019 (-11,8% gli incidenti, -9,4% le vittime e -15,2% i feriti).

Dati che hanno un impatto anche economico stimato in 16,4 miliardi di euro: lo 0,9 % del Pil nazionale (+26% sul 2020).

In totale sono stati 16.448 (+22%) gli incidenti con biciclette e 2.101 con monopattini, registrando 18.037 feriti (+31,6%), oltre ai pedoni investiti (6 morti e 535 feriti). Dato impressionante è il passaggio da 564 a 2.101 degli incidenti con monopattini e i conseguenti feriti da 518 a 1.980 (i guidatori morti sono 9, più 1 pedone deceduto).
 

LEGGI ANCHE - L'invasione dei monopattini elettrici: cosa dice il Codice

 

I luoghi degli incidenti

La maggior quota di incidenti si registra sulle strade urbane (73,1%), ma le vittime si concentrano maggiormente sulle strade extraurbane (47,5%). Invece sulle autostrade avvengono solo il 5% degli incidenti e l’8,6% dei deceduti, ma a preoccupare è l’aumento di questi ultimi (+26,2% in un anno).

Anche se i dati rimangono ancora al di sotto dei livelli pre-pandemia, su tutti i tratti stradali aumentano incidenti, morti e feriti.

 

L’identikit delle vittime

Sui 2.875 morti totali l’83,3% sono uomini e il 16,7% donne, suddivisi ulteriormente tra conducenti (2.072), passeggeri (332) e pedoni (471). Sono 161 gli occupanti dei mezzi pesanti che crescono addirittura del 44,4% rispetto al 2020, 762 i motociclisti/ciclomotoristi e 229 coloro che fanno utilizzo di biciclette e monopattini elettrici (+30,1%). Proprio in quest’ultima categoria si registra la maggior incidenza di infortuni: ben il 98% dei coinvolti negli incidenti.
 

Le fasce d'età più colpite sono 20-24 e 45-59 anni per gli uomini; 20-24 anni e 70-84 anni per le donne. Preoccupa l’aumento del numero dei morti delle fasce 15-19 anni (+41,7%), 25-29 (+34,9%), 40-49 (+31,5%) e, soprattutto, dei bambini: 28, tra 0 e 14 anni, hanno perso la vita in incidenti stradali nel 2021.
 

LEGGI ANCHE - Niente limiti di potenza per i neopatentati con il "Decreto Infrastrutture 2021"

 

Le cause degli incidenti

Il report recita che per “guida distratta o andamento indeciso” vi sono stati 30.478 incidenti (15,4% del totale), per mancato rispetto di precedenza o semaforo (28.293, il 14,3%) e velocità troppo elevata (19.706, il 10%): queste le tre principali cause che rappresentano ben il 39,7%. Seguono “manovre irregolari” (ad esempio retromarcia, inversione o invasione di corsia) con 15.534 casi (il 7,9%) e mancato rispetto della distanza di sicurezza con 14.081 casi (il 7,1% del totale).

 

LEGGI ANCHE - Controlli Polstrada: auto italiane in pessime condizioni. Ecco cosa rischiano gli automobilisti

 

 

Data di pubblicazione: 30-07-2022

Controlli Polstrada: Auto Italiane in pessime condizioni. Ecco cosa rischiano gli automobilisti.

L’indagine annuale “Vacanze Sicure”, condotta sulle strade italiane dagli agenti della Polstrada in collaborazione con Assogomma, ha dato risultati definiti sconfortanti, i peggiori mediamente di sempre. Su quasi 13.500 vetture controllate oltre un terzo presentava irregolarità.
 

Secondo i dati elaborati sul modello del Politecnico di Torino in Italia risultano immatricolate quasi 40 milioni di vetture con un’età media di 12 anni e 3 mesi, ma sono quasi il 60% quelle con oltre 10 anni di età (dato in continuo peggioramento). L’età media del campione di vetture controllate è più giovane della media nazionale (9 anni e 10 mesi), quindi dovrebbe mostrare una migliore condizione e questo aggrava la preoccupazione.

Particolare enfasi è stata riposta sulla condizione delle gomme dei veicoli.

 

La condizione degli pneumatici
 

Il campione analizzato ha mostrato come sui veicoli come meno di 10 anni in un caso su quattro (quindi il 25% delle autovetture) presentavano problemi agli penumatici, dato che sale al 40% per quelli con oltre 10 anni di anzianità.

Gli pneumatici lisci (cioè con battistrada inferiore a 1,6 mm) sono una costante che si attesta mediamente al 9% per tutte le età dei veicoli controllati.

I veicoli con equipaggiamento non omogeneo sono circa il 2,5% del campione. Si tratta di quelle automobili che montano pneumatici di marche o modelli diversi sullo stesso asse, cosa vietata.

I danneggiamenti visibili ad occhio nudo sono presenti nel 5,4% del campione, il doppio rispetto al passato. Si tratta di ernie o tagli profondi che possono essere l’anticamera di un cedimento strutturale dello pneumatico, cioè lo scoppio. Questa casistica è da tenere sott’occhio soprattutto in estate quando le temperature sono particolarmente elevate, il manto stradale è rovente e le vetture sono gravate di un carico di passeggeri e bagagli.
 

Le vetture fermate che presentavano pneumatici privi di omologazione sono circa il 3% del totale. Si tratta di una non conformità particolarmente grave che prevede oltre ad una sanzione pecuniaria la possibilità del ritiro della carta di circolazione e la mandata in revisione del veicolo.

 

LEGGI ANCHE - Revisione auto: adesso spetta il rimborso. Online la piattaforma per richiedere il rimborso di 9,95 euro


 

Cosa prevede la legge: multe e non solo

Tutti gli automobilisti sorpresi a viaggiare con un mezzo che abbia pneumatici non a norma di sicurezza rischia una multa da 85 a 337 euro e 2 punti della patente (art. 79 del Codice della Strada).

Le indicazioni sono:

  • battistrada con disegno in rilievo ben visibile in tutta la sua larghezza e in tutta la sua circonferenza;
  • profondità degli intagli principali del battistrada di almeno 1,6 mm per gli autoveicoli, 1 per i motoveicoli e 0,50 per i ciclomotori
     

Se gli agenti che contestano l’infrazione trovano che ci sia anche un’aggravante metereologica che influisca sulla sicurezza si rischia il fermo del veicolo. In pratica guidare con gomme lisce se piove o nevica è sinonimo di reato e costa un altro punto (per un totale di 3) sulla patente, oltre ad ulteriori spese amministrative e il costo del carroattrezzi.
 

Inoltre, si può circolare solo con le misure di pneumatici previste sul libretto di circolazione della macchina. Nel caso in cui le autorità fermino un automobilista con pneumatici non corrispondenti, quest’ultimo incorrerà in una sanzione che va da 422 a 1695 euro, più il ritiro della carta di circolazione e l'obbligo di sottoporre l'auto al collaudo presso un ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri.

 

I consigli per gli automobilisti

In un periodo in cui sulle nostre strade c’è più traffico per gli esodi estivi verso le località montane e balneari, è importante affrontare il viaggio con la vettura in ordine. Prima di tutto occorre avere gomme gonfie e in buono stato perché quei pochi centimetri quadrati di gomma sono l’unico punto di contatto tra il nostro veicolo e il suolo. Su di essi dobbiamo contare per frenare, ammortizzare, dare direzionalità, trasportare carichi. Il buon senso dovrebbe bastare, ma meglio controllare.

 

Data di pubblicazione: 18-07-2022

Devi rinnovare la patente e non sai come pagare i bollettini con pagoPa? Guarda questo video

Per rinovare la patente, bisogna fare una visita medica da un medico certificatore abilitato ed inserito nell'apposito elenco del Ministero dei Trasporti.


Prima di fare la vistia, bisogna pagare 16€ di imposte di bollo (prima si pagava con bollettino postale su c/c 4028) e 10,20€ di diritti della Motorizzazione (prima si pagava si pau c/c postale 9001).

Adesso entrambi i pagamenti vanno fatti con pagoPA.
 

Guarda il nostro video tutorial per vedere come fare.


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Data di pubblicazione: 16-07-2022

Patente digitale sullo smartphone:quando arriva e come funziona

Dopo l’introduzione del Nuovo Codice della Strada lo scorso anno che portava molte novità, altre ed importanti si prospettano per gli automobilisti italiani a partire dal 2023. Infatti, il ministro per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao ha presentato in una conferenza stampa lo stato dei progetti italiani relativi al digitale finanziati attraverso il Pnrr in cui ha accennato al wallet (portafoglio elettronico) per rendere digitali tutti i documenti personali con validità in tutta l’Unione Europea.
 

Secondo le parole del Ministro, proprio in questo strumento (che entrerà a far parte dei servizi dell’app IO) “collegheremo tutti i documenti: non ci sarà bisogno di avere una patente cartacea, ma la metteremo direttamente lì, attraverso un QR Code”.
 

La data di partenza del servizio che riguarderà milioni di automobilisti è stata programmata per il mese di marzo 2023, intanto che l’app IO sarà “potenziata enormemente nei prossimi 6-9 mesi” come riferito dallo stesso Colao.

 

COME FUNZIONA

La patente digitale funzionerà con modalità simile a quella del Green Pass utilizzato durante la pandemia da Covid-19, quindi un documento elettronico ma con la possibilità di essere comunque stampato e un QR Code da mostrare in caso di controllo. Come negli Stati Uniti dove il servizio è già presente, il codice fornirà alle forze dell'ordine dati anagrafici del conducente e le informazioni sul documento (dalla scadenza al saldo punti), segnalando immediatamente eventuali sospensioni o anomalie. La validità della patente digitale sarà riconosciuta in tutti i paesi membri dell'Unione Europea.

 

Leggi anche - Vuoi sapere quanti punti hai sulla patente? Adesso la comunicazione è digitale

 

COSA CAMBIA

La svolta digitale del documento di guida permetterà controlli più rapidi e precisi da parte delle forze dell'ordine, mentre per gli automobilisti sarà più facile avere sempre sottomano i documenti grazie all’ormai onnipresente smartphone.

Per le persone meno avvezze alla tecnologia rimane la possibilità di stampare la patente e tenerla come oggi nel portafoglio o in borsa.
 

L’idea della patente digitale potrebbe avere anche ripercussioni di lungo periodo: ad esempio consentire o meno l’accesso ai caselli autostradali per determinate fasce d’età o ai neopatentati, oppure per poter impedire da remoto l’accesso al carsharing a persone con patente scaduta, sospesa o revocata.

 

…MA IL DIGITALE È GIÀ PRESENTE OGGI

In attesa del marzo 2023 già oggi la digitalizzazione nel settore dei documenti per gli automobilisti è già presente e molto apprezzata dagli utenti.

Al momento del rinnovo della patente sono già richiesti elementi in formato digitale. Ad esempio, durante l’accertamento medico-sanitario è proprio il medico stesso che assicura l'idoneità alla guida ad inserire i dati nel portale dell'automobilista tra i quali la scansione di una fototessera e della firma, entrambi in formato digitale .jpg che poi verranno riportati sulla patente in formato card.
 

Per le nuove generazioni e non solo, questa procedure può essere fatta preventivamente dall’automobilista stesso utilizzando l’apposito form sul sito rinnovopatenti.it.

 

Per approfondire leggi - Rinnovo della patente e fototessera: a cosa serve? Come deve essere la fototessera?

 

 

 

 

 

TAG: PATENTE DIGITALE, PATENTE, COLAO, TANSIZIONE DIGITALE

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Data di pubblicazione: 08-07-2022

Scatola nera: sarà obbligatoria in tutta Europa

L'ambizioso obiettivo della Comunità europea è l’azzeramento delle vittime della strada entro il 2050. “Vision zero” è il nome del programma secondo il quale già entro il 2038 si potranno salvare 25.000 vite umane ed evitare 140.000 feriti.
 

In questa ottica è entrato in vigore il 6 luglio in tutta Europa l’obbligo di dotare i nuovi modelli di auto, furgoni, autocarri e autobus in vendita nell’Ue di una serie di dispositivi elettronici, tra cui la cosiddetta "scatola nera" per autovetture. Il suo nome ufficiale è Edr (Event Data Recorder) e servirà a registrare e memorizzare i dati (ad esempio velocità, frenata, attivazione dell’airbag e stato dei sistemi di sicurezza) in caso di incidente stradale. Questa novità, stabilita nel 2019, riguarda per ora solo i nuovi modelli, quelli già omologati e attualmente presenti nei listini delle case sono invece esenti dall'obbligo fino al 2024.
 

Da quella data, infatti, tutti gli esemplari in vendita nelle concessionarie, sia i modelli di nuova omologazione sia quelli già omologati, dovranno disporre delle nuove dotazioni di sicurezza.
 

La scatola nera prevede una serie di dispositivi citati nel regolamento 2019/2144 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 novembre 2019, noto come "Regolamento sulla sicurezza dei veicoli". L'elenco è piuttosto lungo: si va dall’adattatore intelligente della velocità all’avviso di disattenzione e stanchezza del conducente, dalla segnalazione dell’arresto di emergenza alla predisposizione per l'alcolock, il dispositivo che rileva il tasso alcolemico del guidatore. E in caso di eccesso impedisce l'avvio del veicolo.
 

In aggiunta, ma solo per i mezzi pesanti sia per il trasporto di cose che di persone, sono previsti sistemi avanzati capaci di rilevare la presenza di pedoni e ciclisti situati in prossimità della parte anteriore del veicolo o sul lato del marciapiede. In questo caso, però, le date di introduzione saranno posticipate. Anche la futura introduzione del sistema Isa (Intelligent Speed Assistance, un rilevatore di velocità che aiuta a rispettare i limiti imposti dal codice della strada) per gli esperti dell’Etsc "potrebbe costringere i produttori a costruire automobili più sicure, anche se i guidatori faticheranno un po' ad abituarsi". Le caratteristiche legali minime autorizzeranno inizialmente un sistema di solo avviso che presenta un fastidioso segnale acustico, combinato con informazioni sulla velocità rilevata dai segnali stradali tramite la telecamera del veicolo".

 

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Data di pubblicazione: 20-06-2022

Come si guida un auto elettrica? E cosa cambia per la patente?

Rispetto alle auto tradizionali, l'esperienza di guida di un'elettrica è molto diversa: bisogna abituarsi e adottare alcuni accorgimenti per ottimizzare un’andatura ecologica e preservare l'autonomia e l’efficienza del motore elettrico. Leaseplan, società specializzata in leasing e gestione di flotte, ha stilato alcuni suggerimenti utili per sapere come consumare meno energia e ottenere una guida sicura, piacevole e confortevole.
 

La prima differenza sostanziale tra le auto endotermiche e quelle elettriche è l’assenza della frizione: la maggior parte delle BEV (Battery Electric Vehicle) è dotata di una trasmissione a ciclo continuo con riduzione a rapporto fisso. Nelle vetture diesel e a benzina il cambio e la frizione consentono di gestire la potenza e la coppia del motore a combustione, valori non costanti ma variabili durante tutte le fasi. Nelle auto elettriche di ultima generazione la coppia è subito interamente disponibile, per questo non sono necessari cambio tradizionale o frizione: gli stessi rapporti si possono usare per la partenza e la percorrenza in autostrada alle alte velocità. Con una vettura a batteria ricaricabile basta utilizzare i pedali di acceleratore e freno.
 

Per ottimizzare le performance, esistono appositi sistemi per il recupero dell’energia, tra cui la frenata rigenerativa. Questa tecnologia consente di usare una parte dell’energia generata durante la frenata e le decelerazioni per aumentare l’efficienza e incrementare l’autonomia dell’auto elettrica, ricaricando la batteria della BEV per ridurne il consumo energetico.
 

Si può inoltre impostare il livello di incidenza della ricarica selezionando le modalità di guida. Di solito esistono tre opzioni: Eco prevede una maggiore intensità della frenata rigenerativa, Normale per un setting equilibrato, Sport per privilegiare le prestazioni (con un consumo superiore).
 

Naturalmente, un impatto più elevato della frenata rigenerativa penalizza le performance, rendendo l’auto meno reattiva e scattante, una soluzione più indicata dunque per la guida in città e nel traffico. Una modalità meno ecologica valorizza invece lo scatto, per usufruire di tutta la grinta del motore elettrico nei sorpassi e sulle strade extraurbane.
 

Per partire basta premere il pulsante Start, in questo modo si metterà in funzione il motore elettrico anche se l’auto rimarrà perfettamente silenziosa (la normativa prevede che fino a 30 km/h le BEV debbano ora emettere un suono per avvisare i pedoni del pericolo). Si imposta poi il selettore di guida che offre configurazioni Drive, Parking e Retro (per la retromarcia). Avendo a disposizione fin da subito tutta la coppia è necessario prestare attenzione alla partenza, perché la vettura scatta in modo considerevole. Opportuno accelerare con prudenza, evitando scatti improvvisi e sprechi di energia.
 

In marcia l'auto si guida come una normale vettura a motore termico, però con sensazioni diverse. Cambia ad esempio la percezione della velocità ed è bene adottare cautela nel rispetto dei limiti di velocità. L’accelerazione istantanea permette di raggiungere i 50 km/h in pochi istanti, dunque è essenziale moderare le reazioni.
 

Un’altra differenza tra le auto a zero emissioni e le endotermiche è la diversa strumentazione, una caratteristica subito evidente quando si sale a bordo di una BEV. Non vengono indicati i giri del motore e al posto dei classici indicatori ci sono display digitali che visualizzano le informazioni sul consumo energetico e l’autonomia residua della batteria, oltre ovviamente alla velocità. Bisogna sempre fare attenzione all’autonomia rimanente, pianificando i tragitti in base alla presenza di stazioni di ricarica compatibili con il proprio veicolo, operazione che viene spesso agevolata dal sistema di navigazione di bordo.
 

Lo stile di guida di un’auto elettrica influisce in modo significativo sul consumo energetico, per questo si deve privilegiare una guida tranquilla e rilassata rispetto a un approccio più sportivo e aggressivo. La frenata rigenerativa è uno strumento essenziale per ottimizzare i consumi e questo sistema va sfruttato il più possibile adottando ad esempio una lunga decelerazione al posto di una frenata breve e intensa. Alcune vetture sono dotate del sistema e-pedal, che consente di guidare utilizzando esclusivamente l'acceleratore: quando lo si rilascia, l'auto rallenta fino a 5 km/h o frena completamente in autonomia. Soprattutto in autostrada, una riduzione della velocità di 10-15 km/h può garantire decine di chilometri in più di autonomia. Con dei piccoli accorgimenti è possibile rendere la guida davvero sostenibile, ricordandosi di utilizzare in modo moderato anche i sistemi di bordo più energivori come il climatizzatore.


 

Cosa cambia per la patente?
Se la patente è stata conseguita sostenendo l'esame con il cambio manuale  (quello tradizionale non automatico), la nostra patente ci consente di guidare sia auto dotate di cambio manuale che di cambio automatico,

Pertanto, essendo le auto elettriche non dotate di cambio meccanico, le possiamo guidare senza fare nulla.

Se invece, la patente è stata conseguita, sostenendo l'esame con una vettura dotata di cambio automatico, sulla patente è stato riportato il codice armonizzato 78.
 

Cos'è il codice armonizzato 78?
E' la circolare del Ministero dei Trasporti del 24.01.2013  che ha stabilito le caratteristiche dei veicoli con i quali si deve sostenere l'esame esami di guida, chiarendo che questi potranno essere dotati di cambio manuale o di cambio automatico.

Qualora il candidato sostenga la prova pratica di guida, su veicolo con cambio diverso da quello manuale, sulla sua futura patente di guida, in corrispondenza della categoria B1, sarà annotato il codice UE armonizzato “78”.

Questo significa che se l'esame di guida viene sostenuto con un veicolo dotato di cambio automatico, il titolare della patente non potrà guidare veicoli di categoria B1 dotati di cambio manuale, se non dopo aver sostenuto specifica prova integrativa.

 

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Data di pubblicazione: 18-06-2022

Dal 2035 solo auto elettriche: cosa cambia per la patente di guida?

Riunito in sessione plenaria a Strasburgo, l'Europarlamento ha approvato con 339 voti a favore, 249 contro e 24 astenuti la proposta della Commissione europea che prevede lo stop alle vendite di nuove auto con motori endotermici (benzina e diesel, ma anche bifuel a metano e Gpl) in tutta Europa dal 2035. La proposta era inclusa nel pacchetto di misure "Fit for 55" per il contenimento dell'inquinamento .
 

Questo voto, peraltro in parte prevedibile, apre un'ulteriore fase delle procedure di approvazione delle normative: l'iter infatti non è concluso, adesso il testo dovrà essere sottoposto al cosiddetto "trilogo", il processo di trattative tra Consiglio Ue, Commissione e Parlamento. Poi dovrà essere recepito dalle singole nazioni: non è del tutto esclusa qualche ulteriore richiesta di deroghe. In ogni caso le vetture termiche immatricolate entro il 2035 potranno continuare a circolare.
 

Bocciati dalla votazione nell'aula di Strasburgo anche gli emendamenti che tentavano di mitigare gli effetti del bando alle ICE ( vetture termiche) come quello presentato dal PPE che prevedeva una riduzione del target elettrico del 90% e non del 100% al 2035. Avrebbe salvato la possibilitè di vendere ancora, dopo la data indicata, un 10% di modelli tradizionali. Un emendamento bocciato prevedeva inoltre la possibilità di includere i biocarburanti tra le alimentazioni alternative per ridurre le emissioni. Invece dal 2035 i costruttori dovranno immettere sul mercato vetture esclusivamente full-electric, rinunciando anche alle ibride che prevedono l'abbinamento con un propulsore termico.
 

Si salva invece, per ora, la Motor Valley italiana, il distretto dell'Emilia Romagna dove operano molte case specializzate in modelli sportivi di nicchia. Il parlamento Ue ha infatti approvato l'emendamento bipartisan firmato da eurodeputati italiani di tutti gli schieramenti per prolungare la deroga dal 2030 al 2036 alle regole comunitarie sugli standard di emissione della CO2 per i costruttori con volumi produttivi inferiori alle 10 mila unità (per le auto) e fino a 22mila per i furgoni. Ferrari e Lamborghini, per citare i nomi più prestigiosi, dunque, potranno allontanare un po' il passaggio obbligato all'elettrico puro.
 

La normativa approvata dall'Europarlamento ha suscitato reazioni non sempre positive. "Sono 70.000 i posti di lavoro a rischio nell'industria automotive, legata alla produzione di componenti che non serviranno per l'elettrico" ha commentato il direttore dell'Anfia Gianmarco Giorda. "L'elettrico a oggi non è in grado di compensare la perdita di posti di lavoro, non basta costruire colonnine di ricarica o altri componenti. Servono piuttosto azioni per portare in Italia pezzi di filiera legati alla produzione di batterie per le auto elettriche".
"E' una soluzione molto ideologica e poco realistica" ha detto  il viceministro allo Sviluppo Economico, GIlberto Pichetto. "Difficile immaginare come sarà il 2035. Bisognava ridurre le emissioni in modo graduale tenendo conto della realtà che stiamo vivendo: il mercato è in forte calo, continua a svilupparsi la ricerca per motori endotermici sempre meno inquinanti e sono necessarie misure sociali per tutelare i lavoratori interessati alla transizione".


Cosa cambia per la patente?
Se la patente che abbiamo, è stata conseguita sostenendo l'esame con il cambio tradizionale (non automatico), non cambia nulla. Con la aptente, infatti si potranno guidare sia le auto con cambio automatico, quindi anche quelle elettriche, che quelle con cambio tradizionale, sempre più in via di estinzione.

Se invece, la patente è stata conseguita, sostenendo l'esame con una vettura dotata di cambio automatico, sulla patente è stato riportato il codice armonizzato 78.
 

Di cosa si tratta?
E' la circolare del Ministero dei Trasporti del 24.01.2013  che ha stabilito le caratteristiche dei veicoli con i quali si deve sostenere l'esame esami di guida, chiarendo che questi potranno essere dotati di cambio manuale o di cambio automatico.

Qualora il candidato sostenga la prova pratica di guida, su veicolo con cambio diverso da quello manuale, sulla sua futura patente di guida, in corrispondenza della categoria B1, sarà annotato il codice UE armonizzato “78”.

Questo significa che se l'esame di guida viene sostenuto con un veicolo dotato di cambio automatico, il titolare della patente non potrà guidare veicoli di categoria B1 dotati di cambio manuale, se non dopo aver sostenuto specifica prova integrativa.

 

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Data di pubblicazione: 02-06-2022

Permesso provvisorio di guida per visita in Commissione medica Locale

Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili
DIPARTIMENTO PER LA MOBILITÀ SOSTENIBILE
DIREZIONE GENERALE PER LA MOTORIZZAZIONE, PER I SERVIZI AI CITTADINI E ALLE
IMPRESE IN MATERIA DI TRASPORTI E NAVIGAZIONE
IL DIRETTORE GENERALE
 

Circolare prot. n. 15753 del 13 maggio 2022
 

Oggetto: Permesso di guida provvisorio ex art. 126, co. 8-bis, Codice della strada – Nuove istruzioni operative per il rilascio.
 

Si fa seguito alle circolari prot. n. 29323 del 20 ottobre 2020 e prot. n. 2257 del 22 gennaio 2021, per aggiornare le istruzioni operative relative a quanto in oggetto.
Come è noto, la circolare prot. n. 29323 del 20 ottobre 2020 - dato atto del nuovo comma 8-bis in seno all’articolo 126 CdS e della necessità di implementazione delle funzioni necessarie alle CML per interrogare una patente al fine di consentire la "verifica dell'insussistenza di condizioni di ostatività", nonché di informatizzazione di tutte le fasi del procedimento relativo al rilascio del permesso provvisorio in parola da parte delle stesse -, disponeva che il permesso provvisorio di guida fosse rilasciato:
 

  • in via transitoria con le modalità già introdotte con circolare prot. n. 18789 dell'8.07.2020 (cd. permesso di guida provvisorio on line generato - attraverso l’apposita funzione "Rilascio permesso di guida provvisorio” presente sul Portale dell’Automobilista -, dal titolare della patente da rinnovarsi presso la CML previo accredito sul Portale stesso ed accesso con SPID, oppure da un’autoscuola o uno studio di consulenza automobilistica per conto del richiedente);
  • a regime, dalle CML (ivi compresi gli uffici dalle stesse preposti alla prenotazione delle visite, debitamente muniti di credenziali ad hoc).
     

Con la circolare prot. n. 2257 del 22 gennaio 2021 si è disposto che dal 1° febbraio 2021 le CML potessero rilasciare i permessi di guida provvisori, secondo la procedura informatizzata ivi descritta e le relative fasi.
Tuttavia la citata circolare prot. n.2257 ribadiva che: “…(omissis)… a decorrere dal 1° febbraio 2021 e fino a data che sarà comunicata con successivo provvedimento di questa Direzione Generale, nella fase di passaggio dal regime transitorio a quello definitivo, il permesso provvisorio di guida sarà rilasciato tanto con la procedura di cui alla più volte citata circolare prot. n. 18789 dell'8.07.2020, quanto dalle CML o dagli uffici delle stesse che saranno stati a tal fine abilitati a mezzo delle apposite su citate credenziali aggiuntive: tanto al fine di garantire la massima efficienza del servizio all' utenza nella naturale fase di sperimentazione ed addestramento dei nuovi soggetti preposti al rilascio.”.
 

Precisava, infine, che le procedure di rilascio del permesso di guida provvisorio on line, di cui alla circolare prot. n. 29323 del 20/10/2020, erano state implementate con le funzionalità di verifica dell'eventuale sussistenza di ostatività presso l'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida e che pertanto, sussistendone, il sistema avrebbe generato allegati conformi a quelle di cui agli allegati 3 o 4 della circolare 2257 del 22 gennaio 2021.
 

Tanto premesso, a distanza di oltre un anno da quest’ultima circolare, appare necessario riconsiderare le attuali procedure di rilascio sotto i seguenti profili:
 

  • progressiva transizione verso il regime definitivo;
  • superamento della logica emergenziale sottesa dalla circolare prot. n. 18789 dell’8 luglio 2020 e, per l’effetto, 
    • ricollocazione della procedura di rilascio del provvedimento in parola - che costituisce a tutti gli effetti un titolo abilitativo alla guida, sia pure alle condizioni e nei limiti che gli sono propri – nell’ambito delle competenze dei soggetti istituzionalmente deputati al loro rilascio e quindi gli UMC, gli studi di consulenza automobilistica e le autoscuole, nonché le CML;
  • rivalutazione delle condizioni imposte dalla legge per il rilascio del premesso di guida in parola.
     

Pertanto, al fine di sistematizzare le disposizioni in materia, si dispone quanto segue.

L’articolo 126, co. 8-bis, CdS dispone che: “Al titolare di patente di guida che si sottopone, presso la commissione medica locale di cui all'articolo 119, comma 4, agli accertamenti per la verifica della persistenza dei requisiti di idoneità psicofisica richiesti per il rinnovo di validità della patente di guida, la commissione stessa rilascia, per una sola volta, un permesso provvisorio di guida, valido fino all'esito finale della procedura di rinnovo. Il rilascio del permesso provvisorio di guida è subordinato alla verifica dell'insussistenza di condizioni di ostatività presso l'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida di cui all'articolo 226, comma 10. Il permesso provvisorio di guida non è rilasciato ai titolari di patente di guida
che devono sottoporsi agli accertamenti previsti dagli articoli 186, comma 8, e 187, comma 6.”.
 

Dal tenore letterale di quanto sopra riportato si evince che, ai fini dell’ottenimento di tale permesso di guida:
 

  1. non è richiesto che il titolare della patente di guida da rinnovarsi presso CML si prenoti presso quest’ultima prima della scadenza di validità della patente posseduta né che chieda il permesso di guida provvisorio prima del medesimo termine: in parte de qua sono dunque modificate le precedenti istruzioni impartite.
    È evidente che resta preclusa la guida tra la data di scadenza della patente posseduta e quella di rilascio del permesso provvisorio;
  2. è invece necessario che, prima della richiesta di rilascio del permesso provvisorio, sia stata prenotata la prescritta visita di accertamento dei requisiti di idoneità psicofisica presso la commissione medica locale;
  3. è essenziale che non sussistano condizioni di ostatività presso l'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida di cui all'articolo 226, comma 10;
  4. il titolare della patente non deve sottoporsi agli accertamenti previsti dagli articoli 186, comma 8, e 187, comma 6.
     

Pertanto, a decorrere dal 18 maggio 2022 e fermo restando quanto esposto nei punti da 1 a 4:

  1. con riferimento al permesso di guida provvisorio rilasciato dalle CML (ivi compresi gli uffici dalle stesse preposti alla prenotazione delle visite, debitamente muniti di credenziali ad hoc) sono confermate le istruzioni di cui alla circolare prot. n. 2257 del 22/01/2021 (e relativi allegati da 1 a 5). Per l’espletamento della relativa procedura è dovuto il pagamento della tariffa D1.
  2. con riferimento al permesso di guida provvisorio rilasciato on line, attraverso l’apposita funzione "Rilascio permesso di guida provvisorio” presente su Il Portale dell’Automobilista, a decorrere dal 18 maggio 2022 potrà essere richiesto esclusivamente tramite le autoscuole o gli studi di consulenza automobilistica che utilizzeranno la predetta funzione di rilascio del permesso di guida provvisorio per conto del richiedente.
    Limitatamente a tali soggetti, restano a tal fine confermate le istruzioni di cui alla circolare prot.n. 18789 dell’8 luglio 2020 come integrate dagli ultimi capoversi della circolare prot. n. 2257 del 22/01/2021 (e relativi allegati 3 e 4) con riferimento alla presenza di ostatività presso l'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida.
    Il permesso di guida provvisorio rilasciato dalle autoscuole e dagli studi di consulenza automobilistica è conforme al modello di cui all’allegato 1 della presente circolare, che reca in calce una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che l’operatore dell’autoscuola o dello studio di consulenza automobilistica dovrà firmare digitalmente: tanto ai fini dell’assunzione di piena responsabilità della corrispondenza dei dati digitati nell’apposita funzione preordinata al rilascio del permesso di guida in parola con quelli riportati nei documenti originali esibiti dal titolare del permesso stesso ed, in prima istanza, della sussistenza di una prenotazione presso una CML.
    Il documento, firmato digitalmente, deve essere custodito, ed esibito a richiesta, a cura dell’autoscuola o dello studio di consulenza automobilistica che lo ha rilasciato. Per l’espletamento della relativa procedura è dovuto il pagamento della tariffa D1.
  3. il conducente potrà presentare richiesta di rilascio del permesso di guida provvisorio anche direttamente all'Ufficio della Motorizzazione. Il permesso di guida provvisorio è conforme al modello di cui all’allegato 1 della circolare prot. n. 29323 del 20/10/2020. Per l’espletamento della relativa procedura è dovuto il pagamento della tariffa D1.
     

Per mera completezza espositiva si rammenta, altresì, che le procedure di rilascio del permesso di guida provvisorio, come sopra modificate, si applicano anche nei casi di prenotazione di accertamento sanitario presso la commissione medica locale ai fini del rilascio degli attestati previsti dall'art. 115, comma 2, lettere a) e b), CdS.
Si rammenta ancora che, ai fini del controllo su strada da parte degli organi di Polizia preposti, il conducente dovrà esibire:
 

  • la patente posseduta;
  • il permesso di guida provvisorio recante un codice univoco, generato dal Portale dell'Automobilista, utile a verificarne – previo collegamento al predetto Portale ed inserimento del numero di patente -, l’autenticità;
  • la ricevuta di prenotazione della visita sanitaria rilasciata dalla CML.
     

Il permesso di guida provvisorio abilita alla guida fino alla data in esso riportata.
È soppressa ogni disposizione in contrasto con quanto previsto dalla presente circolare.
 

La presente è inviata alla Direzione Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato, del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno, con preghiera di fornire le conseguenti indicazioni operative agli organi di polizia stradale.

Ing. Pasquale D’Anzi

Data di pubblicazione: 22-05-2022

Guida senza patente: quali sono le sanzioni e cosa si rischia

Il Codice della Strada all’articolo 116 comma 1 stabilisce che chiunque si metta alla guida di un veicolo a motore deve essere in possesso di una patente di guida valida della categoria prevista per il tipo di veicolo che si deve guidare e cita testuali parole: “Non si possono guidare ciclomotori, motocicli, tricicli, quadricicli e autoveicoli senza aver conseguito la patente di guida ed, ove richieste, le abilitazioni professionali”.
 

Questa norma è valida per tutte le strade pubbliche e su quelle private adibite ad uso pubblico, mentre invece non vale su strade completamente private, piste, autodromi.
 

La storia relativa a questa violazione è passata più volte da modifiche relative soprattutto alla sua natura di reato o meno: nel 1993 era considerata tale, nel 1999 viene depenalizzata, nel 2007 ripenalizzata e nel 2016 un nuovo ripensamento che la depenalizza nella maggior parte dei casi.

 

Le sanzioni per chi guida senza patente

Le sanzioni previste per chi viene colto alla guida di un mezzo senza avere la patente sono disciplinate dall’articolo 180 comma 7 del Codice della Strada ai sensi del quale: “Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 42 a 173 €. Quando si tratta di ciclomotori la sanzione è da euro 26 a euro 102”.
 

Con la depenalizzazione del 2016 le forze dell’ordine possono applicare esclusivamente una sanzione amministrativa di questo importo.
 

È bene ricordare che qualora ci si rifiuti, senza giustificato motivo, di presentarsi presso gli uffici di polizia per fornire informazioni o esibire documenti si sarà soggetti ad una ulteriore multa con importi da 430 a 1.731 euro a meno che non sia possibile verificare da parte degli stessi organi di polizia la correttezza delle informazioni presso banche dati pubbliche.
 

Bisogna però fare delle distinzioni perché il conducente che sta guidando senza patente si può trovare in una delle seguenti casistiche:
 

  • non ha mai conseguito la patente o gli è stata revocata definitivamente
  • ha la patente, ma è scaduta la validità
  • la sua patente è sospesa
  • ha la patente revocata
  • ha dimenticato la patente
  • è al volante con patente smarrita o rubata
  • ha una patente estera ed è residente in Italia da oltre 1 anno
     

Analizziamo ora nel dettaglio alcuni dei casi e le loro specificità.

 

Guida con patente mai conseguita o revocata

Guidare un veicolo per cui non si è mai conseguita la corrispettiva patente aumenta la gravità dell’illecito. Ad oggi, seppure si tratti soltanto di illecito amministrativo, la multa è elevata: dai 5.000 € (ridotti a 3.570 se il pagamento avviene entro i cinque giorni) ai 30.000 €, a cui si aggiunge il fermo amministrativo del veicolo per tre mesi.
 

La stessa sanzione si applica nel caso di patente revocata, con atto già notificato, o nel caso in cui il conducente sia stato ritenuto permanentemente inidoneo alla guida dalla Commissione Medica Locale.
 

Leggi qui l’approfondimento: Revoca della patente: da chi è disposta, per quali motivi, come fare ricorso
 

Attenzione anche a chi prestate l’auto: l’incauto affidamento di un veicolo a persona senza patente fa scattare la sanzione prevista dall’articolo 116 comma 14 del Codice della Strada con esborsi da 398 a 1.595,00 €.

 

Guida con patente scaduta

Il Codice della Strada, nell’articolo 126 al comma 11, stabilisce due tipi di sanzioni per chi guida con la patente scaduta: una pecuniaria ed una accessoria.
 

La sanzione pecuniaria prevede il pagamento di una somma che va da 155 a 624 € e a decidere l’importo sono le autorità competenti in base a diversi fattori, fra i quali da quanto tempo è scaduto il documento.
 

La sanzione accessoria è il ritiro della patente scaduta da parte delle autorità, senza perdita dei punti della stessa.
 

Il guidatore sorpreso alla guida con il documento scaduto, dopo aver pagato la sanzione, ha tempo 10 giorni per sottoporti alla visiti medica e poter ritirare la patente presso la polizia locale, altrimenti oltre i 10 giorni il documento verrà consegnato alla Prefettura in attesa di rituro.
 

Ricapitolando, tra sanzione e costi di rinnovo, per aver guidato con patente scaduta si può arrivare a circa 800 € di esborso. Meglio ricordare che la patente può essere rinnovata fino a 4 mesi prima della scadenza ufficiale, che per le nuove patenti europee il giorno della scadenza del documento coincide con quella del proprio compleanno e, in caso di incidente, la maggior parte delle compagnie assicurative non risarciscono i danni causati.
 

Per tutte le informazioni qui una guida dettagliata: Patente che scade? Ecco tutto quello che devi sapere per il rinnovo della patente

 

Guida con patente sospesa

In generale, le sanzioni per guida con patente sospesa sono una multa da 2.050 euro fino a 8.202, la revoca patente e il fermo veicolo per 3 mesi.

Per approfondire l’argomento clicca qui: Sospensione della patente: quando si applica e cosa fare per riaverla

 

Guida con patente smarrita o rubata

In questa casistica si applicano le multe descritte nel paragrafo generale tra i 42 e i 173 €, ma il conducente avrà l’obbligo di presentarsi agli organi di Polizia entro 48 ore per sporgere la denuncia di smarrimento e, contestualmente, presentare richiesta per una nuova patente di guida.
 

Verrà rilasciato all’automobilista un permesso di circolazione provvisorio della durata di 90 giorni con il quale potrà continuare a guidare senza incorrere in sanzioni ulteriori ed entro 45 giorni dalla presentazione dell’istanza il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti invierà la nuova patente.

 

Guida con patente estera e residenza italiana

In Italia è possibile guidare con le patenti rilasciate nell’Unione Europea, che sono equiparate a quelle nostrane, e anche con le patenti extracomunitarie come descritto nell’articolo 135 del Codice della Strada. La discriminante nasce nel momento in cui il guidatore sia anche residente nel territorio italiano.
 

Nel caso di possesso di patente UE al momento della scadenza dovrà essere convertita in quella italiana.
 

Nel caso di patente non comunitaria c’è l’obbligo di conversione per i residenti entro 12 mesi.
 

Se il guidatore è residente in Italia da più di un anno e circola con una patente rilasciata da uno Stato estero extraUE ancora valida, pagherà una multa di importo compreso tra i 155 e i 625 €. Inoltre, la patente sarà ritirata e verrà trasmessa all’Ufficio della Motorizzazione Civile per la conversione.
 

Nel caso, invece, che guidi con una patente extracomunitaria non più valida incorrerà in una sanzione tra i 2.257 e i 9.032 € e il veicolo sarà sottoposto al fermo amministrativo.

 

Così diventa reato guidare senza patente

Anche con la depenalizzazione del 2016 ci sono dei casi in cui la guida senza patente costituisce reato con annessa denuncia all’autorità giudiziaria, arresto fino a un anno, ritiro della carta di circolazione e sequestro del veicolo ai fini della confisca (a meno che non appartenga a persona estranea al reato). I casi sono:
 

  • se c’è recidiva/reiterazione nel biennio
  • se la persona è sottoposta a misura di prevenzione (non si applica la norma depenalizzata o la sanzione penale in caso di reiterazione, ma l'arresto da 6 mesi a 3 anni)

 

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TAG: PATENTE, SANZIONI, GUIDA SENZA PATENTE

Data di pubblicazione: 19-04-2022

Revisione della patente di guida: da chi è disposta e quando viene richiesta

REVISIONE PATENTE
Art-128 cds



La revisione della patente di guida è un provvedimento che può essere disposto dalla Motorizzazione civile o del Prefetto, quando:
 

-vi sono dubbi sulla permanenza dei requisiti fisici o psichici prescritti 
-vi sono dubbi sulla permanenza dell'idoneità tecnica alla guida
-quando il conducente perde tutti i punti sulla patente 
 

Dubbi sulla permanenza dei requisiti fisici o psichici
Se vi sono dubbi sulla permanenza dei requisiti fisici o psichici, viene disposta una visita medica presso la Commissione Medica Locale, che stabilirà se il conducente può continuare a mantenere la propria patente oppure se la patente  deve essere sospesa per un certo periodo di tempo o revocata definitivamente.
L'esito della visita medica viene comunicato agli uffici competenti affinchè possano emettere  gli eventuali provvedimenti di sospensione o revoca della patente.


La visita medica presso la commissione medica locale, è sempre disposta nei seguenti casi:

•    guida in stato di ebbrezza grave o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti
     (violazione articoli  186 e 187 codice della strada)
•    in caso di coma di durata superiore alle 48 ore
•    quando alla guida vi sia un minorenne che ha commesso infrazioni che comportano
      la sospensione della patente
•    a seguito di incidente che ha provocato lesioni gravi a persone
 

Dubbi sulla permanenza dell'idoneità tecnica alla guida
Quando vi sono dubbi, sulla permanenza dell'idoneità tecnica alla guida, viene disposta la revisione tecnica, in pratica bisognerà sottoporsi ad  un nuovo esame di teoria e guida.
 

L’accertamento dell’idoneità tecnica della patente di guida è la verifica del permanere delle capacità tecniche del titolare della patente stessa. Il conducente titolare di patente per la quale è disposta la revisione può presentarsi all’esame di revisione sia come privatista sia come allievo di  una scuola guida.

Il conducente titolare di patente per la quale è disposta la revisione deve sottoporsi ad  una prova di teoria superata la quale accede ad una prova pratica di guida.
L’esito negativo della prova di teoria imlìplica la non ammissione alla prova pratica e la revoca della patente di guida. L’esito negativo della prova pratica di guida, comporta comuque la revoca della patente di guida. 
L’accertamento dell’idoneità tecnica della patente di guida è superato solo se la prova teorica e la prova pratica hanno esito positivo.
 

Prova di teoria: come si svolge    
La prova teorica, viene svolta  attraverso un sistema di schede quiz informatizzate, e viene tenuta presso le sale esami degli Uffici provinciali della Motorizzazione Civile.
 

Come sono fatti i Quiz per l'esame teorico di revisione
I quiz che compongono la scheda dell'esame sono simili a  quelli appartenenti al listato Ministeriale per il conseguimento della patente di cui si è titolari: ad esempio, chi deve sostenere un esame di revisione della patente B, dovrà  rispondere alle stesse domande previste  per l'esame di conseguimento della patente B. 
Stessa cosa per la revisione della patente AM ecc.



    
     
Prova pratica di guida: come si svolge    
La prova pratica di guida  è effettuata in apposita giornata successiva alla sessione degli esami di teoria. Nel caso di revisione della patente di guida con provvedimento di sospensione della stessa, l'esame di revisione sarà effettuato dopo il periodo di sospensione.


Veicoli utilizzabili per la prova pratica
La prova pratica può svolgersi su veicolo non munito di doppi comandi; in ogni caso a tutela della sicurezza e incolumità dell’esaminatore e degli altri utenti della strada, il candidato deve essere accompagnato da una persona, in funzione di istruttore, in possesso dei requisiti previsti dall’art. 122 C.d.S.
Il conducente titolare di patente per la quale è disposta la revisione, prima di iniziare la prova pratica con veicolo privato deve esibire:

a) patente di guida ovvero, nel caso di patenti ritirate dalle competenti Autorità e non restituite al titolare, autorizzazione ad esercitarsi alla guida rilasciato dall’Ufficio provinciale della Motorizzazione Civile.
b) carta di circolazione del veicolo con il quale intende effettuare la prova pratica. Dal documento deve risultare che il veicolo è intestato al conducente titolare di patente per la quale è disposta la revisione. Qualora il veicolo sia di proprietà di terzi, si consente l’uso del veicolo per la prova pratica purché sia compilato l'apposito modulo;
c) certificato di assicurazione R.C. in corso di validità.


Programma della prova pratica di guida
Per la prova pratica, il conducente titolare di patente per la quale è disposta la revisione dovrà dimostrare di osservare in concreto le norme di comportamento e di essere in possesso della dovuta perizia tecnica. In pratica dovrà sottoporsi ad un esame di guida del tutto simile a quello sostenuto quando si consegue la patente.


Richiesta di declassamento
Quando il conducente, titolare di patente superiore (C, Ce, D,D-E) per la quale è disposta la revisione, non ha interesse a conservare la patente di guida di quella categoria può avanzare all’ufficio della Motorizzazione richiesta scritta al fine di sostenere l’esame di revisione per una patente di categoria inferiore. In questa eventualità, dopo il superamento dell’esame con esito favorevole, sarà ritirata la patente superiore e rilasciata una nuova patente di categoria inferiore.
Alla richiesta di iscrizione all’esame di revisione, gli addetti allo sportello patenti comunicano al conducente, titolare di patente per la quale è disposta la revisione, la data di presentazione per le prove d’esame.
 

Revisione tecnica a seguito di perdita completa dei punti sulla patente
Dal 1° luglio 2003 in Italia è in vigore la cosiddetta patente a punti.
La normativa di riferimento è quella prevista dall’articolo 126-bis del Codice della Strada: stabilisce che ad ogni automobilista, al momento del conseguimento della patente, vengano "assegnati" 20 punti.
 
Questi possono essere incrementati se non si commettono infrazioni, nella misura di 2 punti ogni 2 anni fino ad arrivare ad un massimo di 30 punti.
 
Nel corso della carriera automobilistica, però, il conducente può perdere i punti in funzione delle infrazioni che commette al codice della strada.
Quando il numero di punti a disposizione della propria patente scende a zero,il titolare deve sottoporsi alla revisione tecnica della patente di guida , in pratica deve rifare gli esami di teoria e di guida in modo che venga verificato che il conducente abbia ancora i requisiti tecnici previsti dalla legge.
E' necessario sottoporsi agli esami di revisione della patente anche chi dopo la notifica della prima violazione, che comporti una perdita di almeno 5 punti, commetta altre due violazioni non contestuali, nell'arco di dodici mesi dalla data della prima violazione, che comportino ciascuna la decurtazione di almeno 5 punti.


Quanto tempo c'è per sottoporsi all'esame di revisione della patente
Chi ha ricevuto il provvedimento di revisione della patente, ha tempo 30 giorni per presentare istanza per l'esame: se non la presenta, scatta la sospensione della patente.
    
Come si presenta la domanda per sottoporsi ad esame di revisione della patente di guida
Per fare domanda di esame di revisione è necessario presentare un'istanza su apposito modulo (si veda allegato alla circolare prot. 117) + copia del provvedimento di revisione + eventuale certificato medico della CML (se lo impone il provvedimento di revisione).
L'istanza ha validità 1 anno e consente di sostenere gli esami (1 di teoria e 1 di pratica) per una sola volta: se si è bocciati in una o nell'altra prova, si è soggetti alla revoca della patente.
Se si passa l'esame di teoria ma non si ha tempo di fare l'esame di pratica, si può richiedere una nuova istanza ma dell'esito positivo dell'esame sostenuto in precedenza non si tiene conto: bisogna rifare anche l'esame di teoria. 

Revoca della patente e nuovo conseguimento
Quando la patente è stata  revocata, è possibile conseguire una nuova patente di guida: tuttavia, in questo caso si viene considerati a tutti gli effetti dei neopatentati, pertanto sarà necessario svolgere le esercitazioni obbligatorie con l'istruttore di guida (circolare prot. 10162 del 2 maggio 2016)
    
 

Data di pubblicazione: 11-04-2022

Validità delle patenti: quando scadono, per quanto tempo vengono rinnovate

La scadenza della patente si legge al punto 4b del documento di guida.




Però abbiamo approntato uno schema semplice e chiaro per capire tutte le scadenze, in funzione dell'età del conducente, della categoria di patente posseduta e del numero di anni di validità concessi dopo il rinnovo.



(*) Dopo i 65 anni la patente C o CE abilita a condurre veicoli di massa complessiva a pieno carico fino a 20 t.
Il rinnovo deve essere effettuato ogni 2 anni con visita in Commissione medica locale.
Per guidare, fino a 68 anni, veicoli superiori a 20 t occorre uno specifico attestato rilasciato da una Commissione medica locale (vedi nota successiva)
                        
(**) Dopo i 65 anni e fino ai 68 anni per condurre con la patente CE autotreni e autoarticolati di massa complessiva a pieno carico maggiore di 20 t occorre uno specifico attestato da conseguire ogni anno a seguito di una visita specialistica in Commissione medica locale; dopo i 68 anni non si possono più condurre questi veicoli.
                        
(***) Dopo i 60 anni le patenti D1 o D consentono di guidare solo i veicoli previsti con la patente B, mentre le patenti D1E e DE abilitano alla guida solo dei veicoli per i quali è richiesta la patente BE. Per guidare, fino a 68 anni, i veicoli abilitati dalle patenti D1, D1E, D, DE occorre uno specifico attestato rilasciato da una Commissione medica locale (vedi nota successiva)
                        
(****) Dopo i 60 anni e fino ai 68 anni per condurre con la patente D1, D1E, D e DE autobus, autocarri, autotreni, autosnodati e autoarticolati adibiti al trasporto di persone occorre uno specifico attestato da conseguire ogni anno a seguito di una visita specialistica in Commissione medica locale; dopo i 68 anni non si possono più condurre questi veicoli.
                        
(*****) Dopo i 65 anni chi è in possesso di patente D o DE conseguita entro il 30/9/2004, che consente la guida dei veicoli abilitati, rispettivamente, dalla patente C e CE, per poter continuare a condurre questi mezzi deve rispettare le regole di rinnovo previste per le patenti C e CE.
                        
(******) Il rinnovo di una patente speciale deve essere effettuato sempre in Commissione medica locale.


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Data di pubblicazione: 04-04-2022

Revoca della patente: da chi è disposta, per quali motivi, come fare ricorso

La revoca della patente, è un provvedimento che annulla la validità della patente rendendola inutilizzabile indipendentemente dal ritiro del documento da parte delle forze dell'ordine. Quindi anche se fisicamente nelle mani del conducente, la patente non è più valida e non autorizza alla guida.

Chi dispone la revoca della patente
E' un provvedimento disposto dagli Uffici Periferici del Dipartimento Trasporti Terrestri oppure dalla Prefettura
 

Quando è prevista la revoca della patente
•    quando il titolare non sia più in possesso permanentemente dei requisiti psico-fisici prescritti
•    quando il titolare sottoposto a revisione ai sensi dell’art. 128, risulti non più idoneo
•    quando il titolare abbia ottenuto la sostituzione della propria patente con altra rilasciata da uno Stato estero.

 
Inoltre, la patente di guida è revocata dagli Uffici Periferici del Dipartimento Trasporti Terrestri:

•    per gravi violazioni al codice della strada e per cattiva condotta
•    per recidiva
•    per guida con patente sospesa o per violazioni del Codice della Strada ;
•    per provvedimento dall'Autorità giudiziaria ;
•    per mancanza dei requisiti morali .
 

La patente di guida è invece revocata dal Prefetto

•    ai delinquenti abituali, professionali o per tendenza
•    a persone che sono o sono state sottoposte a misure di sicurezza personali o alle misure di prevenzione previste dalla legge 27 dicembre 1956 n.1423 (Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità), come sostituita dalla legge 3 agosto 1988 n.327 (Norme in materia di misure di prevenzione personali), e dalla legge 31 maggio 1965 n.575 (Disposizioni contro la mafia) così come successivamente modificata e integrata, fatti salvi gli effetti di provvedimenti riabilitativi
•   a persone condannate a pena detentiva, non inferiore a tre anni, quando l’utilizzazione del documento di guida possa agevolare la commissione di reati della stessa natura.
Il provvedimento con cui viene disposta la revoca è impugnabile davanti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti entro 30 giorni dalla data del suo ricevimento. E’ ammesso anche il ricorso al TAR entro 60 giorni dalla data di notificazione del provvedimento.
 

Tuttavia,  dopo un certo periodo di tempo sarà possibile conseguire una nuova patente nuovamente sottoponendosi agli esami di teoria e di pratica previsti dalla normativa. 
 

Revoca della patente per perdita dei requisiti
L’art.130 del Codice della Strada dispone la revoca della patente quando il titolare:

•    non ha più  requisiti psico-fisici previsti
•    non ha superato l'esame di revisione della patente
Se la patente viene revocata per la perdita dei requisiti psico-fisici, è necessario  distinguere fra:
 

-revoca permanente
-revoca temporanea 
 

Nel primo caso significa che la revoca è definitiva e non è più possibile rientrane in possesso, nel secondo che, superato la perdita temporanea dei requisiti, la patente viene riabilitata a seguito di visita medica (da effettuare presso la Commissione medica locale) che dimostri il pieno recupero delle funzionalità psico-fisiche
 

Guida con patente sospesa o per violazioni del Codice della Strada
Quando una persona viene trovata alla guida con patente sospesa o viola determinate norme del Codice della Strada, la sua patente di guida è revocata. Il provvedimento di revoca è disposto dalla Prefettura ed è un atto definitivo.
 
Quali sono le violazioni del codice che comportano la revoca della patente 

•    guidare con patente di guida sospesa (art. 218/6 C.d.S.);
•    guidare senza essersi sottoposto alla visita in Commissione medica (art. 128/2 C.d.S.);
•    invertire il senso di marcia e attraversare lo spartitraffico o percorrere la carreggiata o parte di essa nel senso di marcia opposto a quello consentito sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli di autostrade e strade extraurbane principali (art. 176/1-19-22 C.d.S.);
•    circolare con un limitatore di velocità alterato (art. 179/2 bis - 9 C.d.S.);
•    superare di oltre 60 km/h il limite massimo di velocità (art. 142/9bis C.d.S.) per la seconda volta in 2 anni;
•   adibire per la seconda volta in 2 anni un veicolo a servizio di piazza con conducente o a taxi, senza aver ottenuto la licenza o con licenza sospesa o revocata (art. 86/2 C.d.S.)
 
Come viene emesso il provvedimento
La Prefettura emette un provvedimento di revoca della patente di guida, sulla base del verbale redatto dal comando che ha rilevato la violazione (polizia municipale, polizia stradale, carabinieri). Il provvedimento può essere notificato nel luogo di residenza dell'interessato o tramite il comando di polizia competente.
È possibile far ricorso contro il provvedimento di revoca della patente al Giudice di Pace del luogo in cui è stata commessa violazione entro 30 giorni dalla notifica.
 

Quando si può conseguire la nuova patente di guida
L'interessato può conseguire una nuova patente dopo 2 anni dal momento in cui è stato notificato provvedimento di revoca.
 
Riferimenti normativi
Artt. 86, 142, 176, 179, 128 e 218 del Codice della Strada (D. Lgs. n. 285/1992) 
Provvedimento dall'Autorità giudiziaria 
Quando sono violate norme del Codice della Strada con rilevanza penale (es. guida in stato di ebbrezza), il procedimento in Tribunale può concludersi con sentenza o decreto penale di condanna che dispone la revoca della patente di guida quale sanzione amministrativa accessoria a sanzione penale.
 
In quali casi l'autorità giudiziaria può emettere il provvedimento di revoca
•    aver causato incidente stradale con tasso alcol emico superiore a 1,5 g/l (art. 186/2bis C.d.S.);
•    aver causato incidente stradale stato effetto di sostanze stupefacenti (art. 187/1bis C.d.S.);
•    aver partecipato a una competizione in velocità non autorizzata o aver gareggiato in velocità in cui una o più persone siano state gravemente ferite o siano decedute (artt. 9 bis o 9 ter);
•    aver causato un incidente mortale o con feriti molto gravi (art. 589bis e 590bis Codice Penale).
 

Come viene emesso il provvedimento

Quando la Prefettura riceve una sentenza o decreto penale di condanna con data di irrevocabilità, emette l'ordinanza di revoca della patente di guida. Il provvedimento può essere notificato nel luogo di residenza dell'interessato o tramite il comando di polizia competente.
È possibile far ricorso per gli eventuali vizi di legittimità contro il provvedimento di revoca della patente al Giudice di Pace del luogo in cui è stata commessa violazione entro 30 giorni dalla notifica.
 
Quando si può conseguire la nuova patente di guida 
Se la revoca è disposta a seguito di violazione degli artt. 186 e 187 del C.d.S. , l'interessato può conseguire una nuova patente dopo 3 anni dalla data di irrevocabilità o di esecutività della sentenza o del decreto penale di condanna.
Se la revoca è a seguito di incidente stradale con lesioni colpose gravi (art. 590 bis Codice Penale) l'interessato può conseguire una nuova patente dopo 5 anni dalla revoca. Questo termine è aumentato se l'interessato ha violato gli artt. 186, 187 e 189 del Codice della Strada.
Se la revoca è a seguito di incidente stradale con lesioni mortali (art. 589 bis Codice Penale) l'interessato può conseguire una nuova patente dopo 10 anni dalla revoca. Questo termine è aumentato se l'interessato ha violato gli artt. 186, 187 e 189 del Codice della Strada.
 
Riferimenti normativi
Art. 9, 186, 187 e 224 del Codice della Strada (D. Lgs. n. 285/1992) e artt. 589 bis e 590 bis del Codice della Strada (D. Lgs. n. 285/1992) 

 
Mancanza dei requisiti morali
Per poter guidare è necessario essere in possesso di determinati requisiti fisici e morali. Il Prefetto dispone il provvedimento di revoca della patente di guida per carenza dei cosiddetti requisiti morali (art. 120 C.d.S.).
 
In quali casi l'autorità giudiziaria può emettere il provvedimento di revoca per mancanza di requisiti morali
I soggetti per cui questo si verifica sono elencati nell'art. 120 del Codice della Strada:
•    a) delinquenti abituali, professionali o per tendenza;
•    b) coloro che sono sottoposti a misure di sicurezza personali o a misure di prevenzione (legge 27.12.1956 n. 1423 come sostituita dalla legge 3.8.1988 n.327 e legge 31.5.1965 n. 575 e successive modifiche ed integrazioni);
•    c) persone condannate per i reati previsti agli articoli 73 e 74 del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 (produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope e associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope) e i soggetti destinatari del divieto di cui all'art. 75, comma 1 lettera a (uso personale di sostanze stupefacenti) del medesimo D.P.R. n. 309/1990.
 
Come viene emesso il provvedimento 
L'ordinanza di revoca della patente è disposta dal Prefetto del luogo di residenza della persona interessata. Il provvedimento può essere inviato nel luogo di residenza o notificato tramite il comando di polizia competente.
È possibile far ricorso entro 30 giorni dalla notifica al Ministro dell'Interno che decide in concerto con il Ministro dei Trasporti  o alternativamente entro 60 giorni ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) competente.
 
Quando si può conseguire la nuova patente di guida 
L'interessato può conseguire una nuova patente dopo che siano trascorsi almeno 3 anni dalla data di notifica del provvedimento di revoca della patente della Prefettura, purché non si trovi nella stessa condizione che ha portato alla revoca della patente di guida. 
Per il conseguimento di una nuova patente da parte di chi è stato sottoposto a misura di sicurezza personale o a misura di prevenzione (caso b), devono anche essere trascorsi almeno tre anni dal termine della misura.
Per chi è condannato per gli artt. 73, 74, 75 del D.P.R. n. 309/1990 (caso c) è necessario che l'interessato sia in possesso anche di un certificato di estinzione o riabilitazione rilasciato dal Tribunale competente.
Prima di iniziare l'iter di conseguimento della nuova patente di guida, è necessario richiedere il nulla osta da parte della Prefettura , che viene concesso dopo la verifica di certi requisiti. Per questo, si consiglia di mettersi in contatto con l'Ufficio patenti della Prefettura prima di iniziare.
 
Riferimenti normativi
Art. 120 del Codice della Strada (D. Lgs. n. 285/1992) 

Ricorso contro il provvedimento di revoca della patente
Il ricorso avverso il provvedimento di revoca della patente deve essere presentato:
•    entro 20 giorni al Ministero degli interni che valuterà la richiesta insieme alla Motorizzazione Civile.
•    entro 30 giorni al Giudice di Pace, se la revoca è stata disposta dal prefetto.
•    entro 60 giorni al T.A.R. ma solo in alcuni casi.
•    Se il ricorso sarà accolto, il provvedimento verrà revocato e la patente restituita all’interessato. La restituzione sarà anche comunicata al competente ufficio della Direzione generale della M.C.T.C.

 

Hai la patente in scadenza? Prenota il rinnovo qui
 

Data di pubblicazione: 28-03-2022

Patente internazionale: quando serve, come richiederla e quanto costa

Prima di intraprendere un viaggio in auto per andare all'estero, bisogna conoscere le norme del codice della strada del Paese in cui si deve andare.
Ad esempio è necessario conoscere  i limiti di velocità, quando è obbligatorio tenere le luci accese, di che colore sono i segnali che identificano le autostrade e le strade extraurbane, ma anche se serve la patente internazionale di guida oppure se è sufficiente la nostra patente.
 

Cos'è la patente internazionale
La patente di guida internazionale è un documento che consente di guidare un’auto, sia di proprietà che a noleggio, fuori dal territorio Nazionale.

Viene  rilasciata solo a chi è già in possesso di patente Italiana e non richiede di sottoporsi agli esami: non è uno speciale tipo di patente, ma è una sorta di traduzione giurata e ufficiale del documento di guida italiano.
Deve essere sempre esibito insieme alla patente di guida Italiana, perchè da sola non autorizza alla guida.
 

In quali Paesi, per guidare, è necessario avere la patente internazionale 

Chiariamo subito che per guidare In tutti i Paesi della UE ( Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria) 
e in molti Stati extra-comunitari, come la Svizzera,la Repubblica Ceca, Algeria e Turchia  è sufficiente la patente di guida Italiana.
 

Patente Internazionale: si può guidare negli USA?
Il riconoscimento della patente Italiana negli USA, dipende dagli Stati: la Georgia e la Louisiana, richiedono il permesso internazionale di guida, la California o Alabama no.
Vista la differenza che c'è  tra i vari stati degli USA, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato la circolare del 6 maggio 2015 la quale invita chiunque debba guidare negli USA a munirsi di patente internazionale indipendentemente dallo Stato USA in cui intende recarsi


Tuttavia, dobbiamo precisare che gli Stati Uniti ( Documenti riconosciuti validi per la guida nei singoli Stati degli USA per i cittadini italiani – Prot. n° 10815 del 6 maggio 2015 – ), Thailandia e Giappone ( circ. prot. n. 23670 ), hanno aderito alla Convenzione di Ginevra del 1949; in questo caso la validità del permesso internazionale di guida ha validità di un anno.
 

In ogni caso, visitando il sito www.viaggiaresicuri.it, è possibile verificare in tempo reale se nel Paese in cui si intende guidare, è necessario disporre della Patente internazionale oppure no.

 

Le  2 convenzioni internazionali:

- Convenzione di Ginevra del 1949: validità della patente  1 anno
Il modello Ginevra è valido nelle seguenti destinazioni: Argentina, Australia, Cambogia, Perù, Marocco, Canada, Cuba, Egitto, India, Giordania, Nuova Zelanda, Singapore, USA, Sud Africa, Sri Lanka, Thailandia, Turchia e Venezuela
 

 -Convenzione di Vienna del 1968    validità della patente  3 anni
È invece possibile usufruire del modello Vienna per guidare nei seguenti Stati: Argentina, Cile, Bahamas, Bielorussia, Brasile, Ecuador, Filippine, Indonesia, Messico, Iran, Mongolia, Sud Africa, Thailandia, Uruguay e Venezuela
 

Per la massima tranquillità, è’ in ogni caso opportuno richiedere all’Ufficio Consolare del Paese, dove il cittadino intende recarsi, se é necessaria la “Patente Internazionale di Guida” (in alcuni Paesi è sufficiente una traduzione della patente di guida italiana) e quale sia il tipo di modello viene riconosciuto nello Stato dove si deve recare (se conforme alla Convenzione di Vienna o a quella Ginevra).
E' importante che l'utente, dopo essersi opportunamente informato presso il Consolato, quando presenta l'istanza di rilascio di patente internazionale, specifichi il tipo di modello di patente che deisidera richiedere (conforme alla Convenzione di Vienna o a quella di Ginevra). 
 

Ribadiamo che è possibile verificare sul sito viaggiaresicuri.it, a quale tipo di convenzione ha aderito il Paese in cui si vuole guidare: alcuni Paesi accettano solo uno dei due modelli, mentre altri accolgono entrambi i modelli.
 

Quanto dura la patente internazionale di guida

La Patente Internazionale di guida, conforme alla Convenzione di Vienna, ha validità di 3 anni. Qualora però all’atto del suo rilascio, il documento di guida italiano esibito abbia un periodo di validità residuo inferiore a tre anni, la Patente Internazionale di guida avrà la data di scadenza coincidente con quella della patente Italiana.
 

La Patente Internazionale di guida, conforme alla Convenzione di Ginevra, ha validità di 1anno. Anche in questo caso però, se all’atto del suo rilascio, il documento di guida italiano esibito abbia un periodo di validità residuo inferiore a 1 anno, la Patente Internazionale di guida avrà la data di scadenza coincidente con quella della patente Italiana


Come ottenere la patente internazionale di guida
L'istanza per  richiedere la patente internazionale di guida va presentata presso gli uffici della Motorizzazione Civile, presentando la seguente documentazione:

 
o    mod. TT 746 (lo si trova presso gli uffici della Motorizzazione o sul Portaledellautomobilista)+ fotocopia del modello compilato

o    Ricevuta di pagamento  di Euro 10,20 su c/c 9001 da pagare attraverso la piattaforma PagoPa

o    Ricevuta di pagmaneto dell'imposta di bollodi Euro 16 su c/c 4028 da pagare attraverso la piattaforma PagoPa
Leggi qui come fare a pagare le imposte sulportaledell'automobilista.
NB: il codice da inserire per il pagamento è il 26 (vedi tutta la tabella dei codici)
 

o    2 fotografie formato tessera di cui una autenticata L'autentica della foto può essere richiesta: - dall'interessato, allo sportello della Motorizzazione quando presenta la domanda oppure  presso un Notaio o in Comune (l'autentica della fotografia deve avvenire sul foglio e non dietro la foto.) Le foto devono essere su fondo chiaro, recenti, nitide, identiche tra loro, a capo scoperto. Non sono accettate fotografie stampate su carta termica (realizzate con computer);


o  fotocopia fronte-retro della patente in corso di validità + originale in visione. N.B.: l’utente, che si è sottoposto con esito positivo agli accertamenti sanitari per il rinnovo di validità della patente di guida, ma che non ha ancora ricevuto LA PATENTE RINNOVATA, deve produrre anche la ricevuta di rinnovo/certificato medico dematerializzato; 

o    Fotocopia del codice fiscale rilasciato dall’Agenzia delle Entrate o del tesserino sanitario attestante il suddetto codice fiscale

 
I cittadini extracomunitari dovranno, inoltre, esibire (in originale o in copia autenticata o in copia semplice con dichiarazione sostitutiva di atto notorio di conformità all’originale in proprio possesso) anche il Permesso di Soggiorno o Carta di Soggiorno (più fotocopia) tanto al momento della presentazione della richiesta quanto al momento del rilascio del provvedimento. Si informa inoltre che anche la ricevuta postale (o rilasciata dalle competenti autorità di P.S.), attestante la richiesta di primo rilascio o di rinnovo del permesso di soggiorno, è da ritenersi valida ai fini dell’espletamento di tutte le pratiche presentate presso l’Ufficio Motorizzazione dai cittadini extracomunitari. in questo ultimo caso agli atti della pratica dovrà essere allegata, a seconda del caso che ricorre (primo rilascio o rinnovo):
 

  • fotocopia del documento di identità più fotocopia della ricevuta attestante la presentazione dell’istanza di primo rilascio del permesso di soggiorno;
  • fotocopia del documento di identità più fotocopia della ricevuta attestante la presentazione dell’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno scaduto con allegata fotocopia di quest’ultimo.
  • fotocopia del documento di identità più fotocopia della ricevuta attestante la presentazione dell’istanza di primo rilascio del permesso di soggiorno;
  • fotocopia del documento di identità più fotocopia della ricevuta attestante la presentazione dell’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno scaduto con allegata fotocopia di quest’ultimo.
     

Al momento del ritiro della patente internazionale, è necessario esibire:

  • la patente di guida Italiana  in originale. Nel caso di delega, la persona delegata dovrà esibire la patente di guida in originale del delegante.
  • 1 marca da bollo da 16 euro da consegnare allo sportello della Motorizzazione

 
Chi può presentare la domanda

 

  • Diretto Interessato esibendo un documento di identità in corso di validità;
  • Persona delegata con documento di identità in corso di validità munita di delega su carta semplice sottoscritta dal titolare della domanda più fotocopia del documento di identità del delegante in corso di validità; la suddetta delega deve essere presentata tanto al momento della presentazione della domanda quanto al momento del ritiro del documento richiesto. NB la persona delegata dovrà esibire la patente di guida in originale del delegante come indicato al punto 6).
  • Autoscuola o Studio di Consulenza Automobilistica

 
Se il richiedente non è in possesso di carta di identità italiana,l'identificazione può avvenire tramite documento di riconoscimento equipollente, rilasciato da una amministrazione dello Stato italiano o di altri Stati.
Se il documento è redatto in lingua straniera, deve essere allegata una traduzione in lingua italiana (tranne i casi in cui esistono esenzioni stabilite da leggi o accordi internazionali) redatta dalla competente rappresentanza diplomatica o consolare e legalizzata in prefettura, ovvero da un traduttore e giurata innanzi al cancelliere giudiziario o notaio.
 

Tempi di rilascio
I tempi di rilascio della patente internazionale variano in funzione dell'Ufficio Provinciale della Motorizzazione (e del relativo carico di lavoro)  pressi cui si presenta la domanda: in generale è necessario attendere circa 15 giorni lavorativi.
Pertanto, in caso di necessità, è necessario pianificare per tempo  quando presentare l'istanza di richiesta presso la Motorizzazione, anche considerando il fatto che gli accessi agli uffici Provinciali avvengono ormai solo su appuntamento (causa Covid). Il consiglio è quello di leggere sul sito della Motorizzazione quando è possibile prendere appuntamento.
 

Costo della patente internazionale
Il costo della patente internazionale è dovuto alle seguenti imposte che è necessario pagare prima di presentare l'istanza alla Motorizzazione

•    €10,20 diritti della Motorizzazione
•    €16,00 imposta di bollo
•   €16,00 Marca da bollo da presentare in Motorizzazione al momento del ritiro
 

A questi costi, bisogna aggiungere i diritti di agenzia, qualora si decidesse di delegare una scuola guida o una agenzia di pratiche automobilistiche.

 

Per prenotare il rinnovo della patente in uno dei nostri clicca qui
 

Data di pubblicazione: 19-03-2022

Duplicato patente per furto, smarrimento o distruzione: nuova procedura

In caso di smarrimento, furto o distruzione della patente di guida, è necessario sporgere denuncia presso le Forze dell'Ordine.

 

Quando ci si reca  presso le forze dell'Ordine, per poter ottenere il permesso provvisorio di guida, l'utente dovrà portare con se:

- 2 foto formato tessera

- il proprio documento di identità valido

 

Le Forze dell'Ordine verificano se la patente è DUPLICABILE dall'UCO (vuol dire che non bisognerà andare in  Motorizzazione ma provvederanno telematicamente a richiedere il duplicato della patente), quindi rilasciano all'utente un permesso provvisorio di guida senza foto per poter circolare.
Invieranno contestualmente all'UCO (Ufficio Centrale Operativo del Ministero dei Trasporti) un permesso provvisorio di guida munito di foto per l'emissione della patente (una copia del permesso provvisorio di guida munito di foto viene tenuto agli atti dalle Forze dell'Ordine).
 

E' molto importante sapere che, in caso di DUPLICABILITA' della patente dall'UCO, è necessario generare, tramite il Portale dell'Automobilista  il bollettino PAGO PA, con causale 2E, per l'emissione della patente. (leggi qui la procedura per generare i pagamenti con PagoPa)
 

N.B: Il mancato pagamento del bollettino PagoPa bloccherà l'emissione della patente.
 

Nel caso in cui, invece, la patente fosse NON DUPLICABILE dall'UCO, all'utente verrà rilasciato un permesso provvisorio di guida su cui sarà riportata la dicitura PATENTE NON DUPLICABILE.
L'utente dovrà quindi recarsi presso un Ufficio Provinciale della Motorizzazione Civile, oppure delagare una scuola guida, per poter presentare una pratica di duplicato manuale.
 

Anche in questo caso però i pagamenti delle imposte di bollo e dei diritti della Motorizzazione dovranno essere fatti attraverso il sistema pagoPA 

 

Data di pubblicazione: 12-03-2022

Visita medica per conversione patente estera

La conversione di una patente estera consiste nella sostituzione del documento di guida rilasciato in un altro Stato, con una patente  italiana.

Leggi l'articolo dedicato alle conversioni patenti estere


Dal 14 febbraio 2022 però, i vecchi bollettini postali c/c4028 e 9001, sono stati sostituiti con i pagamenti da effettuare sulla piattaforma pagoPa

Per effettuare questo tipo di pagamenti, è necessario creare gli avvisi di pagamento attraverso ilportaledellautomobilista
 

In alcuni casi però, per presentare la paratica di conversione patente estera, è necessario presentare un certificato medico.

 

In pratica bisogna sottoporsi ad una visita medica da parte di un medico certificatore, inserito nell'elenco dei medici abilitati dal Ministero dei Trasporti.

La visita può essere effettuata presso lo studio del medico oppure presso una scuola guida.

In entrambi i casi, per sottoporsi alla visita, è necessario pagare un imposta di bollo da €16,00.

 

Per prenotare la visita presso uno dei nostri studi medici clicca qui

Data di pubblicazione: 10-03-2022

Vuoi sapere quanti punti hai sulla patente? Basta accedere al portale dell'automobilista

Siamo nel pieno della digitalizzazione di tutti i documenti e non fanno eccezione  i documenti di guida.

 

Ad esempio, adesso, quando si fa una variazione di residenza, non viene più rilasciato il tagliando adesivo da apporre sulla carta di circolazione (adesso Documento Unico) ma è necessario richiedere soltanto l'aggiornamento all'Archivio Nazionale dei veicoli (ANV).


La semplificazione, che oltre a ridurre l'enorme mole di carta che era necessaria per qualsiasi variazione che riguardasse il veicolo o la patente di guida, riguarda anche la perdita dei punti della patente: mentre prima la variazione veniva comunicata con una lettera, adesso la comunicazione avviene solo attraverso ilportaledell'automobilista

 

Per questo e per molte altre cose utili, è necessario registrarsi al portale: si possono avere gli aggiornamenti della propria patente di guida. Sarà il portale, infatti, ad inviare una email al titolare di patente, nel caso di decurtazione dei punti, oltre a dirci, in qualunque momento, quant punti abbiamo.


Inoltre, sempre dal portale, è possibile scaricare la comunicazione in formato pdf da portare presso l'autoscuola a cui ci si vuole rivolgere per effettuare il corso di recupero dei punti oppure scaricare i documenti che attestino l'incremento o la sottrazione dei punti.
Ma non solo: con le stesse modalità è possibile scaricare e stampare l’attestazione che contiene i dati di residenza, così come registrati nell’ANV, da esibire in caso di necessità.
 

Inoltre, utilizzando l’app iPatente è possibile ricevere direttamente sul proprio cellulare, se abilitato, la notifica di avvenuta decurtazione dei punti.

 

Infine, sempre dal portaledell'automobilista, è possibile pagare on line le imposte di bollo, i diritti della Motorizzazione (ad esempio se dobbiamo rinnovare la patente), o ancora pagare altre pratiche on line. Il tutto avviene attraverso la piattaforma PagoPa

 

L'avviso di pagamento però, va sempre creato attraverso il portaledellautomobilista

 

Leggi il nostro articolo dedicato ai pagamenti relativi al rinnovo della patente

Data di pubblicazione: 27-02-2022

Visita medica per conseguire la patente: l'imposta di bollo si paga con PagoPa

Per conseguire la patente di guida, è necessario sottoporsi ad una visita medica che verrà eseguita da un medico certificatore, inserito nell'elenco dei medici abilitati dal Ministero dei Trasporti.

 

La visita può essere effettuata presso lo studio del medico oppure presso una scuola guida.

In entrambi i casi, per sottoporsi alla visita, è necessario pagare un imposta di bollo da €16,00.

Fino al 13 Febbraio 2022, l'imposta di bollo, veniva pagata su un conto corrente n.4028. Dal 14 febbraio questa modalità di pagamento non è più ammessa. E' necessario pagarla attraverso il sistema PagoPa.

Come si paga l'imposta di bollo?

E' necessario accedere a ilportaledellautomobilista

 

Dopo aver effettuato l'accesso, nel menù di sinistra selezionare, accesso ai servizi, quindi pagamento pratiche on line PagoPa.

Il codice tariffa da selezionare è il D1


Da questo link potrete seguire tutte le fasi di accesso al pagamento relative al rinnovo della patente, ma che sono le stesse fasi da seguire fino alla selezione della tariffa

 




1) ricerca tariffa


 

 

2) Selezionare il tasto conducenti



3) Slezionare il tasto Domanda in bollo patenti

La tariffa selezionata sarà la D1, quindi completare il pagamento on line oppure stampare l'avviso di pagamento per poter poi pagare in uno degli sportelli abilitati al PagoPa

N.B: è necessario disporre del codice IUV relativo al pagamento: lo travate nel dettaglio del pagamento che state per effettuare.
Il medico dovrà inserirlo sul portaledellautomobilista, nel momento in cui verrà effettuata la visita medica.

 

La stessa procedura, va seguita per effettuare una visita per fare un duplicato, oppure la riclassificazione o conversione della patente.

 

Se ti serve il certificato medico per:
 

  • conseguimento patente
  • duplicato patente
  • ricalssificazione patente
  • conversione patente

 

Prenota dal nostro sito dedicato

Data di pubblicazione: 19-02-2022

Hai fatto la visita per il rinnovo ma la patente non arriva? Leggi tutto quello che devi sapere

Per rinnovare la patente, bisogna sottoporsi ad un accertamento sanitario, in pratica ad una visita medica.

Questa visita medica, viene fatta da un medico certificatore inserito nell'elenco dei medici abilitati dal Ministero dei Trasporti e dotati di un codice di riconoscimento che consente loro di comunicare telematicamente alla Motorizzazione, l'idoneità del conducente.

 

La visita viene fatta presso lo studio del medico oppure presso i locali messi a disposizione da una scuola guida, ma in ogni caso è il medico e non la scuola guida a comunicare alla Motorizzazione l'idoneità. 

Quindi, cosa avviene dopo la visita?

Il medico comunica l'idoneità e rilascia un documento provvisorio di circolazione: con questa fase il lavoro del medico si è concluso perchè la nuova patente, viene spedita dalla Motorizzazione all'indirizzo che l'utente ha comunicato al medico.
E' molto importante verificare in presenza del medico, che l'indirizzo di spedizione indicato, sia correttamente comunicato alla Motorizzazione.

 

Questo indirizzo può essere diverso da quello di residenza.

 

A questo punto, la Motorizzazione, spedisce la nuova patente di guida, con una lettera assicurata, del costo di 6,86€, che l'utente dovrà pagare al postino, quando consegnerà la lettera ssicurata con la nuova patente.

Questo è il motivo per cui rinnovopatenti.it, specifica sempre che il costo indicato non comprende e non potrebbe comprendere nemmeno volendo, il costo della lettera assicurata, perchè va pagata al momento della consegna della lettera da parte del postino, non si può pagare in anticipo.

 

Perchè la patente non arriva?

Un eventuale mancato recapito della lettera, non può dipendere dal medico perchè, come detto in precedenza, il medico dopo aver comunicato l'idoneità, non ha nessuna possibilità ne di intervento, ne di verifica. La spedizione della nuova patente dipende ESCLUSIVAMENTE  dalla Motorizzazione, pertanto non è possibile chiedere al medico o alla scuola guida il codice di tracciamento della lettera assicurata, perchè non ne dispongono.

 

Cosa fare se non si riceve la nuova patente?

Si può chiamare il numero verde riportato sul documento provvisorio di circolazione, oppure scrivere una email alla Motorizzazione al seguente indirizzo:
uco.dgmot@mit.gov.it

e chiedere una nuova spedizione del documento.
Verificare comunque, che il postino non abbia lasciato un avviso di tentato recapito.

 

Data di pubblicazione: 14-02-2022

Pagamento imposte di bollo e diritti Motorizzazione su PagoPa

Guarda il video tutorial


Per rinnovare la patente, è necessario sottoporsi ad una visita medica, da parte di un medico certificatore.

Per poter trasmettere l'idoneità alla guida, il medico deve comunicare che l'utente abbia pagato le imposte di bollo (16€) e i diritti della Motorizzazione (€10,20).

Dal 14 Febbraio 2022, questi pagamenti non si possono più fare attraverso i vecchi conti corrente postali 4028 e 9001, ma il pagamento andrà fatto esclusivamente sulla piattaforma PagoPa a cui si accede attraverso ilportaledellautomobilista

 

Dopo aver effettuato il pagamento, è necessario stampare la ricevuta che contiene dei codici IUV che il medico dovrà inserire nell'apposita scheda di conferma di idoneità.


Durante la crazione degli avvisi di pagamento, sarà necessario inserire il codice tariffa (che varia in funzione della pratica richiesta). Per semplicià riportiamo quelli che riguardano le patenti:
I codici delle tariffe da selezionare sono i seguenti:

tariffa 2S – Rinnovo Patente (esclusa Regione
Sicilia)/Duplicato Patente con contestuale rinnovo per un totale di 26,20 euro


tariffa 2T – Rinnovo Patente (solo Regione Sicilia)/Duplicato
Patente con contestuale rinnovo


tariffa D1 – Domanda in bollo per il solo certificato medico (per conseguimento patente, duplicato patente oppure per conversione patente estera).
 


Come fare il pagamento attraverso PagoPa

Per pagare attraverso la piattaforma PagoPa, è necessario accedere al portaledellautomobilista e seguire le seguenti fasi:

 

1) collegarsi a  ilportaledellautomobilista.it



2) Accedere con le proprie credenziali
 



3) selezionare la modalità di accesso (Spid o CIE)



4)



5) inserire le proprie credenziali SPID



6) Dopo aver effettuato l'accesso con il proprio SPID, selezionare il tasto "accesso ai servizi"



7) Selezionare il tasto "pagamento pratiche on line PagoPa"

 

8) Selezinare il tasto "Nuovo pagamento"



9) Selezionare il codice tariffa: 2S per rinnovo patente, D1 per la visita per il conseguimento, duplicato o conversione patente estera





10)

 

 

11) Selezionare il tasto "aggiungi pratica al carrello"

 

12) Selezionare il tasto "aggiungi"
 

 

 

13) Selezionare il tasto "visualizza l'ultimo carrello creato"



14) Selezionare il tasto "conferma carrello"


 

15) I campi sono precompilati con i dati di chi ha effettuato l'accesso, ma possono essere cambiati se il soggetto pagatore (colui che deve fare la visita) è persona diversa da chi ha fatto il collegamento al portaledellautomobilista.

 

 

16) Selezionare il tasto "conferma"


 

17) Selezionare il tasto "visualizza carrello nella sezione i miei pagamenti"


 

18) Selezionare il tasto + posto a destra





19) A questo punto si può decidere se:
-stampare l'avviso di pagamento e pagare presso uno degli sportelli abilitati (tabaccai, poste, Ricevitorie, sportelli bancari)
-pagare on line con carta di credito o bonifico bancario


 

 


NB: per la regione Sicilia, il codice pagamento è 2T

Data di pubblicazione: 06-02-2022

Rinnovo della patente e foto tessera: a cosa serve? Come deve essere la foto tessera?

I vecchi patentati, ricorderanno ancora quando, per rinnovare la patente, era necessario portare il documento, integrato da certificato medico, alla Prefettura che provvedeva ad annotare, a penna, la nuova data di scadenza.

Parliamo di quando la patente era un documento cartaceo.

 

Poi è arrivato il tempo della nuova patente, formato card. E per rinnovare queste patenti, venne introdotta la procedura telematica: il medico comunicava attraverso il portaledellautomobilista, l'idenità alla guida. E la Motorizzazione spediva a casa dell'interessato, un tagliando adesivo, da apporre sulla vecchia patente.
 

Questi adesivi però, spesso, si scolorivano o comunque diventavano illeggibili. Inoltre,erano più esposti ai tentativi di frode e falsificazione.
Ma,soprattutto,non erano "ben visti", dalle Istituzioni Europee.
 

Per questo motivo, dal 2 Novembre del 2013 entrò in vigore la nuova norma che abolì l’adesivo per il rinnovo della patente. Da quella data, quando viene rinnovata la patente, viene emesso un nuovo documento di guida con i dati aggiornati..

 

Come si rinnova la patente?
 

Per rinnovare la patente è necessario sottoportsi ad accertamento sanitario da parte di un medico certificatore abilitato ed inserito nell'apposito elenco della Motorizzazione.

Il medico, può effetture questo accertamento nel proprio studio oppure presso le autoscuole.


Quando ci si reca dal medico, è necessario portare con se:
 

  • patente in visione
  • un altro documento di identità, se la patente è già scaduta
  • una foto tessera
  • attestazione di versamento di €10,20 su c/c 9001
  • attestazione di versamento di €16,00 su c/c4028
  • apporre la propria firma da riportare sulla nuova patente


 

Come deve essere la foto tessera?
 

E' la  Circolare – 20/10/2016 – Prot. n. 23176 che stabilisce esattamente come deve essere la foto per la patente.
 

In sintesi possiamo dire che:
 

1. Formato della foto

La foto deve essere di tipo “Immagine Frontale“, così come definito dagli standard ICAO 9303 e ISO 19794-5.
 

2. Caratteristiche generali

– Nel caso si debbano presentare più foto per la stessa persona, queste devono essere uguali.

– La foto deve essere recente (non più di sei mesi).

– La dimensione della foto deve essere 40-45 mm di altezza per 32-35 mm di larghezza. La dimensione della foto tessera è definita dalla dimensione del riquadro del cartellino dove va affissa la foto per l’acquisizione automatica della stessa, da parte del software.

– La foto non deve avere scritte e non deve essere danneggiata (Fig. 1).


 

Inquadratura e posizione
 

– Lo sfondo deve essere uniforme, di preferenza grigio chiaro crema o celeste, oppure bianco. In questo modo si ottimizzano i parametri di contrasto ottenendo quindi una qualità dell’immagine migliore e facile da elaborare dai sistemi automatici.

– La foto deve riportare solo il soggetto. Non sono ammessi altri oggetti e altri soggetti (Fig. 3).

– La foto deve mostrare interamente la testa e la sommità delle spalle, in modo che l’altezza della testa sia il 60%-90% dell’altezza della foto. In questo modo si ottiene una foto ben centrata, che non risulta né troppo “vicina” né troppo lontana (Fig. 4).

– Il viso non deve essere inclinato né lateralmente né verticalmente e non sono ammesse posizioni artistiche (cioè, viso girato, spalle alzate, etc.). Inoltre il viso deve essere fronte alla macchina e lo sguardo deve essere rivolto verso l’obiettivo (Fig. 5). L’immagine viene richiesta di tipo “frontale” perché tale sarà la scansione eseguita dai sistemi automatici.

– La testa deve essere centrata verticalmente (Fig. 6).

– L’espressione deve essere neutra, ed il soggetto deve avere la bocca chiusa e gli occhi ben visibili ed aperti.
 

Messa a fuoco, colori, luminosità e contrasto
 

– Non ci devono essere ombre sul viso o sullo sfondo (Fig. 7). Eventuali ombre potrebbero alterare il confronto con l’immagine che sarà scansionata in modo automatico in fase di riconoscimento.

– La foto deve essere a fuoco e chiaramente distinguibile (Fig. 8).

– Non devono essere presenti effetti di sovraesposizione o sottoesposizione (Fig. 9). In tal modo si ottiene una qualità della foto tale da poterla elaborare con il software automatico senza particolari problemi di acquisizione.

– La profondità di campo deve essere tale da mostrare chiaramente sia la parte frontale del viso (dal capo della testa al mento) sia entrambi i lati del volto (da orecchio ad orecchio). Infatti sia la fronte che il mento, come entrambe le orecchie, sono importanti riferimenti utilizzati per il riconoscimento automatico.

– Gli occhi devono essere ben visibili. Non sono ammesse foto con occhi rossi (Fig. 10). Anche gli occhi sono dei riferimenti del viso importanti nella fase di riconoscimento automatico.

– La foto deve avere un contrasto e una luminosità appropriate in modo che siano ben definite le caratteristiche del viso. Ciò permette di avere una ottimale risoluzione dei lineamenti e delle parti del viso utilizzati come riferimento in fase di riconoscimento automatico.

– La foto deve essere a colori, e questi devono essere naturali. Non sono ammesse foto con colorazioni diverse da quelle reali (Fig. 11). Nel caso contrario potrebbe risultare alterata la risposta del sistema automatico in fase di riconoscimento.

– Lo sfondo deve essere uniformemente illuminato.
 

Ornamenti, occhiali e coperture
 

– Non sono ammessi copricapo a meno di motivi religiosi. Se per motivi religiosi si ha l’obbligo di portare copricapo, bisogna comunque mostrare chiaramente il viso (Fig. 12a e Fig. 12b).

– Eventuali copricapi o veli possono coprire il viso del soggetto non permettendo così la possibilità di poter riconoscere il soggetto stesso.

– Gli occhi non devono essere coperti da capelli (Fig. 13).

– Non sono ammessi occhiali con lenti colorate. Le lenti devono essere trasparenti in modo che gli occhi siano ben visibili (Fig. 14). Bisogna sempre fare in modo che gli occhi risultino ben visibili sia per un riconoscimento visivo, sia perché gli occhi sono parametri di riferimento importanti in fase di riconoscimento automatico.

 

– La montatura degli occhiali non deve coprire gli occhi (Fig. 15).

  • La foto non deve avere scritte e non deve essere danneggiata (Fig. 1)

Figura 1

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Danneggiata/macchiata

  •  Va stampata su carta di alta qualità e risoluzione; si consiglia carta di tipo opaca (Fig. 2).
    Figura 2

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Desaturata                Scarsa risoluzione

  • La foto deve riportare solo il soggetto, non devono essere visibili altri oggetti e altri soggetti (Fig. 3)
    Figura 3

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Un altro soggetto visibile / Oggetto in campo (es. giocattolo)

  • La foto deve mostrare interamente la testa e la sommità delle spalle, in modo che l’altezza della testa sia compresa tra 28 mm e 32 mm (vedi figura sotto). In questo modo si ottiene una foto ben centrata, che non risulta né troppo “vicina” né troppo lontana (Fig. 4)
    Figura 4

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Inquadratura troppo ravvicinata / Inquadratura troppo lontana

  • Il viso non deve essere inclinato né lateralmente né verticalmente e non sono ammesse posizioni artistiche (niente viso girato, profili, spalle alzate, etc.); l’inquadratura deve essere frontale, lo sguardo rivolto verso l’obiettivo (Fig. 5)
    Figura 5

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Posizione angolata da ritratto in studio / Posizione inclinata del capo

  • La testa deve essere centrata verticalmente (Fig. 6)
    Figura 6

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Testa non centrata

  • Non ci devono essere ombre né sul viso né sullo sfondo (Fig. 7) che deve essere uniformemente illuminato
    Figura 7

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Ombra sullo sfondo / Ombra sul viso

  • La foto deve essere ben a fuoco, il contrasto tale da rendere i lineamenti chiaramente distinguibili (Fig. 8)
    Figura 8

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Fuori fuoco

Figura 9

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Sottoesposta / Sovraesposta

  • Gli occhi devono essere ben visibili, non sono ammesse foto con effetto occhi rossi o chiusi (Fig. 10)
    Figura 10

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Effetto occhi rossi

  • I colori devono essere naturali, non sono ammesse foto con colorazioni diverse da quelle reali (Fig. 11)
    Figura 11

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Colori falsati

  • Non sono ammessi copricapi di alcun genere a parte quelli portati per motivi religiosi; anche in tal caso comunque è necessario mostrare chiaramente il viso (Fig. 12)
    Figura 12a

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Cappello                    Berretto

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Volto o parte del volto coperta

  • Gli occhi o altre parti del viso non devono essere coperti da capelli (Fig. 13)
    Figura 13

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  • Non sono ammessi occhiali con lenti colorate, le lenti devono essere trasparenti in modo che gli occhi siano ben visibili (Fig. 14)
    Figura 14

 

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  • La montatura degli occhiali non deve coprire gli occhi (Fig. 15)
    Figura 15

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Montatura pesante / Montatura leggera ma che copre occhi
 

E' possibile fare da soli la foto tessera?

La normativa, prevede le caratteristiche della foto ma non chi la deve scattare. Motivo per cui, con i nuovi dispositivi (smathphne, tablet, totocamere), è possibile scattare da soli foto di ottima qualità adatte al rinnovo della patente.

Prenotando sul nostro sito, inoltre, è possibile allegare la foto al termine della prenotazione, in modo da abbreviare i tempi di permanenza all'interno dello studio medico

 

Data di pubblicazione: 30-01-2022

Rettifica dei dati sulla patente: ora si può fare da soli

Sul portaledellautomobilista,è stata implementata una nuova funzione molto utile all'utenza.

Dal 6 Dicembre 2021 infatti, il titolare di patente, registrato sul portaledellautomobilista, potrà autonomamente, rettificare i propri dati anagrafici, uniformando i prorpi dati riportati sulla carta di identità a quelli riportati sulla patente.

 

Di seguito i passaggi da effettuare


1) accedi al portale: nella home page troverai uno spazio dedicato alla rettifica dei dati.



 2) Cliccando dall'apposito spazio in home page, si accede ad una pagina tutorial.



3) dalla pagina Accesso ai servizi, in fondo, selezionare la voce: rettifica i dati



4) Selezionare la voce: nuova richiesta


 

5) Modificare i dati allegando la copia dei documenti richiesti

Data di pubblicazione: 23-01-2022

Conversione patente estera

La conversione di una patente estera significa che la stessa viene sostituita con una patente rilasciata in Italia.

 

Va fatta una distinzione tra una patente estera rilasciata da uno degli Stai dell'U.E, patente comunitaria, e le patenti estere rilasciate da Paesi non apparteneti all'U.E.

 

Vediamo cosa si deve fare in entrambi i casi.
 

Conversione patente estera comunitaria 
La procedura è destinata ai conducenti in possesso di patente rilasciata da uno stato dell'Unione europea o dello Spazio Economico Europeo che ottengono una residenza anagrafica o una residenza normale in Italia.
 

Le patenti di guida rilasciate da stati appartenenti all’Unione Europea o allo Spazio Economico Europeo sono equiparate alle patenti italiane.
 

Chi ha una patente di guida comunitaria con la scadenza prevista dalle norme dell'Unione europea (art. 7 paragrafo 2 della direttiva 2006/126/CEE) può circolare regolarmente fino alla data della scadenza.

Terminato il periodo di validità è necessario convertire la patente estera presso un Ufficio della Motorizzazione Civile. Dopo la conversione il documento estero è ritirato e restituito allo Stato che l'aveva emesso.

La conversione può essere richiesta anche prima della scadenza. In questo caso il conducente ottiene una patente italiana con la stessa data di scadenza di quella estera oppure, se presenta un certificato medico di rinnovo, una patente italiana con un nuovo periodo di validità secondo le scadenze previste in Italia.
 

Invece chi ha una patente comunitaria senza scadenza oppure con scadenza superiore a quanto previsto dalle norme dell'Unione europea (art. 7 paragrafo 2 della direttiva 2006/126/CEE) deve convertire la patente estera dopo due anni dall’acquisizione della residenza anagrafica o della residenza normale nel nostro Paese. Quest'obbligo vale anche per chi, residente in Italia, debba essere sottoposto ad un provvedimento di revisione della patente di guida.  
 

Tutti i cittadini titolari di patente di guida rilasciata da uno Stato membro che acquisiscono la residenza in Italia devono osservare le disposizioni italiane in materia di durata di validità della patente e di controllo medico.
 

Richiesta conversione patente comunitaria va presentata presso un ufficio della Motorizzazione civile, presentando la seguente documentazione:

  • domanda su modello TT2112 (lo si può trovare):
  • attestazione di € 10,20 sul c/c 9001
    (bollettino prestampato in distribuzione presso gli uffici postali e gli uffici motorizzazione)
  • attestazione di € 32,00 sul c/c 4028
    (bollettino prestampato in distribuzione presso gli uffici postali e gli uffici motorizzazione)
  • se la patente è in scadenza, è scaduta di validità oppure non ha scadenza o ha validità superiore a quanto previsto dalla norme comunitarie:
    • fotocopia della ricevuta della visita di idoneità psicofisica rilasciata da un medico abilitato, con data non anteriore a 3 mesi se la visita è effettuata da un medico monocratico, non anteriore a 6 mesi se è effettuata da una Commissione medica locale
       
  • se NON c'è l'obbligo di effettuare la visita medica di idoneità psicofisica:
  • patente straniera in originale in corso di validità (in visione) e in fotocopia completa fronte-retro
  • documento di riconoscimento in originale e in fotocopia
  • codice fiscale in originale e in fotocopia
     

Se la patente è scaduta è sempre possibile presentare la domanda di conversione, naturalmente allegando il certificato medico e sapendo che potrà essere necessario verificare la titolarità della patente e il fatto che non sia soggetta a provvedimenti sanzionatori (cioè non sia sospesa, né ritirata, né revocata).
 

Se sono passati tre anni dalla scadenza della patente si è generalmente sottoposti ad un provvedimento di revisione della stessa.
 

Non è possibile rinnovare o convertire patenti dell'Unione Europea rilasciate a seguito di conversione se il documento originario è stato rilasciato da uno Stato extracomunitario con cui non vi sono le condizioni di reciprocità previste dall'art. 136 del Codice della Strada.
 

cittadini extracomunitari che presentano domande per pratiche relative a patenti o veicoli devono aggiungere i seguenti documenti oltre agli altri previsti dalla procedura, sia al momento della richiesta, sia quando ottengono il provvedimento:

  • permesso di soggiorno originale in visione e in fotocopia oppure in copia autenticata o in copia semplice con dichiarazione sostitutiva di atto notorio di conformità all'originale
    oppure
  • carta di soggiorno originale in visione e in fotocopia
  • se l'interessato è in attesa del rinnovo per scadenza o del primo rilascio del permesso di soggiorno deve presentare la fotocopia del documeno di identità e, a seconda dei casi,
    • fotocopia della ricevuta della richiesta di primo rilascio (ottenuta dall'ufficio postale oppure dalle competenti autorità di polizia)
    • fotocopia della ricevuta della richiesta di rinnovo (ottenuta dall'ufficio postale oppure dalle competenti autorità di polizia) e fotocopia del permesso di soggiorno scaduto

 

La domanda per una pratica allo sportello dell'Ufficio motorizzazione civile può essere presentata, oltre che dal diretto interessato, anche da una persona delegata.
 

La persona delegata deve avere:

  • delega in carta semplice firmata dal titolare della domanda
  • proprio documento di identità originale
  • copia del documento di identità del titolare della domanda (delegante)
     

Conversione patente non comunitaria

Per i titolari di una patente di guida non comunitaria è possibile guidare veicoli cui la patente abilita fino ad un anno dall’acquisizione della residenza.
Dopo un anno è necessario, per poter condurre veicoli sul territorio italiano, convertire la patente.
Ciò è possibile se lo Stato che ha rilasciato l’abilitazione alla guida ha sottoscritto accordi di reciprocità con l’Italia.

Stati non appartenenti all'Unione europea/Spazio economico europeo che rilasciano patenti convertibili in Italia:

  • Albania (nuovo accordo valido fino al 12 luglio 2026)
  • Algeria
  • Argentina
  • Brasile (accordo valido dal 13 gennaio 2018 al 13 gennaio 2023)
  • El Salvador (accordo valido fino al 4 agosto 2021)
  • Filippine
  • Giappone
  • Israele (accordo valido fino al 10 novembre 2018)
  • Libano
  • Macedonia (aggiornamento dell'accordo entrato in vigore il 23 gennaio 1998)
  • Marocco (aggiornamento dell'accordo entrato in vigore il 26 novembre 1991)
  • Moldova
  • Principato di Monaco
  • Repubblica di Corea
  • Repubblica di San Marino
  • Serbia (accordo scaduto l'8 aprile 2018)
  • Sri Lanka (accordo valido fino al 4 marzo 2022)
  • Svizzera (accordo valido fino al 12 giugno 2026)
  • Taiwan
  • Tunisia
  • Turchia
  • Ucraina (accordo valido fino al 24 gennaio 2027)
  • Uruguay (accordo valido fino al 17 maggio 2020)

Stati esteri che rilasciano patenti convertibili in Italia solo ad alcune categorie di cittadini:

  • Canada (personale diplomatico e consolare)
  • Cile (personale diplomatico e loro familiari)
  • Stati Uniti (personale diplomatico e loro familiari)
  • Zambia (cittadini in missione governativa e loro familiari)
     

La conversione senza esami è possibile solo se

  • la patente estera è stata conseguita prima di acquisire la residenza in Italia
  • il titolare della patente è residente in Italia da meno di quattro anni al momento della presentazione della domanda (chi è residente da più di quattro anni dovrà sostenere l'esame di revisione)
     

Non possono essere convertite patenti estere ottenute per conversione di altra patente estera non convertibile in Italia.

La richiesta di conversione della patente non comunitaria va presentata in Motorizzazione, presentando i seguenti documenti:
 

  • domanda su modello TT2112 (lo si può trovare):
  • attestazione di versamento di € 10,20 sul c/c 9001
    (bollettino prestampato in distribuzione presso gli uffici postali e gli uffici motorizzazione)
  • attestazione di versamento di € 32,00 sul c/c 4028
    (bollettino prestampato in distribuzione presso gli uffici postali e gli uffici motorizzazione)
  • patente posseduta in originale (in visione) e in fotocopia completa fronte-retro
  • fotocopia della ricevuta della visita di idoneità psicofisica rilasciata da un medico abilitato, con data non anteriore a 3 mesi se la visita è effettuata da un medico monocratico, non anteriore a 6 mesi se è effettuata da una Commissione medica locale: documentazione e versamenti per la visita medica
     

Per la conversione di patenti di alcuni stati è richiesta traduzione giurata del documento di guida.

Eventuali ulteriori istruzioni specifiche per la conversione di patenti rilasciate da alcuni stati non comunitari sono precisate negli appositi accordi di reciprocità, alcuni dei quali sono disponibili nella tabella indicata in precedenza.
In ogni caso per la documentazione completa occorre rivolgersi all'Ufficio motorizzazione civile.

 

Data di pubblicazione: 15-01-2022

Parcheggi, precedenze, smartphone: le novità del Codice della Strada in vigore dal 1° gennaio

Il nuovo anno ha portato con sè una serie di nuove norme legate al Codice della Strada. Novità importanti, entrate in vigore dal 1° gennaio dopo la pubblicazione, il 9 novembre 2021, sulla Gazzetta Ufficiale. Numerose infrazioni sono ora punite più severamente, e riguardano comportamenti piuttosto frequenti.
 

Particolare attenzione viene rivolta ad esempio a chi è sorpreso alla guida mentre maneggia lo smartphone o altri dispositivi elettronici come tablet, computer portatili, notebook. Il legislatore ritiene che guardare questi schermi comporti di dover distogliere le mani dal volante e di conseguenza fa aumentare il rischio di provocare incidenti.
 

Norme più rigide anche per i parcheggi. Sono stati introdotti tre nuovi divieti di sosta: non si potranno occupare gli spazi riservati a sosta e fermata di scuolabus, a donne in stato di gravidanza (o genitori di bambini non più grandi di due anni) e alle auto elettriche. Ogni Comune ha la possibilità di riservare aree specifiche per queste categorie. In questi casi le sanzioni variano da 25 a 100 euro (se commesse da veicoli a due ruote), da 42 a 173 per tutti gli altrii.  I possessori delle vetture a batterie però potranno occupare gli spazi dedicati alla ricarica solo per un’ora in più del tempo necessario al rifornimento con esclusione dalle 23 alle 7 del mattino. La deroga decade se le colonnine sono fast e super fast, cioè “veloci”. In questo caso lo spazio deve essere sempre lasciato libero appena ultimata la ricarica.
 

Attenzione, in particolare, ai parcheggi per disabili, sovente occupati da chi non ne ha diritto. Qui si è deciso di optare per la linea dura: chi non risulta in possesso dell’apposito contrassegno dovrà sborsare da un minimo di168 euro fino a 672, sanzione a cui si aggiunge la decurtazione di quattro punti dalla patente (prima erano due). Triplicano inoltre i punti decurtati, da due a sei, per chi usa un contrassegno fasullo o non valido (ad esempio una fotocopia, l’autorizzazione di altre persone o scaduta). I disabili, invece, hanno ora la possibilità di parcheggiare sulle strisce blu gratuitamente “nel caso in cui risultino già occupati o indisponibili gli stalli a loro riservati”.
 

Sono norme che invitano a comportamenti più civili. Per questo vengono maggiormente tutelati i pedoni, con una nuova regola ad hoc che riguarda il diritto di precedenza. Chi si trova al volante deve darla non solo ai pedoni che hanno già iniziato l’attraversamento, ma anche a quelli che si stanno accingendo ad effettuarlo. Questo dice la Gazzetta Ufficiale: “I conducenti devono dare la precedenza, rallentando gradualmente e fermandosi, ai pedoni che transitano sugli attraversamenti pedonali o si trovino nelle loro immediate prossimità. I conducenti che svoltano per inoltrarsi in un’altra strada al cui ingresso si trova un attraversamento pedonale devono dare la precedenza, rallentando gradualmente e fermandosi, ai pedoni che transitano sull’attraversamento medesimo o si trovino nelle sue immediate prossimità, quando ad essi non sia vietato il passaggio“.
 

Sempre legate a comportamenti più civili, le novità che riguardano modi di agire scorretti come il lancio di oggetti dal finestrino. E' piuttosto frequente vedere gente che getta in strada lattine, carte o mozziconi di sigaretta senza curarsi dell’ambiente. Tutto ciò viene adesso punito dall’articolo 15 del Codice della Strada che prevede “multe da un minimo di 52 fino a un massimo di 204 euro”. Prima si andava da 26 a 52 euro. È inoltre prevista una punizione anche per chi viene sorpreso mentre “insozza la strada”. In questo caso si va da “un minimo di 216 a un massimo di 866 euro”. Il principio che viene seguito è semplice: chi compie questa azione può compromettere la sicurezza. Prima la multa andava da un minimo di 108 a un massimo di 433 euro.
 

Per quanto riguarda l'uso dei monopattini, il Codice ribadisce il limite di velocità di 6 km/h in aree pedonali ed abbassa quello di tutti gli altri casi da 25 a 20 km/h. Diventano obbligatori gli indicatori di svolta, posizione e freno, inoltre devono essere utilizzati di notte bretelle o giubbotti riflettenti. È vietato l’uso di monopattini a trazione prevalentemente elettrica sui marciapiedi. È consentito l’utilizzo su strade urbane con limite a 50 km/h e in tutte le aree dedicate (pedonali e ciclabili).
 

Va ricordato che la validità del foglio rosa è estesa da 6 mesi ad un anno, ma chi si esercita senza istruttore rischia una multa da 430 ad oltre 1.700 euro e il sequestro amministrativo del veicolo per 3 mesi. L’esame pratico dopo quello teorico può essere ripetuto 3 volte e non più 2 e quello teorico è rivisto con meno quiz (da 40 a 30), ma meno possibilità d’errore (da 4 a 3). Decadono le limitazioni per neopatentati purché, per il primo anno, siano accompagnati da persone con regolare permesso di guida da almeno 10 anni e che non abbiano più di 65 anni.

 

Data di pubblicazione: 12-01-2022

Revisione auto: adesso spetta il rimborso.Online la piattaforma per richiedere il rimborso di 9,95 e

Dal  1° novembre 2021 il costo per sottoporre i veicoli alla revisione periodica, è passato da 66,88 a 78,75 euro a causa del rincaro di 9,95 euro + iva 22% della tariffa ministeriale (da 45,00 a 54,95 euro). 
Ricordiamo che  le autovetture devono essere sottoposte a revisione dopo 4 anni dalla data di prima immatricolazione, ogni 2 anni dopo la prima revisione.

Facile immaginare il costo complessivo che questo aumento genera nelle tasche degli Italiani.
Per "alleggerire" il provvedimento, la stessa legge che ha disposto l’aumento della tariffa Ministeriale, (dovuto essenzialmente all'adeguamento Istat della tariffa ministeriale che era ferma al 2004) ha previsto l’erogazione di un buono di 9,95 euro per chi sottopone il veicolo a revisione. 
 

Come si richiede il bonus revisione auto?
Attraverso una piattaforma web denominata Buono veicoli sicuri  che è ' stata messa on line per chiedere il rimborso di 9,95 euro a compensazione dell’aumento, della stessa cifra (€9,95), delle tariffe per la revisione dei veicoli a motore e rimorchi.
 

Il rimborso può essere richiesto per le revisioni effettuate dal 1 novembre 2021, giorno in cui è entrato in vigore l’aumento tariffario, e per i tre anni successivi. Il rimborso è concesso ai proprietari per un solo veicolo e per una sola volta.
 

Per presentare la domanda i cittadini interessati devono accedere alla piattaforma https://www.bonusveicolisicuri.it
attraverso l’identità digitale Spid, oppure la Carta d’identità elettronica (Cie) o la Carta nazionale dei servizi (Cns), e compilare il modello. Il rimborso arriverà direttamente sul conto corrente.
 

Nell’istanza occorre riportare il numero di targa del veicolo sottoposto alle operazioni di revisione, che dev’essere intestato al richiedente il rimborso o alla società nel caso in cui il richiedente risulti incaricato dalla società stessa.

Inoltre è necessario indicare  la data dell’operazione di revisione; il codice IBAN per l’accredito del rimborso; il cognome e nome dell’intestatario o cointestatario del conto corrente, che deve necessariamente coincidere con il richiedente o con la denominazione sociale della società; infine l’indirizzo email per eventuali comunicazioni connesse all’erogazione del rimborso. È obbligatorio allegare la copia dell’attestazione di avvenuto pagamento della revisione.
La piattaforma prevede il rilascio, nell’area riservata a ciascun beneficiario registrato, di una ricevuta di quanto presentato.


E' bene precisare che i centri di revisione autorizzati non hanno alcun ruolo nell’assegnazione del bonus: la richiesta va fatta esclusivamente dall’intestatario del veicolo, che potrà accedere alla piattaforma digitale solo DOPO aver eseguito la revisione.

Data di pubblicazione: 08-01-2022

Fuoristrada vietato: ecco cosa dice la legge e la risposta del Governo

In questi giorni tutti gli appassionati di fuoristrada, dai guidatori di auto a quelli di moto, quad e bici, si sono allarmati a causa del decreto firmato il 28 ottobre 2021, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° dicembre 2021 a firma dei ministri Stefano Patuanelli (Politiche Agricole, Alimentari e Forestali) Dario Franceschini (Cultura) e Roberto Cingolani (Transizione Ecologica), dove è indicata la classificazione della viabilità forestale e silvo-pastorale.

Di cosa si tratta? Sono quelle strade, sia di proprietà pubblica che di proprietà privata (in quest'ultimo caso possono, in caso di necessità, essere dichiarate di pubblica utilità) che solitamente uniscono aziende agro-silvo-pastorali, aree forestali e pascoli alle strade comunali.

Inoltre, sono anche quelle strade che vengono battute dagli appassionati di fuoristradismo.

 

Il nodo della discordia

La parte del decreto che ha destato le preoccupazioni di appassionati e associazioni di categoria come l’FMI (Federazione Motociclistica Italiana) riportava che: “indipendentemente dal titolo di proprietà, la viabilità forestale e silvo-pastorale e le opere connesse come definite al successivo art. 3 sono vietate al transito ordinario”. Da qui l’interpretazione come un divieto della pratica del fuoristrada in Italia, con la relativa circolazione su percorsi e strade sterrate a fondo naturale di larghezza inferiore ai 2,5 metri, se non per motivi di lavoro, emergenza o manutenzione.

In pratica questi tratti stradali non sono soggetti al Codice della strada, benché questo faccia già parte di un vuoto legislativo precedente al decreto in questione.

 

Il chiarimento del Governo

Dopo l’alzata di scudi dei cultori e delle associazioni di categoria è arrivato un chiarimento del Governo attraverso il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf) presieduto da Patuanelli.

Attraverso un comunicato stampa precisa che “è opportuno rammentare che la competenza primaria in materia è delle Regioni, ed ogni regione e provincia autonoma ha già una sua legge regionale che disciplina gli aspetti strettamente tecnici e la fruibilità di tali viabilità. Il decreto si muove nell’ambito delle previsioni dell’articolo 9 del Testo unico delle foreste e filiere forestali del 2018 (D.lgs. n. 34/2018), in vigore già da anni, senza alcun contraccolpo sul tema della fruizione della viabilità forestale. Nulla si innova in merito al transito autorizzato sulla predetta viabilità, fermo restando che, come espressamente previsto all’articolo 2, comma 3 del decreto, le strade e le piste forestali non sottostanno ai criteri di sicurezza previsti per la viabilità ordinaria, poiché si tratta di viabilità esclusa dal Codice della strada. Inoltre, come esplicitato dal medesimo comma, è compito delle Regioni disciplinare le modalità di utilizzo, gestione e fruizione della viabilità forestale... tenendo conto delle necessità correlate all’attività di gestione silvo-pastorale ed alla tutela ambientale e paesaggistica”.

In pratica il Mipaaf dice che nulla è cambiato rispetto a prima e che la competenza è in capo alle singole Regioni. Saranno questi enti ad avere competenze gestionali e valutare le singole realtà territoriali, vietando o meno il passaggio di auto, moto, quad e bici a scopo ludico.

L’intento del decreto ministeriale era quindi quello di dettare delle linee-guida per “uniformare a livello nazionale le norme riferite alle modalità di costruzione della viabilità forestale, che già esistono nelle singole legislazioni regionali, e dare dunque uniformità alla eterogenea nomenclatura adottata”.

 

Qualche dubbio rimane

Certi che la precisazione ministeriale tolga i dubbi su quale sia lo scopo del decreto, lo stesso non si può dire sulla stesura del medesimo. La poca chiarezza del documento, quantomeno iniziale, ha creato non poche polemiche che si sono risolte con un passaggio di responsabilità alle Regioni.

Bisognerà attendere la sua attuazione pratica, perché altri dubbi si sono già instillati nella mente dei fuoristradisti: se è vero che nel decreto si stabilisce la competenza delle Regioni, lo è altrettanto la consuetudine della superiorità della legge nazionale sulle

Data di pubblicazione: 30-12-2021

Targa estera: codice della strada bocciato dalla U.E

La Corte di giustizia dell'Ue boccia la norma del Codice della strada italiano che vieta di circolare con un veicolo immatricolato all'estero a chiunque sia residente in Italia da più di 60 giorni. Il testo dell’articolo 93 del Cds è quindi contrario al diritto europeo.
 

Dalla Toscana all’Europa

Il caso riguarda una coppia di coniugi multata dalla polizia stradale di Massa Carrara mentre viaggiava a bordo di un'automobile immatricolata in Slovacchia, di proprietà della moglie e lì residente, e guidata dal marito, residente in Italia. Il divieto previsto dal codice stradale, infatti, impone l'obbligo di immatricolare la loro vettura in Italia, qualora vi risiedono da più di 60 giorni.

 

La Corte ritiene che il prestito d’uso transfrontaliero a titolo gratuito di un autoveicolo sia “qualificabile come movimento di capitali”, pertanto la norma italiana costituisce una restrizione alla libera circolazione di capitali, restrizione che, ricorda il giudice, è ammissibile “solo per motivi imperativi di interesse generale, che la Corte non ravvisa nell'ipotesi in esame” e per “finalità di contrasto della frode fiscale” quando l'auto immatricolata in uno Stato membro è destinata all'uso permanente in altro Stato membro. La Corte rimette quindi al giudice del rinvio la valutazione sulla durata e sulla natura dell'uso del veicolo, oggetto del procedimento principale, ma in via di principio afferma la "contrarietà al diritto dell'Unione di una norma nazionale che vieti a chiunque sia residente in uno Stato membro da un periodo superiore a 60 giorni di circolare sul territorio con un veicolo immatricolato in altro Stato membro quando la norma non tenga conto della temporaneità dell'utilizzo del veicolo sul territorio nazionale".

 

Le conseguenze pratiche
Occorre attendere la decisione del giudice di Massa Carrara per vedere come si muoverà la giurisprudenza e non è detto che future sentenze seguano quanto stabilito dalla Corte Ue perché i ricorsi potrebbero essere impostati in maniera diversa da quello italiano.
 

In pratica sarà il giudice che dovrà valutare fino a che punto l'uso di un veicolo senza reimmatricolarlo in Italia possa essere configurato come un comodato transfrontaliero o un semplice modo per eludere il fisco italiano e le multe commesse in Italia (soprattutto per la difficoltà di notifica all’estero).

 

Il difficile contrasto a “furbetti” ed evasori

La norma italiana che è stata bocciata dalla Corte Ue ha lo scopo preciso di penalizzare gli abusi commessi dagli stranieri residenti in Italia (che circolano con targa del loro Paese di origine, avvantaggiandosi rispetto agli italiani in regola), però non si occupa di evasori fiscali (nemmeno quelli italiani). Infatti, nell'articolo 93 vengono derogati i veicoli con contratti di leasing o noleggio senza conducente con operatori con sede nell’Unione Europea, quelli con un accordo di comodato d'uso legato all'utilizzo del veicolo nell'ambito di un rapporto di lavoro o di collaborazione con imprese comunitarie.

 

Gli evasori fiscali e i cosiddetti “furbetti della targa estera” possono ricorrere a leasing, noleggio o comodato esteri senza rischiare alcuna sanzione. Se si pensa che questa pratica è spesso legata all’uso di auto di lusso soggette a superbollo e ciò non si ripercuote sulla dichiarazione reddituale, si può immaginare un danno ingente all’Erario italiano.

 

Data di pubblicazione: 23-12-2021

Autovelox,Tutor e Telelaser:come devono essere segnalati sulle strade

La segnalazione di autovelox, tutor e telelaser sulle strade italiane è una materia delicata perché proprio il mancato rispetto delle regole in materia di segnalazione è uno dei principali motivi di contestazione delle multe.

 

La differenza tra i diversi dispositivi di rilevamento della velocità

Autovelox, telelaser, scout speed e tutor sono tutti dispositivi atti alla rilevazione della velocità dei mezzi di trasporto al fine di rilevare eccessi passibili di sanzione, ma funzionano in maniera diversa e diversa è la loro segnalazione.

L’autovelox è un dispositivo fisso posizionato in un luogo preciso di una strada (non tutte, ma solo quelle stabilite dal Codice della strada) e rileva la velocità nell’istante esatto del passaggio in sua prossimità.

Il telelaser è sostanzialmente un autovelox mobile, cioè una postazione di controllo temporanea, e può arrivare a misurare la velocità fino a 600 metri di distanza dalla sua ubicazione.

Lo scout speed è un altro un sistema istantaneo che funziona come l’autovelox, ma è posizionato a bordo di un veicolo.

Il tutor, invece, ha almeno due punti di installazione (porta di ingresso e di uscita) in modo da rilevare i passaggi dell’automobilista e calcolarne la velocità media a cui è stato percorso quel tratto di strada.

 

Le modalità di segnalazione

Per poter fare le multe con questi strumenti occorre segnalare correttamente la presenza dei dispositivi agli automobilisti. In caso contrario, la multa è nulla.

Per quanto riguarda gli autovelox, telelaser e scout speed deve essere presente un cartello che avvisi del «controllo elettronico della velocità», mentre per il tutor la dicitura cambia in «controllo elettronico della velocità media» o «controllo elettronico della velocità mediante tutor».

Le diverse diciture non hanno validità, ed è possibile la contestazione, se non corrispondono allo strumento utilizzato facendo riferimento al principio di trasparenza voluto dal Ministero dell’Interno secondo cui «l’impiego delle apparecchiature di controllo deve avvenire nel rispetto delle esigenze di informazioni dell’utenza, allo scopo di fornire la massima trasparenza all’attività di prevenzione».

Oltre alla segnalazione della presenza dei dispositivi occorre anche segnalare l’organo operante, cioè chi utilizza quell’apparecchiatura.

Gli autovelox devono essere segnalati con la collocazione sulla postazione, o nelle immediate vicinanze, di un segnale che riporta il simbolo dell’organo di polizia operante o un’iscrizione della denominazione del corpo o servizio di polizia che gestisce l’impianto.

Le postazioni mobili presidiate dagli agenti devono essere rese visibili, in maniera congiunta o alternativa alla segnaletica verticale, dalla presenza di personale in uniforme o dall’impiego di auto della polizia di servizio con colori istituzionali o con l’utilizzo di un segnale di indicazione riportante il simbolo dell’organo.

 

A quale distanza devono essere segnalati?

Secondo le disposizioni del Ministero dei Trasporti è necessaria una presegnalazione dei dispositivi di rilevamento velocità, però non è prevista una distanza minima tra il segnale stradale e la postazione di controllo e si parla di una distanza “adeguata” in relazione alla velocità di percorrenze media della strada ed al tipo di strada. Secondo il regolamento dei segnali stradali si può intendere “adeguata” una distanza di:

  • 250 metri per le autostrade e le strade extraurbane principali
  • 150 metri per le strade extraurbane secondarie e urbane di scorrimento
  • 80 metri sulle altre strade

Però è ben specificata la distanza massima tra il cartello di preavviso e l’autovelox che può essere di ben 4 chilometri.

Inoltre, tra il segnale e la postazione di rilevazione non devono essere presenti intersezioni (qual caso è necessaria la ripetizione del segnale). Sono esentate le

  • immissioni di una strada privata
  • aree di parcheggio
  • immissioni sul lato sinistro della strada sia nel caso di strade a doppio senso sia in quelle a senso unico anche a più corsie
Data di pubblicazione: 23-11-2021

Rinnovo patente per cittadini residenti all'estero

Il rinnovo della patente per i cittadini residenti all'estero, in possesso di patente Italiana, crea molta confusione all'utenza, anche perchè gli uffici Provinciali della Motorizzazione, non sempre hanno adottato un comportamento univoco.
 

Pertanto la Direzione, ha stabilito in modo chiaro ed inequivocabile come ci si deve comportare quando bisogna rinnovare la patente Italiana ma si vive all'estero.

Cerchiamo di fare chiarezza, riportando quanto previsto dalle norme in vigore.

 

Bisogna fare due tipi di distinzioni:
 

  1. Patente da rinnovare presso la C.M.L (Commissione medica locale), prevista in presenza di alcune patologie
     
  2. Residenza all'estero da distinguere tra paesi che stanno nell'U.E oppure extra U.E
     

Nel primo caso, il rinnovo della patente può essere svolto in Italia (vedi l’avviso 22 del 24/07/2020 che recita: “… Inoltre si ricorda che, i cittadini iscritti all’AIRE, che per il rinnovo della patente hanno l’obbligo di visita in CML, possono svolgere il rinnovo in Italia. In questo caso la CML inserirà direttamente i dati del rinnovo tramite le funzioni di Rinnovo Patente consentendo l’emissione diretta della patente con recapito presso il domicilio del conducente.
 

Quindi è evidente, che possono rinnovare la patente in Italia, pur essendo residenti all'estero, i cittadini che hanno la necessità di sottoporsi alla visita presso la Commissione medica locale, indipendentemente dal luogo di residenza all'estero (all'interno o fuori dall'U.E).

 

Per i rinnovi patente, che non richiedono la visita collegiale presso la Commissione medica (le visite monocratiche) , le disposizioni del Ministero dei Trasporti, agli uffici Provinciali, sono queste:
 

·Non saranno accettate richieste di duplicato patente di iscritti AIRE residenti in Paesi UE, ad eccezione di quelle patenti con obbligo di rinnovo in CML.
 

·Per gli iscritti AIRE residenti in Paesi extra UE, è possibile il duplicato di patente per deterioramento, smarrimento, distruzione o furto con contestuale rinnovo.
 

Infatti, cita ancora la normativa,
 

· cittadino italiano residente in uno Stato UE: il duplicato deve essere rilasciato dall'autorità dello Stato in cui il titolare risiede;

 

 Normativa di riferimento:

art. 11 comma 5 della direttiva 2006/126/CEE che recita:

 

"La sostituzione di una patente di guida in seguito a smarrimento

o furto può essere ottenuta esclusivamente presso le

autorità competenti dello Stato membro in cui il titolare ha la

propria residenza normale; queste ultime procedono alla sostituzione

in base alle informazioni in loro possesso o, se del caso,

in base ad un attestato delle autorità competenti dello Stato

membro che ha rilasciato la patente iniziale.”

 

 

Data di pubblicazione: 13-11-2021

Come pagare i bollettini che servono a rinnovare la patente

Per rinnovare la patente, è necessario pagare:

 

  • €16,00 (imposta di bollo), su conto corrente 4028
  • €10,20 (diritti della Motorizzazione) su conto corrente 9001

 

Questi bollettini sono disponibili presso gli uffici postali. 

Vanno compilati con i propri dati, inserendo come causale " Rinnovo patente", e portati al medico al momento della visita.

Il pagamento dei bollettini, può essere fatto:
 

Sebbene la maggior parte dei giocatori di casinò abbia una patente di guida, non è necessario portare questo documento. Sebbene la maggior parte dei casinò abbia una politica di identità, una richiesta di identità non è necessariamente un requisito legale. Oltre alla patente, di cui di volta in volta è necessaria per continuare il casino non aams bonus senza deposito, chiedono codici fiscali e codici fiscali. Fornire queste informazioni è importante se desideri partecipare a determinati giochi da casinò come il poker. Inoltre, ti consigliamo vivamente di portare sempre con te la patente di guida.
  • presso l'ufficio postale
  • nelle tabaccherie convenzionate con la Banca 5 (ex Banca ITB) che offrono il servizio di pagamento dei bollettini DTT
  • tramite il sito www.poste.it e le App "BancoPosta", "Postepay" e "Ufficio Postale", previa registrazione
  • sul portaledellautomobilista

 

Molti studi medici convenzionati con rinnovopatenti.it effettuano il pagamento dei bollettini al posto del cliente, anticipando la somma che poi il cliente paga al medico insieme alla parcella medica. 
Nel dettaglio costi, è sempre specificato se il costo dei bollettini è compreso oppure no.


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Di seguito i passaggi da effettuare per pagare sul portaledellautomobilista

 




 

 

 

 

 

 

 

 

Data di pubblicazione: 09-11-2021

Rinnovo patente scaduta da oltre cinque anni – Esperimento di guida.

C'è una importante novità che riguarda il rinnovo della patente, che interessa tutte quelle persone che, per vari motivi, non hanno potuto rinnovare la patente e che scoprono che la propria patente è già scaduta da tempo.

In passato, si considerava un tempo limite di 3 anni dopo la scadenza riportata sul documento di guida, oltre i quali la Motorizzazione, richiedeva di sostenere l'esame di revisione della patente.
 

Nel tempo sono intervenute diverse disposizioni da parte della Direzione Generale della Motorizzazione, in merito ai criteri da adottare nei casi di richiesta di conferma di validità di patenti di guida scadute.
 

Inoltre,  "le procedure adottate in materia dagli Uffici territoriali, hanno determinato, nel tempo, numerosissimi ricorsi gerarchici moltiplicazione del contenzioso, applicazione disomogenea sul territorio e posizione giurisprudenziale convergente sulla necessità di una valutazione puntuale circa l’effettiva persistenza dell’idoneità tecnica alla guida, impongono, nelle more di una evoluzione normativa al riguardo, di regolamentare in modo più dettagliato ed univoco la procedura di che trattasi, riducendo gli attuali margini di incertezza operativa che affliggono gli Uffici e disorientano l’utenza."
 

Stante quindi l’oggettiva esigenza di dare effettività e contenuto alla “verifica di persistenza dell’idoneità tecnica alla guida” si dispone che i titolari di patente di guida scaduta di validità da oltre cinque anni, che presentino agli UMC la richiesta di conferma di validità della patente, dovranno sostenere, preliminarmente alla conferma, una prova pratica di guida, classificata come “esperimento di guida” tesa ad accertare che il conducente abbia conservato i requisiti di idoneità tecnica alla guida (capacità di effettuare manovre e abilità di comportamento nel traffico).

 

La prova sarà calibrata sulla categoria di patente posseduta dall’interessato.

Nel caso in cui la patente comprenda più categorie, l’esperimento di guida si svolgerà secondo le modalità previste per la categoria di patente riportata nella seconda colonna della tabella che segue:

 

patente comprendente le categorie Esperimento/prova pratica di guida
 

CE e DE una di tali categorie

C (o C1) e DE categoria DE

CE e D (o D1) categoria CE

C1 (o C1E) e D categoria D

C e D1 (o D1E) categoria C

C e D una di tali categorie

C1E e D1E una di tali categorie

C1E e D1 categoria C1E

C1 e D1E categoria D1E

B (o BE) e una di queste categorie C1, C1E, C, CE, D1,

D1E, D, DE

per la categoria posseduta diversa dalla categoria B

(o BE)

A (o A1 o A2) e B (o BE) una di tali categorie

A (o A1 o A2) e B1 una di tali categorie

AM e A (o A1 o A2) categoria A (o A1 o A2)

AM e B (o B1 o BE) categoria B (o B1 o BE)

 

La durata della prova deve essere di almeno 15 (quindici) minuti per le patenti delle categorie AM, A1, A2, A, B1, B, BE e di almeno 25 (venticinque) minuti per le altre categorie.
 

Il candidato può presentarsi all’esame come privatista (con veicolo non munito di doppi comandi) o come allievo di autoscuola.

In ogni caso, a tutela della sicurezza e incolumità dell’esaminatore e degli altri utenti della strada, il candidato dovrà essere accompagnato da una persona, in qualità di istruttore, in possesso dei requisiti previsti dall’art. 122 comma 2 del CdS.
 

Per sostenere la prova pratica, il candidato dovrà presentare istanza utilizzando il mod. TT 746 corredata di attestazione di versamento di 16,20 euro su conto corrente postale n. 9001.
 

In caso di esito favorevole della prova pratica e, pertanto, una volta accertato il permanere del requisito di idoneità tecnica alla guida, la Motorizzazione potrà dare corso all’emissione del duplicato patente per conferma di validità con inserimento, nella maschera GE91, di un’apposita “informativa” circa la data e l’esito dell’esperimento di guida effettuato.
 

L’esito negativo dell’esperimento di guida che rafforza, quindi, il dubbio circa la persistenza del requisito di idoneità tecnica alla guida, comporta invece la necessità, per il conducente, di sottoporsi all’esame di revisione della patente.
 

La mancata richiesta di sottoporsi all’esperimento di guida da parte dei conducenti interessati comporta la necessaria emanazione del provvedimento di revisione della patente da parte della Motorizzazione

 

Data di pubblicazione: 26-10-2021

Sospensione della patente: quando si applica e cosa fare per riaverla

Per poter mettersi alla guida di un mezzo motorizzato serve la patente, ma occorre rispettare le norme del Codice della strada perché questa non venga sospesa o, in casi più gravi, ritirata.

 

In particolare, qui parliamo della sospensione della patente, cioè una sanzione accessoria temporanea che affianca quella amministrativa (la multa) e scatta in situazioni di infrazione del Codice di una certa rilevanza oppure quando l’automobilista perde momentaneamente i requisiti psicofisici necessari a portare un mezzo (in questo caso la sospensione dura finché l’interessato non produce una certificazione medica che attesti il recupero dei requisiti stessi).

 

Con la sospensione la licenza di guida viene “congelata” per un certo periodo di tempo durante il quale è vietato mettersi al volante.

 

Il Prefetto, ricevuta fisicamente la patente sospesa, ha tempo 15 giorni per inviare la notifica al guidatore titolare attraverso raccomandata.

 

QUANDO VIENE SOSPESA LA PATENTE

Il Codice della strada prevede casi specifici per la sospensione della patente, ciascuno con un diverso limite temporale a seconda della gravità dell’infrazione commessa. Ecco i principali.
 

  • Velocità eccessiva
    Se si superano i limiti di velocità tra i 40 e i 60 km/h la sospensione va da 1 a 3 mesi, per i neopatentati è aumentata da 3 a 6 mesi. Superando di oltre 60 km/h i limiti previsti l’interruzione alla guida sale da 6 mesi a 1 anno e in casi di recidiva è disposta la revoca della patente
  • Circolazione contromano e manovre pericolose
    Tra le manovre pericolose ci sono il passaggio con semaforo rosso, la mancata precedenza o il mancato rispetto di una segnalazione di un agente del traffico, in questi casi la sospensione va da 1 a 3 mesi. Nel caso di sorpasso vietato o pericoloso si va da 1 a 6 mesi
  • Guida in stato d’ebbrezza
    La sospensione varia in base al tasso alcolemico del conducente:
    da 3 a 6 mesi di sospensione nel caso di tasso alcolemico tra 0,5 e 0,8 a g/l
    da 6 mesi a 1 anno se il tasso è compreso tra 0,8 e 1,5 g/l
    da 1 a 2 anni nel caso fosse superiore a 1,5 g/l
    Bisogna ricordare che se si provoca un incidente la sospensione sarà pari a 2 anni
  • Guida sotto effetto di stupefacenti
    Lo stato di alterazione da droghe alla guida prevede una sospensione da 1 a 2 anni, anche nel caso in cui il conducente rifiuti gli eventuali accertamenti
  • Circolazione sulla corsia d’emergenza in autostrada
    Questo comportamento, al di fuori dei casi esplicitamente previsti dal Codice della strada, prevede una sospensione tra 2 a 6 mesi della patente
  • Incidente
    Se è provocato due volte in un biennio per mancata sostanza di sicurezza con danni ai veicoli la sospensione va da 1 a 3 mesi, aumenta fino a 2 anni in presenza di lesioni personali colpose e arriva a 4 in caso di omicidio colposo. Inoltre, se chi provoca l’incidente non si ferma a prestare soccorso lo stop alla guida può arrivare fino a 5 anni
  • Recidiva
    Se vengono commesse due violazioni uguali nel biennio. Per esempio, nel caso di superamento dei limiti previsti tra 40 e 60 km/h la sospensione va dagli 8 ai 18 mesi, oltre i 60 km/h c’è direttamente la revoca. Nel caso di utilizzo del cellulare alla guida lo stop è da 1 a 3 mesi. Invece per il mancato uso delle cinture di sicurezza è da 15 giorni a 2 mesi
  • Gare clandestine
    La partecipazione a questi “eventi” è punita con la sospensione da 1 a 3 anni della patente
  • Guida senza patente o documenti validi
    Se si guida senza patente valida (e non è possibile disporre il fermo del mezzo) o con carta di circolazione sospesa il fermo della patente va da 3 mesi a 1 anno, nel caso non si possegga l’abilitazione per la guida di un determinato mezzo lo stop è da 1 a 6 mesi.
  • Rifiuto di custodia
    Il rifiuto a custodire un veicolo sequestrato o utilizzarlo abusivamente prevede la sospensione da 1 a 3 mesi
  • Neopatentati
    Per questa categoria la sanzioni previste sono maggiormente severe. Per superamento dei limiti di velocità specifici da 3 a 6 mesi, con recidiva è aumentata da 8 a 18 mesi. Non è previsto limite di tasso alcolemico, vige la tolleranza zero. Per quanto riguarda il rispetto dei limiti di potenza e velocità massima dei veicoli destinati a questa categoria è prevista una sospensione da 2 a 8 mesi

 

 

Il Codice della strada prevede una possibilità di richiedere al Prefetto un permesso di guida limitato per ragioni di lavoro nel caso di patente sospesa. Si tratta di una soluzione della durata di sole 3 ore al giorno esclusivamente legate a motivi lavorativi e prevede l’aumento della durata totale della sospensione pari al doppio delle ore complessive autorizzate durante il suo periodo.

 

 

 

COME FARE RICORSO PER LA SOSPENSIONE DELLA PATENTE

Si può ricorrere contro la sospensione della licenza di guida impugnando il provvedimento nelle sedi opportune: presso la Prefettura entro 60 giorni dalla ricezione della notifica oppure rivolgendosi al Giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica stessa.

 

 

 

COME FARE PER RIAVERE LA PATENTE DOPO LA SOSPENSIONE

Ovviamente bisogna aspettare il decorso del periodo stabilito nell’ordinanza della Prefettura, poi sarà restituita dall’organo incaricato della notifica del provvedimento sanzionatorio (polizia locale o carabinieri).

 

Per seguire i tempi e i luoghi del ritiro della patente post-sospensione si può fare riferimento al servizio online ufficiale “Dov’è la mia patente”, dove sono presenti le informazioni specifiche relative alla procedura di rientro in possesso della licenza di guida stessa.

 

Inoltre, il documento può essere ritirato dal titolare o da una terza persona munita di delega scritta e fotocopia dei documenti d’identità del delegante.

Data di pubblicazione: 21-10-2021

Certificato medico per conseguimento,duplicato o conversione della patente di guida

Per il rilascio di una nuova patente di guida, che sia per un nuovo  conseguimento, che per il duplicato, la conversione, o la riclassificazione e revisione, è necessario presentare alla Motorizzazione, una certificazione sanitaria (dematerializzata) rilasciata da un medico certificatore autorizzato ed inserito in un apposito elenco del Ministero dei Trasporti.

In pratica, occorre sottoporsi ad  una visita medica presso un medico certificatore abilitato ai sensi dell'articolo 119 del cds per la verifica dell'idoneità psicofisica del candidato.

I medici certificatori, che sono medici della Polizia di stato, dei carabinieri, dell'Esercito, dei Vigili del Fuoco, della Guardia di Fianza e delle ASL, dovranno accertare che ci siano i prescritti requisiti  (di vista, di udito, di capacità motorie e di tutto quanto previsto dalla normativa vigente)



Documenti necessari per sottoporsi alla visita medica per il conseguimento della patente

•    attestazione di versamento di €16,00 (imposta di boll), da pagare su piattaforma PagoPa (leggi qui come pagare)

•    una foto recente formato tessera
 

•    il certificato anamnestico rilasciato da un medico di fiducia o dal medico curante che indichi le precedenti malattie dell'interessato ( necessario solo nel caso di conseguimento della patente. Per le altre visite, lo stato anamnestico, viene autocertificato dall'utente).


Al termine della visita il medico certificatore invia il certificato "dematerializzato", in formato elettronico, al Ministero dei Trasporti e rilascia una ricevuta all'interessato.

Per la richiesta di rilascio della patente presso l'Ufficio Motorizzazione civile occorre presentare la fotocopia della ricevuta della visita di idoneità psicofisica rilasciata dal medico, con data non anteriore a 3 mesi se la visita è effettuata da un medico monocratico, non anteriore a 6 mesi se è effettuata da una Commissione medica locale.

 

Certificato medico per rilascio patente: costi

Il costo del certificato medico, varia in funzione del medico che lo rilascia. In genere si va da un minimo di 25€ ad un massimo di 50€.

Alla parcella del medico, bisogna aggiungere i costi del certificato anamnestico, rilasciato dal medico curante), e l'imposta di bollo di 16€ da pagare attraverso la piattaforma PagoPa accessibile da ilportaledellautomobilista


Per prenotare una visita per il consegumento o duplicato della patente clicca qui
 

Data di pubblicazione: 17-10-2021

Certificato anamnestico per il rinnovo o per il conseguimento della patente

 

Per rinnovare o conseguire la patente di guida, è necessario sottoporsi ad accertamento sanitario da parte di un medico certificatore (abilitato ai sensi dell'articolo 119 del cds).

Questi sono medici della Polizia di Stato, dei Carabinieri, dell'Esercito, Guardia di Finanza, ASL, Vigili del Fuoco.

Prima di sottoporsi a questo tipo di visita, è necessario produrre il certificato anamnestico.


Cos'è il Certificato anamnestico

 

E' la certificazione rilasciata, di norma, dal medico curante, con la quale si certifica che l'anamnesi del paziente (il suo stato di salute), sia compatibile con la guida dei veicoli a motore.

In pratica 
è il documento che attesta l’idoneità del conducente a conseguire o rinnovare la patente di guida (di auto, moto e natanti) e che precede la visita del medico certificatore
Certifica  che il conducente non faccia uso di droghe, abuso di alcol e non abbia patologie ostative al rilascio o al rinnovo della patente di guida.


La certificazione anamnestica, già obbligatoria in passato, è stata reintrodotta con la Legge 29 luglio 2010 n. 120, in vigore dal 13 agosto 2010.

 

E' Il comma 2-ter della Legge 29 luglio 2010 n. 120 a definirlo:

 "Ai fini dell'accertamento dei requisiti psichici e fisici per il primo rilascio della patente di guida di qualunque categoria, ovvero di certificato di abilitazione professionale di tipo KA o KB, l'interessato deve esibire apposita certificazione da cui risulti il non abuso di sostanze alcoliche e il non uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, rilasciata sulla base di accertamenti clinico-tossicologici le cui modalità sono individuate con decreto del Ministero della salute, di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri.”.


Quali sono i dati che deve riportare il certificato anamnestico
 

Per ottenere la patente di guida, un giocatore di casino italiani online deve avere un certificato anamnestico di un medico. Il certificato contiene informazioni dettagliate sulla storia medica del giocatore nel casinò e aiuterà nell'ulteriore valutazione delle sue condizioni psicologiche e fisiche. I certificati anamnestici sono richiesti dalla legge italiana per molte attività, incluso il gioco d'azzardo sui siti dei casinò e anche per ottenere la patente di guida. Per ottenere un certificato anamnestico per qualsiasi amante del casinò, è necessario sottoporsi a una visita medica.

Il certificato anamnestico può essere descritto come una sorta di dichiarazione dello stato di salute, o di malattia, dell'individuo. In esso, infatti, devono essere obbligatoriamente presenti le seguenti informazioni:
 

  • Dati e generalità del paziente, quali:
    • Nome e cognome;
    • Luogo e data di nascita;
    • Codice fiscale;
    • Luogo e indirizzo di residenza.
       
  • Oggetto della certificazione, ossia perché il certificato anamnestico deve essere rilasciato:
    • Ad esempio, sul certificato anamnestico necessario per il rilascio della patente di guida, dovrà essere riportata una dicitura di questo tipo: "Certificato anamnestico preliminare per il successivo accertamento delle condizioni psicofisiche per il conseguimento della patente di guida, ai sensi dell'art. 119, comma 3, del D. Lgs. n. 285/92 come modificato dalla Legge n. 120/2010".
  • Presenza (attuale e pregressa) o assenza di condizioni morbose che possono costituire un pericolo e/o possono rendere l'individuo incapace di svolgere l'attività per cui il certificato anamnestico è richiesto. Nel dettaglio, le condizioni morbose di cui sopra consistono in:
    • Patologie dell'apparato cardiocircolatorio;
    • Patologie dell'apparato respiratorio;
    • Patologie emopoietiche e del sangue (ad esempio, leucemia, linfomi sindromi emofiliche, ecc.);
    • Patologie del sistema nervoso (come l'epilessia);
    • Disturbi psichiatrici ed eventuali trattamenti - pregressi o in corso - all'interno di strutture psichiatriche e/o con psicofarmaci;
    • Patologie endocrine;
    • Diabete;
    • Patologie dei reni e delle vie urinarie (ad esempio,insufficienza renale);
    • Disturbi e alterazioni dell'apparato uditivo;
    • Patologie dell'apparato visivo;
    • Alterazioni anatomiche o funzionali dell'apparato osteoarticolare;
    • Patologie oncologiche;
    • Malattie contagiose;
    • Presenza di protesi, specificandone la tipologia;
    • Presenza d'invalidità civile, specificandone il tipo e la percentuale;
    • Esecuzione di trapianto d'organo (deve essere indicata la data dell'esecuzione del trapianto e lo stato di salute dell'individuo al momento della redazione del certificato anamnestico).


Nota Bene: In caso di presenza di una o più dei sopra citati disturbi e patologie, il medico è tenuto a specificarne la tipologia nello spazio dedicato presente sul certificato.
 

  • Presenza pregressa di condizioni di dipendenzada sostanze soggette ad abuso (alcol, sostanze stupefacenti e/o psicotrope) e l'eventuale trattamento presso SERT (Servizi per le tossicodipendenza).
  • dati del medico, quali:
    • Nome e cognome;
    • Qualifica;
    • Struttura sanitaria di appartenenza.
  • Luogo e data del rilascio del certificato anamnestico;
  • Timbro e firma del medico.
     

Il certificato anamnestico, tuttavia, non deve limitarsi a riportare un elenco delle eventuali malattie di cui un individuo è affetto, ma deve anche segnalare fatti e comportamenti tenuti che potrebbero portare a conseguenze significative - incluse quelle di rilevanza giuridica e amministrativa - sia a carico dello stesso individuo sia a carico della collettività.

La valutazione di questi aspetti, infatti, può influenzare il giudizio finale circa l'idoneità dell'individuo allo svolgimento delle attività per cui il certificato anamnestico viene richiesto (ad esempio, attività lavorative, rilascio o rinnovo della patente di guida, ecc.).

 

Quali sono le patologie che possono ostacolare il rilascio della certificazione sanitaria

Come detto in precedenza, vi sono alcune  patologie che  possono costituire un ostativo al rilascio del certificato medico necessario a conseguire o rinnovare la patente di guida.

  • diabete mellito
  • problemi cardio-circolatori
  • epilessia
  • patologie uro-genitali
  • patologie del sangue
  • patologie articolati
  • patologie psichiche
  • patologie neurologiche
  • patologie endocrine
  • problemi alla vista
  • dipendenza da alcol e droghe.
     

Importante:  la presenza di una delle patologie indicate, non vuol dire che sia negato a priori il diritto ad ottenere la certificazione che consenta di conseguire o rinnovare la patente di guida.
E' il medico che,a seconda dei casi e della gravità della patologia, può decidere di avvalersi della consulenza di medici specialistici della materia oppure chiedere che la certificazione sanitaria venga rilasciata dalla Commissione medica locale

.

Quando è valido il certificato anamnestico
 

Ai fini della sua validità, il documento deve riportare le generalità dell’individuo che ne fa richiesta, la struttura sanitaria di appartenenza, l’oggetto del certificato stesso, la data e il luogo di rilascio, e la firma del medico che ha constatato l’idoneità fisica e psichica del soggetto a prendere o rinnovare la patente di guida. 

Per essere valido, il certificato non deve avere correzioni e abrasioni che ne compromettano la leggibilità o di sospetta contraffazione. Inoltre dev’essere, come ovvio, firmato.
 

Costi
 

Il costo da sostenere per il rilascio del certificato anamnestico può variare: si va da un minimo di 30€ ad un massimo che può arrivare a 150€.
 

Quanto tempo vale il certificato anamnestico
 

Il certificato anamnestico ha una durata di durata di 90 giorni  che decorrono dalla data di rilascio.
Passati i quali, sarà necessario sottoporsi a nuova visita medica.

 

Chi può rilasciare il certificato anamnestico
 

Per il conseguimento della patente, Il certificato anamnestico viene rilasciato,di norma, dal medico di famiglia. Tuttavia, può essere rilasciato anche da:

  • Medico legale dalla ASL (Azienda Sanitaria Locale) di appartenenza;
  • Medici abilitati del Sistema Sanitario Nazionale (SSN);

 

Rinnovo della patente
 

Per il rinnovo della patente invece, il certificato anamnestico viene compilato e firmato dal richiedente: si tratta infatti di una autocertificazione del proprio stato di salute.

Deve essere firmato in presenza del medico certificatore. Bisogna stare molto attenti a non dichiarare il falso: si rischia conseguenti pesanti anche dal punto di vista penale.

 

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Data di pubblicazione: 10-10-2021

Sarà più facile prendere la patente del camion nel Regno Unito, ma ancora niente conversione per gli

Il governo britannico ha deciso di riformare il sistema dei test per le patenti dei camionisti rendendolo più snello e veloce per porre rimedio alla penuria di autotrasportatori e alle conseguenti ridotte forniture in diversi settori, primo fra tutti quello dei supermercati, che da qualche tempo affliggono il Regno Unito soprattutto a causa della Brexit. Dopo alcuni incontri tra i funzionari ministeriali e le associazioni dei camionisti l'esecutivo britannico si prepara a introdurre una serie di modifiche. A partire dalla creazione di un esame unico per chi aspira alla patente C, quella dei mezzi pesanti, e per la patente E, riservata agli autoarticolati. Attualmente, devono passare 2-3 settimane tra l'esecuzione dei due test.
 

L'industria dei trasporti ha apprezzato la volontà del governo di snellire gli iter burocratici e ha affermato che la crisi delle forniture, che ha visto gli scaffali vuoti in certi supermercati del Paese e una minore offerta nei menù di alcune catene di ristoranti, è stata creata da una sorta di "tempesta perfetta". Fra le ragioni, l'esodo di autisti stranieri, tra cui molti italiani, dalla Gran Bretagna nel post-Brexit, una forza lavoro che invecchia e va in pensione e i problemi causati dai tanti camionisti finiti in isolamento a causa del Covid-19. Si è inoltre acuita la difficoltà a reclutare autisti, come è accaduto in altri Paesi, anche con la ripresa del dopo pandemia.
 

Ad aumentare le difficoltà britanniche c'è la Brexit. Infatti, dal 1° gennaio 2021, terminato il processo di transizione d'uscita dall'Unione Europea, le patenti rilasciate nel Regno Unito sono considerate extracomunitarie come comunicato con una circolare dell’8 gennaio 2021 dalla Direzione Generale della Motorizzazione italiana.

Per tali documenti, quindi, è ora necessario applicare le disposizioni previste per le patenti extracomunitarie e per il momento (fino a nuove disposizioni) non è possibile accettare domande di conversione delle patenti di guida britanniche da parte degli Uffici della Motorizzazione civile.
 

Allo stesso tempo si precisa che ogni istanza di conversione di patente di guida britannica, presentata entro il 31 dicembre 2020, deve proseguire regolarmente il suo iter e consentire il rilascio della patente di guida italiana, salvo ovviamente motivi ostativi.
 

Il nostro Ministero dei trasporti ha precisato che sono già in corso specifiche trattative con le autorità britanniche per poter ripristinare il reciproco riconoscimento delle patenti di guida, ai fini della conversione, tra l’Italia e il Regno Unito.

Data di pubblicazione: 02-10-2021

Dalle lanterne ai Matrix Led: l'evoluzione dei fanali

 

L'esigenza di illuminare la strada e segnalare la presenza di un veicolo sulla carreggiata è nata con la comparsa dei primi mezzi di locomozione.

Già nel Settecento le carrozze trainate da cavalli montavano vistose lanterne con candele all'interno.  Poi arrivarono le lampade al carburo, le stesse usate nelle miniere, fino alla comparsa dei fanali elettrici con lampadine a incandescenza introdotti dall'industria automobilistica nel 1908.

 

L'evoluzione iniziale fu lenta, mirava in particolare a ridurre le dimensioni dei fari e ad integrarne le forme nelle carrozzerie sempre più aerodinamiche. La presenza di due o più lampadine incastonate in eleganti  strutture cromate caratterizzava negli anni Cinquanta e Sessanta il diverso "livello" delle vetture, ma era ancora lontano l'utilizzo dei fari come oggetti di design in simbiosi con le forme. Intanto si affacciavano però soluzioni inedite, come l'assenza di contorni nei fanali della Fiat 127, che aveva i proiettori direttamente "incastrati" nel frontale.
 

Proprio verso la fine degli anni Sessanta cominciarono a comparire, sui modelli di maggior prestigio, i primi fari alogeni. Si notavano per il fascio di luce più bianca e un migliore rendimento luminoso grazie alle sostanze gassose contenute nel bulbo della lampadina a incandescenza. I fari  alogeni sono diventati, gradualmente, uno standard di riferimento per la maggior parte delle auto di alta gamma. Ma presto sono sbarcate sul mercato altre tecnologie innovative, come i fari allo xeno che hanno debuttato nel 1992. Ancora più performanti grazie al gas ultracompresso in una piccola camera di combustione in vetro di quarzo. Nel 1999 ulteriore evoluzione con la comparsa dei bixeno, capaci di assemblare anabbaglianti e luci di profondità in un'unica lampada.
 

Nel nuovo millenio la progressione della tecnologia legata ai sistemi di illuminazione ha avuto un'impennata. Ma i Led (light emitting diode) erano stati utilizzati già a partire dall'inizio degli anni ‘90 come terza luce di stop e dal 2004 sono diventati anche luci diurne. I primi fari Led High Performance di serie sono stati introdotti nel 2008 e ancora oggi caratterizzano i modelli top di gamma. I Led (Light Emitting Diode) sono semiconduttori (diodi) che fanno passare la corrente elettrica in una sola direzione ed emettono una luce priva di infrarossi e ultravioletti, accendendosi immediatamente. Questa tecnologia consente ai costruttori di realizzare proiettori molto potenti e dalle forme più fantasiose. Alla maggiore efficienza, si aggiungono così vantaggi sotto il profilo estetico.
 

Rispetto alle lampadine ad incandescenza con filamento e allo xenon, i Led offrono una capacità luminosa superiore, inoltre riducono il consumo energetico e dunque anche la CO2. Elemento non trascurabile, visto che le luci diurne (Drl) restano sempre accese. Nei test inoltre è stata rilevata una durata di 10-15 volte superiore allo xenon.
 

I sistemi di illuminazione delle vetture moderne sono diventati anche "intelligenti", grazie all'intervento di specifici software che ne gestiscono l'utilizzo. E' importante, ad esempio, illuminare una curva che si sta per affrontare, e qui l'importanza dei "fari adattivi" è evidente. Le auto più sofisticate li hanno già sperimentati con i proiettori allo xenon, ma ora con i Led si può raggiungere una perfezione prima inimmaginabile. I sensori che azionano piccoli "motorini" orientano il fascio luminoso all'altezza corretta durante i trasferimenti di carico e all'interno della svolta quando si curva. Una telecamera gestisce anche la perfetta illuminazione della strada senza abbagliare chi si incrocia: il sistema riconosce gli altri veicoli e ne esclude l’abbagliamento.
 

I più recenti e sofisticati proiettori Matrix Led offrono prestazioni sorprendenti. Fuori dall'area cittadina, i fari anteriori a matrice attivano automaticamente la modalità abbagliante e regolano continuamente la lunghezza e la distribuzione del cono di luce, in autostrada come su strade extraurbane. I segmenti Led (fino a 168 distribuiti sui due fari) si adattano rapidamente alla situazione del traffico. Singoli Led possono essere spenti in pochi  millisecondi.
 

L’intensità luminosa dei segmenti a matrice più interni aumenta in funzione dell’angolo di sterzata, per aumentare l’illuminazione della curva. I Led Matrix montati, per esempio, sulle ultime Opel, possono illuminare la strada fino a 400 metri di distanza e sono in grado di rilevare (e segnalare al guidatore) la presenza di pedoni o animali nascosti nel buio, invisibili all'occhio umano.
 

Quale sarà la prossima frontiera? Per i tecnici sono le enormi possibilità offerte dai laser, che danno una luce ancora più potente (luminosità 4 volte superiore ai Led) con fasci attivi fino a 600 metri. Il sistema Larp (Laser Activated Remote Phosphor) di Bmw è dotato di un diodo laser che genera un flusso puntiforme di pochi micron. La luce viene percepita come blu dall'occhio umano ed è convertita in luce bianca attraversando un fluorescente (fosforo giallo). Questa soluzione permette anche di avere proiettori di dimensioni minuscole.
 

La sperimentazione prosegue e se ne avvantaggerà anche la sicurezza. Gli ingegneri di Ford Research e Advanced Engineering Europe stanno testando una tecnologia che utilizza i dati di localizzazione in tempo reale per mostrare in modo efficace la strada da percorrere. Il sistema di fari intelligenti predittivo indirizza i fasci su angoli imminenti della strada ancora prima che i conducenti possano vederli, illuminando i pericoli e gli altri utenti in modo più rapido ed efficace. Il prototipo del sistema di illuminazione avanzato utilizza dati di localizzazione Gps, tecnologie avanzate e informazioni accurate sulla geometria stradale per identificare con precisione le curve. Un algoritmo calcola traiettoria e velocità del veicolo per regolarne proattivamente la direzione dei fari, fornendo una copertura ottimale della luce di curve, incroci e pericoli in agguato dietro l'angolo.



A cura di Piero Bianco

Data di pubblicazione: 25-09-2021

Duplicato patente per furto o smarrimento



Cosa fare in caso di smarrimento, furto, distruzione patente
 


1) Step: denuncia agli organi di polizia


Nel caso di smarrimento, furto, distruzione della patente, per poterne  ottenere il duplicato,  è necessario sporgere denuncia presso gli organi di polizia.

Questa operazione deve essere fatta dall'intestatario del documento di guida entro 48 ore dal momento in cui si accorge di aver smarrito oppure gli è stata sottratta la patente di guida.
Quando si sporge denuncia è necessario avere con se:

- un documento di identità valido (carta di identità o passaporto)

- due fototessera.


Se non si ha la possibilità di recarsi presso i carabinieri o la polizia locale si può sporgere la denuncia online tramite il sito https://extranet.carabinieri.it/DenunciaViaWeb/

NB. la denuncia sporta on line va poi completata e confermata recandosi personalmente presso le autorità di Polizia.  

Pertanto, compilato il form sul sito https://extranet.carabinieri.it/DenunciaViaWeb/, con tutti i dati richiesti si dovrà stampare la richiesta di denuncia presentata on line per poterla consegnare presso una stazione dei carabinieri.


Permesso provvisorio di guida

Completata la denuncia, gli organi di Polizia rilasceranno un permesso provvisorio di guida che vale 90 giorni e con il quale sarà possibile circolare in attesa del duplicato.
Il permesso provvisorio di guida consente di guidare su tutto il territorio Nazionale, ma non all'estero.

Importante: dal momento del rilascio del permesso provvisorio, la patente di cui si è denunciato lo smarrimento o il furto, non è più valida, quindi,  in caso di ritrovamento o restituzione, deve essere distrutta.

Cosa succede se lo smarrimento o il furto avviene all'estero
Se lo smarrimento o il furto della patente avviene mentre ci si trova all'estero, la denuncia può essere presentata presso le autorità di Polizia locali: quando si torna in Italia però, la precedente denuncia deve essere ripetuta presso le autorità di Polizia Italiane.

 

Dove fare il duplicato della patente per furto
Al momento della denuncia, l'organo di Polizia verifica se il documento è duplicabile d'ufficio (la richiesta alla Motorizzazione viene inoltrata telematicamente dalle forze di Polizia)  oppure se il duplicato dovrà essere richiesto " manualemnte" dall'interessato ad un Ufficio motorizzazione civile.

 

Patente duplicabile d'ufficio
Se, al momento della denuncia, la patente risulta "duplicabile d'ufficio" occorre presentare all'organo di Polizia 2 fotografie uguali, formato tessera: l'organo di polizia invia la richiesta di duplicato al Ministero e rilascia un permesso provvisorio di guida. Successivamente il nuovo documento di guida, viene spedito all'indirizzo di residenza dell'intestatario con posta assicurata, al costo di € 10,20 più le spese postali da pagare al postino che effettua la consegna.
Se il duplicato non arriva entro 45 giorni dal permesso provvisorio rilasciato dall'organo di Polizia, occorre contattare:

•    numero verde 800232323, disponibile dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20, e il sabato dalle 8 alle 14, con un operatore, per conoscere il numero dell'assicurata con la quale è stata spedita la patente

•    email:  uco.motorizzazione@mit.gov.it: nell'email occorre specificare nome, cognome, luogo e data di nascita, numero patente.
 

Patente non duplicabile d'ufficio

 Se la patente risulta "non duplicabile" al momento della denuncia
oppure se, dopo il tentativo di consegna, l'Ufficio postale ha restituito il duplicato della patente al Ministero per errori nell'indirizzo del destinatario o per compiuta giacenza postale
l'interessato deve fare la richiesta di duplicato presso un Ufficio Provinciale della motorizzazione civile.
 


Documentazione da portare in Motorizzazione

1)  domanda su modello TT 2112
Il modello TT2112 è disponibile:

o    allo sportello dell'ufficio Provinciale della Motorizzazione, oppure
o    online sul Portale dell'automobilista

2)         denuncia di smarrimento, furto o distruzione della patente
            (la denuncia presentata alle Autorità estere deve comunque essere reiterata agli organi di            polizia italiani) 
3)         attestazione del versamento di € 10,20 sul c/c 9001
            (bollettino prestampato in distribuzione presso gli uffici postali e gli uffici motorizzazione)
4)         2 fotografie uguali, formato tessera, di cui una autenticata
5)         originale e fotocopia di un valido documento di riconoscimento
6)          originale del permesso provvisorio di guida rilasciato dagli organi di polizia. 


 

Documenti aggiuntivi per pratiche di motorizzazione presentate da cittadini extracomunitari

 

I cittadini extracomunitari che presentano domande per pratiche relative a patenti o veicoli devono aggiungere i seguenti documenti oltre agli altri previsti dalla procedura, sia al momento della richiesta, sia quando ottengono il provvedimento:

•          permesso di soggiorno originale in visione e in fotocopia oppure in copia autenticata o in copia semplice con dichiarazione sostitutiva di atto notorio di conformità all'originale

oppure

•          carta di soggiorno originale in visione e in fotocopia

•          se l'interessato è in attesa del rinnovo per scadenza o del primo rilascio del permesso di soggiorno deve presentare la fotocopia del documeno di identità e, a seconda dei casi,

o          fotocopia della ricevuta della richiesta di primo rilascio (ottenuta dall'ufficio postale oppure dalle competenti autorità di polizia)

o          fotocopia della ricevuta della richiesta di rinnovo (ottenuta dall'ufficio postale oppure dalle competenti autorità di polizia) e fotocopia del permesso di soggiorno scaduto

 

Presentazione domanda per pratica di motorizzazione tramite delega
 

La domanda per una pratica allo sportello dell'Ufficio motorizzazione civile può essere presentata, oltre che dal diretto interessato, anche da una persona delegata.

La persona delegata deve avere:

•          delega in carta semplice firmata dal titolare della domanda

•          proprio documento di identità originale

•          copia del documento di identità del titolare della domanda (delegante)

 

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Data di pubblicazione: 13-09-2021

Navigatore e sicurezza di guida

Ormai è uno strumento irrinunciabile per i viaggi, in città o fuori, alla scoperta di nuove destinazione. Il navigatore è entrato nelle nostre vite con la stessa irruenza degli smartphone.

E ci semplifica molto la quotidianità, a patto di usarlo con intelligenza e non subire passivamente gli ordini impartiti da una voce meccanica non sempre gradevole.

Fino a qualche anno fa il navigatore in auto era un optional intrigante e costoso, specchio del lusso, oggi invece anche i modelli meno sofisticati lo offrono a condizioni vantaggiose. Nel frattempo la tecnologia è evoluta, e quindi è anche possibile "importare" in vettura (tramite i sistemi Apple Car Play e Android Auto) i servizi del nostro navigatore personale integrato nel cellulare (basta una app).

Avere un assistente vocale, insomma, è diventato più semplice. E sarà assolutamente indispensabile in futuro, quando ci dovrà indicare le più vicine stazioni di ricarica per vetture elettriche.

Sono ancora frequenti tuttavia i casi di automobilisti che sono finiti in situazioni imbarazzanti (e pericolose) proprio perché lì li aveva mandati il navigatore. In un fosso, addirittura in un lago, sovente in una strada senza sbocchi. Possibile? Sì. Non tanto per deficit tecnologici, che sono rarissimi, quanto piuttosto per la nostra incapacità di impartire informazioni corrette al navigatore. Abbiamo sempre fretta, nessuno di noi controlla ogni volta le impostazioni di base, inseriamo la destinazione e via.

Proprio questa mancanza di cautela determina a volte i guai, includendo percorsi speciali che sovente non sono ideali, o escludendo quelli più agevoli. Il più breve, ad esempio, non è sempre il migliore: può condurre a volte in stradine quasi impraticabili.

I produttori di navigatori per l'automotive sono numerosi, non solo i colossi TomTom e Garmin. Va però precisato che i sistemi integrati nella vettura necessitano di aggiornamenti frequenti, perchè le condizioni delle strade variano spesso. Quelli non "in rete", cioè supportati da una mappa originale e non da un sistema "online" tramite wi-fi, non ci aiutano inoltre ad evitare gli ingorghi. Perché non possono sapere se un tratto lungo il percorso è bloccato, magari a causa di un incidente. In compenso sanno riposizionarsi rapidamente se noi ignoriamo le istruzioni che il navigatore stesso ci impartisce. E questo è rassicurante.

Ma come funzionano i navigatori satellitari?  Sono dispositivi elettronici digitali che ricevono il segnale radio satellitare GPS (Global Positioning System) e leggono un sistema di database stradale. I più moderni sfruttano la tecnica della navigazione "turn by turn" grazie a un algoritmo basato sulle mappe in memoria integrate da ulteriori dettagli sulle strade (nuove, meno conosciute, non memorizzate, sensi unici ecc.) presi da internet, insieme a informazioni sulla viabilità o sui controlli elettronici di velocità. Funzione, quest'ultima, davvero preziosa per evitare multe.Il navigatore adotta un sistema di triangolazione che determina la posizione di un corpo in un punto qualsiasi del globo basandosi sui dati presenti riguardo la distanza da almeno tre punti distinti (necessita dunque la comunicazione costante con tre satelliti diversi), permettendo un calcolo molto preciso sulla posizione.

Sulle auto di prestigio, i display touch in plancia sono diventati spettacolari e giganteschi. Non va apprezzato soltanto il lato estetico dell'evoluzione: avere la mappa e le informazioni davanti agli occhi aiuta a distrarsi meno.

In ogni caso, impostiamo la funzione vocale, perché quando si guida sentire è sempre meglio di guardare.


 

A cura di Piero Bianco

Data di pubblicazione: 08-09-2021

Duplicato patente per deterioramento

Quando la patente di guida è deteriorata, rotta o illeggibile, va richiesto il duplicato patente per deterioramento.

Nello specifico il duplicato 
va richiesto quando non sono leggibili:

  • estremi di riconoscimento del documento
  • dati anagrafici del titolare
  • data di scadenza
  • fotografia del titolare

 

Dove bisogna inoltrare la richiesta di duplicato della patente per deterioramento
 

La richiesta di duplicato della patente per deterioramento, deve essere presentata presso un Ufficio della motorizzazione civile oppure presso una scuola guida

 

Documentazione necessaria per richiedere il duplicato della patente per deterioramento

 

  • domanda su modello TT 2112. Il modulo è disponibile presso

 

  • attestazione del versamento di € 10,20 pagati sul c/c 9001
    (il bollettino prestampato è in distribuzione presso gli uffici postali e gli uffici motorizzazione)
  • attestazione del versamento di € 32,00 pagati sul c/c 4028;
    (il bollettino prestampato è in distribuzione presso gli uffici postali e gli uffici motorizzazione) 
  • fotocopia completa (fronte-retro) della patente e originale in visione;
     
    • 2 fotografie uguali, formato tessera, di cui una autenticata: la foto può essere autenticata all'anagrafe, da un Notaio oppure direttamente presso lo sportello della Motorizzazione dove si presenta la pratica.
       

Inoltre:

  • se la patente è scaduta di validità o scadrà entro 6 mesi dalla data di presentazione della domanda è necessario presentare:
     

Cosa devono fare in più i cittadini extracomunitari

 

I cittadini extracomunitari che presentano domande per pratiche relative a patenti o veicoli presso la Motorizzazione, oltre al resto della documentazione prevista, devono aggiungere i seguenti documenti: 

  • permesso di soggiorno originale in visione e in fotocopia oppure in copia autenticata o in copia semplice con dichiarazione sostitutiva di atto notorio di conformità all'originale
    oppure
  • carta di soggiorno originale in visione e in fotocopia
  • se l'interessato è in attesa del rinnovo per scadenza o del primo rilascio del permesso di soggiorno deve presentare la fotocopia del documeno di identità e, a seconda dei casi,
    • fotocopia della ricevuta della richiesta di primo rilascio (ottenuta dall'ufficio postale oppure dalle competenti autorità di polizia)
    • fotocopia della ricevuta della richiesta di rinnovo (ottenuta dall'ufficio postale oppure dalle competenti autorità di polizia) e fotocopia del permesso di soggiorno scaduto
  • La documentazione aggiuntiva va presentata sia al momento della richiesta, sia al momento del ritiro del nuovo documento di guida.
     

Cosa bisogna fare per delegare un'altra persona alla presentazione della domanda di duplicato per deterioramento della patente
 

Quando la domanda non può essere presentata dal diretto interessato, La pratica può essere presentata allo sportello dell'Ufficio motorizzazione civile,  anche da una persona delegata.
 

La persona delegata però deve avere:

  • delega in carta semplice firmata dal titolare della domanda
  • proprio documento di identità originale
  • copia del documento di identità del titolare della domanda (delegante)
Data di pubblicazione: 24-07-2021

Scadenza patente: controlliamola prima di viaggiare

Una delle scdenze che preoccupano gli automobiisti, è quella della patente di guida.
Ma come faccio a sapere quando scade la mia patente?

La scadenza della patente è indicata al punto 5 del documento

 

 

La situazione Covid però, ha generato una serie di rinvii che l'utenza fa fatica a ricordare. 

Cerchiamo di fare un riassunto:

Ad oggi, per circolare in Italia, le patenti di guida italiane che scadono:

- tra 31 gennaio 2020 e 29 dicembre 2020, sono valide fino al 29 ottobre 2021 (fino al novantesimo giorno successivo alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza sanitaria, attualmente fissata al 31 luglio 2021)
- tra 30 dicembre 2020 e 30 giugno 2021, sono valide fino a 10 mesi dopo la scadenza normale
tra 1 e 31 luglio 2021 sono valide fino al 29 ottobre 2021 (novantesimo giorno successivo alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza sanitaria, attualmente fissata al 31 luglio 2021).

Per circolare negli altri Paesi membri dell’UE le patenti di guida rilasciate in Italia, con scadenza
- tra 1° febbraio 2020 e 31 maggio 2020 sono valide fino a 13 mesi dopo la scadenza normale 
- tra 1° giugno 2020 e 31 agosto 2020 sono valide fino al 1° luglio 2021
- tra 1° settembre 2020 e 30 giugno 2021 sono valide fino 10 mesi dopo la scadenza normale

 

Infine, se utilizzate come documenti di riconoscimento, le patenti italiane con scadenza dal 31 gennaio 2020 sono valide in Italia fino al 30 settembre 2021, all’estero fino alla data di scadenza indicata nel documento.

 

E' bene ricordare comunque, che la patente è rinnovabile in qualsiasi città Italiana, indipendentemente dalla residenza, pertanto collegandovi al nostro sito

www.rinnovopatenti.it


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Al termine della prenotazione riceverai una mail di conferma di avvenuta prenotazione.

 

Dopo la visita la nuova patente, formato card, verrà recapitata dalla Motorizzazione in 3-5 giorni lavorativi successivi alla visita.
Nel frattempo, si potrà circolare (ma solo in Italia), con il documento sostitutivo rilasciato dal medico al termine della visita.

Data di pubblicazione: 23-06-2021

Apnee notturne e rinnovo patente

Il Decreto del Ministero della Salute del 3 febbraio 2016 detta gli indirizzi medico-legali da osservare per l’accertamento dell’idoneità alla guida dei soggetti affetti da disturbi del sonno da apnee ostruttive, o sospettati di essere affetti da tale malattia.
 

Le procedure sono distinte tra quelle per la valutazione del Medico Monocratico (medici legali ASL, delle Forze Armate e della Direzione Sanità delle Ferrovie, che visitano da soli nei loro ambulatori o nelle autoscuole) e quelle per i medici componenti le Commissioni Medico Locali delle ASL.
 

In entrambi i casi i medici sono chiamati a verificare se il soggetto candidato alla guida soffre di Apnee Ostruttive del Sonno.
 

Viene inoltre indagata la presenza e la gravità di eventuali comorbilità che già di per sé possono rendere inabili alla guida in base al loro grado di non compenso in base alle terapie seguite dai pazienti (ipertensione arteriosa farmaco-resistente, aritmie cardiache, diabete mellito tipo 2, cardiopatia ischemica, eventi ischemici cerebrali, broncopneumopatie).
 

Nel caso le patologie su indicate come possibili comorbilità non ci siano, la sostanza della valutazione resta nella verifica se residui o no, durante lo stato di veglia giornaliero, una sonnolenza tale da impedire o rendere comunque insicura la guida di autoveicoli.
 

Gli strumenti per tale valutazione sono simili sia per il medico monocratico che per le CML.
 

Vengono usati test per la misurazione della sonnolenza residua ovvero il test “Sonnolenza Diurna” o il test “Questionario sulla Sonnolenza di Epworth” da cui possono derivarsi punteggi che misurano o l’assenza di questo disturbo o il grado leggero o grave di sonnolenza residua.
 

Altro metodo è il Test dei Tempi di Reazione con il quale si misura la rapidità di risposta alla percezione di stimoli visivi o uditivi con la formulazione di un punteggio che riflette il livello di Vigilanza di ciascun soggetto.
 

  • Assente o Lieve e quindi poter riconoscere la persona come idonea alla guida anche senza limitazioni di tempo o modalità, per basso rischio.
  • Di entità Media con la possibilità di idoneità alla guida con limitazione nel tempo per la necessità di mantenere controlli più ravvicinati.
  • Di entità Elevata con la impossibilità di giudicare il soggetto idoneo alla guida.
     

I soggetti con Apnee del Sonno possono in ogni caso documentare l’assenza di sonnolenza residua fornendo ai medici valutatori il modello in Allegato 4 del Decreto Ministeriale già citato compilato dallo specialista che li ha in cura. Va precisato che la stesura del Modello Allegato 4 è possibile solo dallo specialista curante di struttura pubblica.
 

In questo modello devono essere riportati i dati anagrafici dell’interessato, il tipo di terapia prescritta per annullare gli effetti delle Apnee e la costanza con la quale il soggetto la segue (compliance), i metodi di controllo dell’efficacia della terapia stessa e soprattutto il livello di Sonnolenza Residua nelle tre possibilità di Migliorata, Non migliorata, Assente.
 

E’evidente che l’attestazione di assenza di sonnolenza porterà ad un giudizio positivo per l’idoneità alla guida sia da parte dei medici monocratici che da quelli delle CML nel caso non ci siano altre comorbilità controindicanti la guida.
 

Nella realtà, a dispetto di quanto disposto dalla norma, moltissimi pazienti con OSA vengono ancora avviati alle CML dai medici monocratici anche quando non abbiano sonnolenza o questa sia lieve, spesso con la motivazione che solo le CML potrebbero dare limitazioni nel tempo di validità necessarie per opportunità di controlli più ravvicinati nel tempo.
 

Questa motivazione però avrebbe potuto essere valida fino allo scorso 1° giugno 2019 quando è entrato in vigore il Decreto del Presidente della Repubblica  del 28 marzo 2019,n.54 che, modificando precedenti norme e riferendosi a tutti i medici certificatori, anche a quelli monocratici, attribuisce “al Medico Visitatore” (non a caso viene usato il singolare) la possibilità di dare limitazione nel tempo alla idoneità alla guida unitamente all’obbligo di rilasciare al visitato una Attestazione scritta con i motivi per i quali si prescrive una limitazione nel tempo o una non idoneità.
 

C’è comunque da registrare una non completa condivisione di questa norma da parte dei medici legali che rilevando in essa una non completa chiarezza, a loro parere, auspicano una precisazione ulteriore a livello normativo.
 

Questa attestazione scritta però, tra l’altro potrà servire all’interessato in caso di ricorso avverso il giudizio nei modi consentiti dall’ordinamento attuale.

 

Ricordiamo che la procedura di eventuale ricorso in vigore prevede la cosiddetta Visita in Autotutela che si può effettuare prenotandosi presso le Unità Sanitarie Territoriali della Direzione Sanità di Rete Ferroviaria Italiana, presenti in quasi tutti i capoluoghi di regione. Questa possibilità è prevista anche dopo la semplice visita del medico monocratico, non solo dopo la visita effettuata da una CML.

 

Per chi si appresta a rinnovare una patente di guida è importante inoltre sapere che se riconosciuto invalido da una ASL perché affetto da OSAS (procedura necessaria per avere in comodato d’uso una C-pap) potrebbe al momento della visita di idoneità per guida trovare nella procedura informatica al momento in vigore un ostativo che non permetterebbe al medico monocratico di procedere.

 

Questo perché i medici legali ASL hanno l’obbligo per legge di segnalare alla Motorizzazione Civile se una persona è affetta da una patologia che potrebbe controindicare la guida. Non sempre questa segnalazione giunge alla Motorizzazione ma è da tenerlo presente e possibilmente verificarlo prima con le figure che possono accedere al Portale dell’Automobilista ovvero al sito informatico della Motorizzazione, ad esempio tramite le Autoscuole.

 

In questo periodo epidemico per il virus Covid 19 i pazienti affetti da OSA hanno una ulteriore difficoltà (per la verità valida per tutti i pazienti con patologie croniche) nel non poter accedere senza lunghissime attese a visite di controllo presso gli ambulatori specialistici ospedalieri da cui sono seguiti. Ne deriva, oltre a una rallentata procedura diagnostica di per sè già grave, anche una difficoltà a ricevere l’attestazione dell’Allegato 4 che abbiamo visto essere essenziale nei casi di rinnovo patente di guida. In questo caso si rivela ancor più indispensabile la Telemedicina con la possibilità di scaricare anche a distanza dalla scheda elettronica delle C-pap il report di utilizzo. Gli specialisti curanti potrebbero, anche senza far presenziare il paziente, compilare e spedire loro l’Allegato 4.

 

Vorremmo che questa occasione faccia meditare i dirigenti ASL e convincerli sempre di più a fornire apparecchiature moderne ai pazienti con queste possibilità telematiche .

 

In realtà gli stessi report forniti dalle schede delle C-pap potrebbero essere considerati delle valide relazioni cliniche da parte degli stessi medici valutatori sia monocratici che componenti le CML.

Data di pubblicazione: 08-06-2021

Gli esami di idoneità al conseguimento della patente 2020: tutti i numeri e le curiosità

Il 2020 è stato l'anno orribile del mercato automobilistico, con un calo delle immatricolazioni in Italia del 27,93% a causa del coronavirus (1.381.496 veicoli nuovi targati contro 1.916.949 dell'anno precedente). Ma c'è una connessione diretta tra la crisi del mercato e gli esami per il conseguimento delle patenti di guida? Il dato è altrettanto negativo? Risposta inequivocabile: la pandemia ha provocato un considerevole calo, se non proprio un crollo.
 

Il dato emerge dalle recenti statistiche fornite dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, elaborate dalla Direzione Generale della Motorizzazione.
 

Va ricordato che, a partire dal nuovo secolo, il picco massimo di esami si è registrato nel 2004 con 2.492.090 candidati, poi è seguito un calo progressivo e altalenante: nel 2011 si sono fatti 1.805.212 esami, l'anno dopo 1.645.978, cui è seguita una debole ripresa per stabilizzarsi poco sotto ai due milioni.  Fino ai dati molto negativi degli ultimi due anni.
 

Nel 2019, in Italia, si sono svolte 1.942.083 prove di esame (il 96,5% dei candidati erano allievi di autoscuola) con 1.489.279 risultati idonei sommando le prove di teoria e guida. Il 76,43% dei candidati hanno dunque conseguito la patente, mentre 457.804 (il 23,57%) sono stati respinti.
 

Vediamo ora i dati del 2020, elaborazioni statistiche riguardanti l’attività svolta dagli uffici periferici del Dipartimento per i Trasporti Terrestri. Come per gli anni precedenti, l’attenzione è stata rivolta specificamente alle prove d’esame suddivise in base alle modalità di presentazione delle domande (privatisti, autoscuole), alle diverse categorie di patente (A-B-C-D-E-Speciali) al tipo di esame (teoria, guida), agli esiti degli esami (idonei, respinti) e al sesso dei candidati. Va ricordato che dal gennaio 2013, i Certificati di Idoneità alla Guida per ciclomotori (C.I.G.) sono stati equiparati a vere e proprie patenti, dando luogo alla categoria AM.
 

Lo scorso anno hanno affrontato complessivamente le prove d'esame (teoria o guida) 1.495.626 candidati, di cui 1.448.072 iscritti alle autoscuole (il 96,82%) e 47.554 privatisti. Il totale degli idonei è stato di 1.185.953, che rappresenta il 79,29%. Un dato leggermente migliore rispetto a quello dell'anno prima. Da notare che la stragrande maggioranza di idoneità riguarda le cosiddette "patenti inferiori" (A-B-BE-AM-AS-BF) che hanno promosso 833.471 uomini e 606.056 donne.
 

Qual è lo scoglio più grande da superare per i candidati? Anche qui le curiosità non mancano. Come in passato, anche nel 2020 la prova di teoria è risultata la più difficile da superare, respingendo il 29,17% dei candidati (228.250) con una maggior incidenza di donne. Mentre nelle prove di guida sono stati respinti soltanto l'11,42% dei candidati (81.423 contro 631.608 promossi). Dalle autoscuole proviene l'88,84% dei 617.245 candidati idonei alle prove di guida, tra i privatisti la percentuale scende al 78,6%.
 

Come detto, la categoria AM riguarda i guidatori di quadricicli, mezzi sempre più diffusi. In questo segmento hanno affrontato l'esame di teoria 65.918 candidati, di cui 51.259 promossi (il 77,76%). Alla prova di guida si sono presentati in 47.413, con una percentuale di idonei del 92,17% (43.699 candidati).
 

Altre curiosità riguardano i titolari di patente nati all'estero. Impegnati negli esami dell'anno scorso 23.754 candidati nati nei paesi dell'Unione Europea, ma il record appartiene ai 27.522 provenienti dall'Est Europa. Poi 10.309 che arrivano dall'Africa mediterranea, 13.443 dal resto dell'Africa, 14.174 dall'America centrale e meridionale, 736 dall'America settentrionale, 18.842 dall'Asia, 229 dell'Oceania. Curiosamente, tra i candidati provenienti da queste ultime sei regioni risultano in forte maggioranza le donne (addirittura il doppio rispetto agli uomini le asiatiche, tre volte di più le africane).
 

L'ultima statistica riguarda proprio le autoscuole. Dove ce ne sono di più? Non sempre la proporzione è aritmetica nel raffronto con la popolazione. Il record assoluto appartiene alla Lombardia, con 936 autoscuole operanti; al secondo posto del podio la Sicilia con 693, seguita da Veneto (607), Lazio (594), Puglia (488) e Piemonte (455). Maglia nera alla Valle d'Aosta, con appena 9 autoscuole.

 

Data di pubblicazione: 16-02-2021

Sicurezza stradale: c'è correlazione tra gli incidenti ed il colore dei veicoli?

Nel 2016, la nota società statunitense Axalta Coating Systems ha condotto le ultime indagini sull’indice di gradimento dei colori delle autovetture da parte degli automobilisti, pubblicando il Global Automotive 2016 Colour Popularity Report. Ciò che ne è risultato è che sia il colore bianco (37% delle preferenze) a dominare il podio per il sesto anno di fila nella classifica su scala globale, seguito dal color nero (con il 18% delle preferenze), il quale però rimane la prima scelta degli europei. Nel report è stato posizionato al terzo posto, in ex-equo, i colori grigio e argentato (con l’11% delle preferenze). Esiste, dunque, una chiara attrazione per le tinte neutre da parte degli automobilisti di tutto il mondo, alle quali sono seguite i colori rosso, blue, beige e verde. Ovviamente, ogni area geografica ha la sua preferenza di colore, la quale è spesso sancita dalla moda, dalla cultura locale e/o dalle numerose tradizioni. La scelta della vernice di un’automobile, tuttavia, non deve essere condizionata solo dal gusto personale del conducente o dalla moda del momento, perché dei recenti studi hanno dimostrato l’esistenza di una correlazione tra i colori delle auto e dell’incidentalità a essi collegati.

Non tutti i colori sono ugualmente distinguibili in diverse condizioni di visibilità. Esistono colori che all’occhio umano risultano essere più semplici da percepire e non è un caso, infatti, che i giubbotti catarifrangenti siano di colore rosso, giallo o arancione. È da questa premessa che è iniziata un’indagine, da parte della Monash University di Melbourne, sull’esistenza, o meno, di un tipo di tinteggiatura della carrozzeria più visibile all’occhio umano e, dunque, più sicuro su strada. Lo studio del 2007, “An investigation into the relationship between vehicle colour and crash risk”, ha preso in esame circa 855 mila incidenti avvenuti dal 1987 al 2004 ed ha messo in evidenza il fatto che la sicurezza stradale sia effettivamente collegata alla tinta della carrozzeria della macchina. Più nello specifico, è stato dimostrato come le vetture dai colori con un indice di visibilità più basso (il nero, il blue, il grigio, il marrone e il verde) sono maggiormente soggette a incidenti stradali. Per contro, si osserva una netta riduzione dei numeri degli incidenti stradali quando le auto sono caratterizzate da colori maggiormente percettibili come il giallo, il rosa, l’azzurro, il rosso e le tinte metallizzate. È interessante sapere che è stato il bianco a risultare il colore più sicuro in assoluto.

Bisogna, tuttavia, prestare attenzione al fatto che gli studi che hanno cercato di approfondire questa tematica sono attualmente pochi e che ogni incidente ha una propria particolarità. Dunque, per quanto i dati statistici dicano che ci siano maggiori possibilità di sinistri stradali per i conducenti di auto dalle tinte più scure, è opportuno essere cauti nell’esaminare la correlazione tra sicurezza stradale e colore dell’auto. Infatti, nel caso (estremo) in cui, tutti gli uomini un giorno dovessero decidere di acquistare solo vetture gialle o rosa, la sicurezza su strada non aumenterebbe, anzi il numero degli incidenti stradali molto probabilmente tenderebbe ad incrementare, perché non ci sarebbe più una variazione nelle vernici della carrozzeria delle auto su strada.

In conclusione, è la variazione dei colori su strada ad essere un fattore di estrema importanza per la sicurezza stradale, non la differenza di tonalità dei colori stessi. Il problema del colore di un’auto è sicuramente il meno rilevante e influente per causare sinistri stradali. Ciò che bisogna evitare è avere un comportamento immaturo mentre si è alla guida, diminuendo, per esempio, la velocità oraria e aumentando le distanze di sicurezza. Cercare sempre di tenere un alto livello di attenzione mentre si guida un veicolo è la migliore soluzione non solo per evitare di vedersi ritirata la patente di guida, ma soprattutto per aumentare la sicurezza stradale nella comunità.

Data di pubblicazione: 15-02-2021

Patente a punti e corsi di recupero punti

Cos'è la patente a punti? Come faccio a sapere quanti punti ho sulla patente? Come faccio a recuperare i punti? Ho zero punti: cosa devo fare?

 

Queste sono le domande più frequenti che ci vengono rivolte a proposito della "patente a punti".
 

Vediamo di spiegare in modo semplice tutto quello che riguarda la normativa sulla patente a punti.

 

Il riferimento normativo è l'articolo 126-bis del codice della strada che stabilisce il punteggio attribuito ad ogni nuova patente di guida conseguita: 20 punti.
 

Questi punti possono essere "sottratti" in funzione di una apposita tabella:  in pratica ad ogni infrazione commessa, oltre alla sanzione amministrativa, viene comminata la sanzione accessoria che prevede la decurtazione di un certo numero di punti, a seconda della gravità dell'infrazione commessa.
 

E' bene ricordare che per i neopatentati, il numero di punti sottratti, è il doppio rispetto agli altri.

In ogni caso, se si dovesse arrivare all'azzeramento dei punti, è necessario sottoposi all'esame di revisione della patente: bisogna rifare l'esame di teoria e l'esame di guida.

Per questo è necessario verificare qual'è il punteggio residuo della propria patente. Come?

Collegandosi al portaledellautomobilista (il portale del Ministero dei Trasporti), su cui, previa registrazione, è possibile, fra le altre cose, verificar eil numero di punti della propria patente.

 

I punti, però, si possono anche recuperare. Come? frequentando un apposito corso presso un'Autoscuola. Il costo ovviamente, dipende da ciascuna autoscuola.

I corsi durano:

-12 ore se si possiede una patente A o B:i punti recuperati saranno quelli dell'ultima infrazione con un massimo di 6

- 18 ore se si possiede una patente C, C+E, D, D+E, KA e KB : i punti recuperati saranno quell' dell'utlima infrazione con un massimo di 9

Al termine dei corsi dovrebbe essere previsto un esame finale (mai entrato in vigore).



Tuttavia, se il punteggio non arriva a totale esaurimento e l’automobilista non commette infrazioni che comportino la decurtazione degli stessi per due anni, allora la patente torna a punteggio pieno.

Ultima nota positiva: i punti possono anche essere di più dei 20 iniziali: se l’automobilista non ha mai subito una decurtazione, riceve un accredito di due punti ogni due anni per arrivare a un massimo di 30 punti in totale.

Per i neopatentati la normativa prevede che i titolari che hanno la patente da meno di tre anni vedranno attribuito un punto bonus per ogni anno trascorso senza commettere un’infrazione


 

 

 

 

Data di pubblicazione: 10-02-2021

Seggiolini e sistemi di ritenuta

Seggiolini e Sistemi di ritenuta

Viaggiare in auto con un bambino in tutta sicurezza vuol dire utilizzare i sistemi di ritenuta (seggiolini e adattatori) in maniera idonea. L’uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per i bambini è una materia legittimata dall’ Art.172 del Codice della Strada, il quale afferma che:

 I bambini di statura inferiore a 1,50 m devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, adeguato al loro peso, di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, conformemente ai regolamenti della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite o alle equivalenti direttive comunitarie.”

Secondo la normativa, i sistemi di ritenuta devono essere utilizzati obbligatoriamente sino al momento in cui il bambino non superi i 38 Kg di peso e, per i più piccoli, con peso inferiore ai 9 Kg, è obbligatorio il seggiolino posto in senso contrario a quello di marcia dell’automobile. È stato accertato che il miglior posto per far viaggiare un bambino è quello posteriore - centrale, perché, in caso di sinistro stradale, riduce la possibilità di eventuali urti laterali potenzialmente dannosi alla sua salute. Dunque, per limitare, ed evitare, lesioni gravi (e multe), i bambini devono viaggiare solo in auto munite di seggiolino. Quest’ ultimo deve essere posizionato in modo corretto e in modo adeguato al peso, età ed altezza del piccolo passeggiero.

Tuttavia, nonostante le norme del codice stradale e nonostante i dati statistici, che rivelano dati allarmanti sul numero di incidenti automobilistici in cui sono coinvolti i bambini, c’è ancora una certa resistenza da parte degli adulti a utilizzare sistemi di ritenuta. Proprio al fine di aumentare gli standard di sicurezza e far diminuire il numero di incidenti stradali che vedono gravemente coinvolti i bambini, l’Unione Europea[1] ha deciso di adottare norme più severe.

Dal 1 gennaio 2017, infatti, sono state apportate delle modifiche alle già esistenti norme europee (l’UN ECE R44 e l’UN ECE R129) sui seggioli auto, rendendo le nuove norme più rigide.

 

Ma cos’è cambiato esattamente?

  • Per quanto riguarda la direttiva UN ECE R44/04 (categorizza i seggiolini in base al peso del bambino).

La nuova normativa disciplina più severamente gli adattatori (booster o rialzi), che sono dei piccoli sedili per bambini non dotati di appositi schienali e che permettono al bambino di essere allacciato alle cinture di sicurezza dell’automobile.

Se in precedenza vi era la possibilità di utilizzare gli adattatori per i bambini al di sotto dei 125cm di altezza, dal 2017 vige l’obbligo per gli adulti di far viaggiare sui seggiolini muniti di schienale i bambini con un’altezza inferiore ai 125 cm (fino al Gruppo 2). Si può ricorrere invece ai rialzi senza schienale solo per i bambini con un’altezza compresa tra i 125 e i 150 cm di altezza (al Gruppo 3).

Perché? Il motivo è molto semplice: non solo l’utilizzo del rialzo senza schienale pecca di mancata protezione del bambino dagli urti laterali, ma spesso le cinture di sicurezza non sono all’altezza adatta da poter proteggere in modo idoneo il bambino, che avrà la cintura circa all’ altezza del collo. Questa posizione è altamente pericolosa in casi di sinistri e può provocare gravi lesioni. Al contrario, i seggiolini muniti di appositi schienali rendono il tragitto in auto di gran lunga più sicuro, garantendo una maggiore protezione del bambino da urti.

I nuovi sistemi di ritenuta saranno dotati di un’etichetta o di un manuale d’uso per indicare quali seggiolini siano adatti al bambino in base al suo peso e altezza. È importante però sapere che, al momento, i vecchi seggiolini possono ancora essere utilizzati fino a data ancora da precisare. Tuttavia, è inutile dire che sia meglio ricorrere subito ai sistemi di ritenuta migliori e più sicuri per la salute dei piccoli viaggiatori.

 

  • Per quanto riguarda la direttiva UN ECE R129 (categorizza i seggiolini in base all’altezza del bambino).

Questa normativa si divide in tre fasi, la prima (conosciuta come “I-size”) è entrata in vigore il 2013 e la seconda entrerà in vigore nell’estate del 2017. La prima fase stabiliva l’obbligo di fissare i seggiolini con il sistema Isofix per i bambini dal giorno della nascita fino al raggiungimento dei 105 cm di altezza.

La seconda fase della norma R129 stabilisce che:

  • Il sistema di installazione ISOFIX non sarà più obbligatorio per i bambini di altezza compresa tra 100 e 150 cm;
  • È vietato l’acquisto di seggiolini non muniti di appositi schienali;
  • È obbligatorio l’utilizzo di sistemi di ritenuta per i bambini fino ad un’altezza pari a 150 cm. Tuttavia, l’obbligo per i seggiolini con schienale è relativo ai bambini alti almeno 125 cm, per coloro che hanno un’altezza maggiore di 125 e pari di 150 cm vi è la possibilità di ricorrere ai dispositivi di sicurezza (rialzi) senza schienale.

 

NB: le norme R44/04 e R129 coesistono e il conducente può decidere quale direttiva seguire.

 

SANZIONI: Gli adulti che non adempiono ai loro doveri incorreranno in multe più salate che vanno da 80 a 323 euro. Se l’adulto dovesse ricevere due multe nell’arco temporale di due anni, egli si vedrà sospesa la patente di guida per un periodo tra i 15 giorni e i 2 mesi.

 

 

 

 

[1]  UN/ECE è la normativa della Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite ed ha come oggetto la regolamentazione dei dispositivi di ritenuta (seggioli auto e rialzi) per i bambini.

Data di pubblicazione: 03-02-2021

Rinnovo patente per chi ha subito un trapianto di organo

Trapianti di organo: ambia la normativa


il Decreto del Presidente della Repubblica 23 aprile 2020, n. 69,
inserito sulla G.U. n. 161 del 27 giugno 2020, ha stabilito che l
e persone che hanno subito il trapianto di un organo, 
se la Commissione medica locale, certifica che il conducente
trapiantato presenta una situazione stabile (non suscettibile di aggravamento, 
la patente può essere rilasciata con i normali periodi di validità delle altre patenti.
Inoltre, la certificazione successiva, può essere svolta da un medico monocratico
abilitato ai sensi dell'articolo 119 del cds, come per le patenti normali.
Di seguito il testo del decreto


"Il  rilascio  della  patente  di guida a soggetti trapiantati di organo,
 ovvero la prima  conferma  di validita' della patente di guida successiva 
al trapianto  di  organo,sono  subordinati  ad  accertamento 
dei   requisiti di idoneita'
psicofisica svolto dalla commissione  medica  locale.  Se,  all'esito
della  visita,  la  commissione  medica  locale  certifica   che   il
conducente trapiantato presenta una condizione  non  suscettibile  di
aggravamento, la patente di  guida  puo'  essere  rilasciata  per  il
periodo ordinariamente previsto dall'articolo  126  del  codice  e  i
successivi rinnovi sono subordinati ad accertamento delle  condizioni
di  idoneita'  psicofisica  svolta  da  uno  dei  sanitari   di   cui
all'articolo 119 del codice, salvo che questi ritenga necessaria  una
nuova visita collegiale qualora l'esito degli  accertamenti  clinici,
strumentali e di laboratorio faccia sorgere dubbi  circa  l'idoneita'
alla guida»."
Data di pubblicazione: 19-12-2020

Rinnovo patente e ischemia: cardiopatie ischemiche ed idoneità alla guida

Il cuore è sostanzialmente una pompa in grado di far circolare il sangue ossigenato in tutto il corpo.

Per affrontare questo importante lavoro deve essere esso stesso irrorato da una notevole quantità di sangue che gli arriva tramite le arterie coronarie.

Le cardiopatie ischemiche sono un gruppo di malattie provocate dalla mancata irrorazione di sangue al muscolo cardiaco.

Questo avviene generalmente, ma non sempre, quando le arterie coronarie sono ostruite.

E’ importante sapere che le ostruzioni delle coronarie possono essere croniche, lentamente progressive (in tal caso il paziente accusa la tipica angina da sforzo) oppure acute, rapidamente progressive fino alla occlusione completa come nel caso dell’infarto miocardico acuto e dell’angina instabile.

Essere affetti da una forma di cardiopatia ischemica ha grande rilevanza quando si valuta l’idoneità alla guida. Infatti, se è vero che in circa la metà dei casi coloro i quali sono colpiti da un infarto acuto hanno dei sintomi premonitori che li inducono a fermare l’auto, in un’altra metà dei casi tali sintomi premonitori sono assenti oppure non vengono riconosciuti dal conducente.

Numerosi studi documentano che circa il 15 % degli incidenti provocati da malore del conducente sono provocati dalla cadiopatia ischemica. 

Complessivamente si tratta di circa l’uno per cento di tutti gli incidenti stradali, non molti per la verità, ma degni della massima attenzione perché potrebbero essere evitati con opportuna politica di prevenzione.

 

ANGINA DA SFORZO

 

L’angina da sforzo è una forma di cardiopatia ischemica cronica.

E’ caratterizzata dalla comparsa di dolore al torace, alla mascella, alle spalle, alla schiena o alle braccia, che insorge generalmente in seguito a sforzo fisico o stress emotivo o esposizione al freddo e cessa con il riposo o con l’assunzione di nitroglicerina. Meno tipica è la localizzazione del dolore nella zona epigastrica (in tal caso è facile confonderla con una banale mal di stomaco).

Esiste una classificazione di gravità che è bene conoscere: la classe CCS.

 

 

 

E’ bene conoscere la classe di angina CCS perché risultano IDONEI alla patente A o B esclusivamente i pazienti con angina da sforzo CCS 1 o 2.

Nel caso invece di valutazione per la patente C-D-E non è idoneo neppure chi ha una forma lieve di angina.

Sarà quindi necessario esibire una visita cardiologica recente che attesti la stabilità della angina e riporti la classe CCS.

Non infrequentemente potrà essere richiesta l’esecuzione di un test di ischemia (prova da sforzo, ecostress, scintigrafia miocardica da sforzo).

 

 

 

ANGINA INSTABILE – INFARTO MIOCARDICO ACUTO

 

L’angina instabile e l’infarto miocardico (IMA) sono forme acute di cardiopatia ischemica e richiedono una immediata valutazione in pronto soccorso perché è necessario un trattamento medico intensivo e spesso l’esecuzione di una coronarografia seguita da angioplastica oppure da un intervento cardiochirurgico di by-pass aorto-coronarico.

Come deve comportarsi un paziente appena dimesso dall’ospedale dopo un simile evento acuto?

Se il caso non è stato risolto completamente e il paziente continua ad avere episodi di angina a riposo oppure per sforzi lievi o moderati non potrà riprendere a guidare.

Se dopo aver affrontato una breve convalescenza starà bene potrà riprendere a guidare dopo un determinato lasso di tempo.

I protocollo COMLAS prevedono delle tempistiche MINIME da rispettare per le diverse patenti di guida (vedi tabella sottostante):

 

 

Alcune volte, dopo un ricovero per infarto, il paziente potrà avere sintomi attribuibili ad uno scompenso cardiaco, ma di questo parleremo in un altro articolo.

 

a cura del  Dott. Claudio MORETTI
Medico chirurgo-specialista in cardiologia
Direttore SC Cardiologia Ospedale di Chivasso- ASLTO4
Autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche
Esperienza in cardiologia interventistica: angioplastica coronarica, TAVI, impianto clip mitraliche.

Data di pubblicazione: 26-10-2020

Vista ed idoneità alla guida

Guidare, considerando il traffico, le diverse condizioni meteorologiche, le condizioni delle strade non sempre ottimali, presuppone delle capacità psicofisiche di ottimo livello al fine di evitare incidenti o complicazioni secondarie.

Per capacità psicofisiche si intendono: un alto livello di attenzione, riflessi pronti, ottima funzionalità degli arti superiori e inferiori, una perfetta integrazione delle capacità cognitive e delle funzioni sensoriali con un’ottima efficienza dell’apparato uditivo e visivo.

Queste ultime, in particolare la vista, sono fondamentali per poter ottenere l’idoneità alla guida da parte dei medici preposti al rilascio o al rinnovo della patente di guida.

Vista, o percezione visiva, è una parola semplice che comprende diverse funzioni con caratteristiche diverse ma integrate tra di loro. L’apparato visivo si basa sulla funzionalità dei due occhi; quando ne copriamo uno possiamo valutare le funzioni visive monoculari, quando entrambi gli occhi sono aperti possiamo valutare anche le funzioni visive binoculari.

Acuità Visiva è la capacità di discernere i minimi particolari di un oggetto che attira la nostra attenzione e viene fissato dall’occhio. È la capacità di percepire il più piccolo simbolo ad

una determinata distanza. L’acutezza visiva di un individuo normale corrisponde quindi alla percezione di un simbolo sottendente un minuto d’arco alla distanza convenzionale

di 5 metri in Italia (6 metri nei paesi anglosassoni). Questa funzione è misurata in decimi (un occhio con 10/10 ha un’acuità visiva normale) e viene svolta dalla parte centrale della retina, la macula e la fovea. Nonostante l’acuità visiva non riveli da sola l’efficienza

del sistema visivo nel suo complesso, in quanto rispecchia solo la funzionalità della zona di fissazione centrale, la misura del visus è la misura sensoriale più comunemente usata nella pratica clinica.

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Campo visivo è la capacità di un occhio di percepire contemporaneamente, guardando dritto

davanti, non solo distintamente l’oggetto fissato al centro dell’attenzione, ma anche tutto ciò che lo circonda, sebbene in modo meno distinto.

Sensibilità al contrasto è la capacità dell'occhio di riconoscere le diverse tonalità di uno stesso colore, ad esempio il grigio. La massima sensibilità al contrasto di una persona si valuta sottoponendo progressivamente alla sua attenzione uno sfondo chiaro su cui vengono proiettate figure o lettere che da nere diventano sempre più sbiadite, di un grigio sempre meno intenso, fino a quando non è più in grado di riconoscerle.

Adattamento al buio e all’abbagliamento: con alcuni semplici test è possibile valutare se il soggetto è in grado, con una latenza fisiologica, di discernere visivamente i particolari dopo una fase di abbagliamento o di buio.

Percezione dei colori: la capacità di discernere i colori fondamentali rosso, verde e blu, sia singolarmente che nelle loro infinite combinazioni.

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Visione Binoculare e Visione Monoculare:

Le funzioni sono appannaggio di ciascun occhio, ma l’organo della vista è un organo pari. La cooperazione sensoriale tra i due occhi è basata su un sistema di muscoli oculomotori che permette il movimento di ciascun occhio e il coordinamento dei movimenti di entrambi gli occhi, affinché siano perfettamente allineati nel fissare un oggetto. Le immagini percepite da ciascun occhio vengono inviate contemporaneamente nei centri visivi superiori dove vengono integrate tra di loro per formare una sola immagine. Questa visione binoculare normale permette anche di apprezzare la distanza tra gli oggetti che osserviamo, ci dà il senso della profondità e la stereopsi. Quando i due occhi non sono ben allineati tra di loro e non coordinati, il soggetto vede tutto sdoppiato (diploppia).

In presenza di una compromissione sensoriale completa di uno dei due occhi il soggetto ha una visione monoculare, vale a dire basata sulla funzione di un solo occhio.

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Questa condizione di visione monoculare, sebbene meno performante di quella binoculare, non impedisce, in presenza di adeguati parametri funzionali, il conseguimento di una patente di guida.

Vari studi hanno evidenziato che guidatori con deficit visivi ma ancora nei parametri minimi di legge che li rende idonei alla guida, se dotati di una piena consapevolezza, buona capacità di adattamento e prudenza, utilizzo di occhiali con lenti da vista appropriati, incorrono meno frequentemente in incidenti stradali.

Per ciascuna categoria di patente, la legge stabilisce i requisiti minimi per le varie funzioni visive monoculari e binoculari, al di sotto o in mancanza dei quali non è possibile conseguirla.

È importante sottolineare che l’esame per la patente non va scambiato per una visita oculistica. L’esame eseguito da un ufficiale serve a verificare la presenza o meno dei requisiti previsti per legge, la visita oculistica effettuata da un oculista serve invece ad escludere la presenza di patologie, a diagnosticarle precocemente e a curarle tempestivamente.

A differenza di quanto accadeva decenni fa, quando il rilievo di una patologia visiva spesso si verificava in occasione della visita di leva o dell’esame per la patente, oggi con il miglioramento delle condizioni socio-sanitarie il candidato a conseguire la patente di guida o il guidatore che si appresta a rinnovare la patente, nella maggior parte dei casi è già stato sottoposto ad una visita oculistica. Questo fa si che quando il soggetto, con il referto dell’oculista, si reca alla scuola guida o in altra sede preposta per l’esame di idoneità psicofisica alla guida, ha già la consapevolezza circa l’integrità o meno della sua capacità visiva, eventuali difetti refrattivi saranno già stati corretti, eventuali patologie già diagnosticate e ove possibile già trattate.

Ci sono numerose patologie che possono compromettere un buon funzionamento della vista, colpendo uno o più delle funzioni visive in modo reversibile o in modo definitivo.

Quali sono le patologie più frequenti dell’apparato visivo e in che modo alterano la normale percezione visiva?

Alcuni difetti come la miopia, l’astigmatismo, l’ipermetropia procurano un annebbiamento visivo in tutto il campo visivo, a volte talmente marcato da impedire non solo la guida di un veicolo ma anche di muoversi e di svolgere le attività quotidiane. Tuttavia hanno anche un lato positivo: sono facilmente correggibili con gli occhiali, con le lenti a contatto e possono addirittura essere eliminati definitivamente con un trattamento refrattivo laser.

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La cataratta, patologia comune dopo i 60 anni d’età, interessa tutto il campo visivo. Nelle fasi iniziali riduce la sensibilità al contrasto con stanchezza visiva e intolleranza alla luce (fotofobia), con l’aumentare della opacità del cristallino il soggetto non riesce a distinguere più i colori, le immagini della televisione, gli oggetti e le persone che incontra e tanto meno la segnaletica stradale. A seconda dei casi la progressione della cataratta può essere rapida o lenta; in questo caso il paziente può rendersi conto del deficit visivo solo negli stadi avanzati, mettendo a repentaglio la propria e l’altrui sicurezza.

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Le maculopatie colpiscono un’alta percentuale della popolazione e comprendono diverse patologie che compromettono la parte centrale della retina, cioè la macula. Possono interessare adulti giovani, come nel caso di un coloboma retinico maculare, della coroidite sierosa centrale, della maculopatia miopica, dell’edema maculare diabetico o dovuto a trombosi della vena centrale della retina; in età più avanzata frequente è la maculopatia secca o umida legata all’età. lo scotoma nella zona centrale del campo visivo fa si che il paziente non riesca più a leggere e veda le linee storte. Le maculopatie hanno in comune la caratteristica di determinare una macchia (scotoma) più o meno densa al centro del campo visivo; il paziente inizia con il vedere le linee storte, ha difficoltà a leggere, non riesce a distinguere un volto. In particolare il guidatore non riesce a distinguere il semaforo o un segnale stradale, spesso l’acuità visiva è inferiore ad 1/10. Il paziente tuttavia riesce a svolgere alcune attività utilizzando il campo visivo periferico che comunque non ha la nitidezza sufficiente. Una diagnosi precoce con esami specialistici quale l’OCT, la fluoroangiografia, consente una stadiazione e l’inquadramento della patologia, permettendo un’esatta indicazione al trattamento medico e/o chirurgico con delle aspettative visive specifiche molto buone.

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A differenza delle maculopatie che interessano la parte centrale del campo visivo, ci sono altre, anche gravi, che iniziano colpendo il campo visivo alla periferia o alla media periferia; col tempo possono arrivare a compromettere tutto il campo visivo fino al buio assoluto. Il paziente conserva fino all’ultimo l’acuita visiva centrale normale (10/10) e se non ha mai fatto una visita oculistica o un campo visivo continua ad essere ignaro della patologia; a volte si allarma perché batte spesso contro gli spigoli, oppure mentre guida si accorge di non vedere i limiti della carreggiata rischiando di andare fuori strada. Qualche esempio di queste patologie sono:

Glaucoma, dovuto ad un aumento della pressione (tono) oculare che va diagnosticato precocemente e trattato adeguatamente, a seconda dei casi con farmaci (colliri), laser, chirurgia. Il glaucoma è una malattia più complicata e insidiosa, di difficile diagnosi, a meno di sottoporsi ad approfondita visita oculistica anche con esami strumentali: tale patologia infatti influenza in modo significativo la percezione dei colori, la sensibilità al contrasto, la capacità di adattamento al buio e all’abbagliamento ed il campo visivo: il soggetto può avere una buona acuità visiva ma un campo visivo alterato.

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Retinite pigmentosa, dovuta a fenomeni degenerativi eredofamiliari. Più frequentemente provoca uno scotoma periferico che con gli anni si espande in modo concentrico: il paziente per molti anni può vedere bene al centro e all’inizio può non rendersi conto del difetto del proprio campo visivo.

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Ci sono altre patologie che possono determinare scotomi di varia forma ed estensione a seconda della sede della patologia, quali

Distacco di retina che necessita di un tempestivo intervento chirurgico.

Neoformazioni dell’ipofisi o altre patologie endocraniche che agiscono comprimendo il nervo ottico, il chiasma ottico.

 

Dunque un soggetto può leggere bene, cioè avere una buona acuità visiva, anche senza necessità di occhiali, ma avere un deficit del senso luminoso o un difetto campimetrico; si possono portare gli occhiali per correggere un difetto visivo e avere una ridotta capacità accomodativa per vicino; si può essere affetti da una o più patologie della vista, o aver subito interventi a carico dell’occhio e avere un deficit visivo di cui non si ha una esatta percezione.

In generale la persona non ha un’esatta percezione della sua visione ed una consapevolezza di come vede realmente: ad esempio, il fatto di indossare un occhiale non rappresenta di per sé un “passaporto” per poter guidare, perché magari l’occhiale non corregge bene il difetto visivo; o magari il paziente presenta una patologia visiva anche solo iniziale, che interferisce in qualche modo sulla qualità della visione globale. Diventa pertanto necessario approfondire l’obiettività della vista del soggetto e l’assenza di eventuali patologie.

È consigliabile effettuare una visita oculistica ogni due anni fino all’età di 50 anni e una visita ogni anno sopra i 50 anni, al fine di valutare e certificare la quantità e la qualità della visione.

 

L’obbligo di una visita oculistica scatta invece nei pazienti monocoli funzionali (cioè che vedono con un solo occhio), nei pazienti operati (ad esempio alla retina), nei pazienti affetti da patologie sistemiche (diabete, disturbi vascolari, problemi neurologici, o che assumono particolari medicinali per patologie autoimmuni) e per i pazienti over 70. Pur tuttavia sono aumentate in modo statisticamente significativo le patologie legate all’età (70-90 anni), quali la cataratta, la maculopatia, il glaucoma.

L’aspettativa di vita in Italia è molto cresciuta e diventa una necessità quasi primaria il poter guidare anche a 80 anni, viste le ottime performance che si possono ancora avere a questa età, dove la guida è un requisito fondamentale per sentirsi giovani, liberi e indipendenti.

La gestione di patologie oftalmologiche e lo sviluppo delle tecnologie chirurgiche consentono oggi di mantenere un’ottima visione addirittura senza occhiali anche in età avanzata.

 

NUOVA ORMATIVA PER IL RILASCIO E RINNOVO DELLA PATENTE DI GUIDA

L’11 gennaio 2011 è entrato in vigore il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei

Trasporti del 30 novembre 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 301 del 27 dicembre 2010, che recepisce la direttiva 2009/112/CE sui requisiti fisici ed i relativi accertamenti medici per ottenere il rilascio o il rinnovo della patente di guida per i soggetti con patologie dell’apparato visivo, per i diabetici e per gli epilettici.

Il comma 1 dell’Articolo 1 del Decreto recita: Il rilascio e la conferma di validità della

patente di guida a soggetti con patologie a carico dell'apparato visivo, diabetici o

epilettici è subordinato all'accertamento dei requisiti previsti dagli allegati I, II e III,

facenti parte integrante del presente decreto.

L’allegato 1 raccoglie i requisiti visivi richiesti dal presente Decreto.

Va subito sottolineato che l’accertamento dei requisiti visivi richiesti dall’allegato 1 di questo.

 

Decreto si applica solo a soggetti “con patologie a carico dell’apparato visivo” e non a tutti i soggetti che volessero chiedere il rilascio o il rinnovo della patente di guida.

I conducenti sono divisi in due gruppi in base alle caratteristiche dei veicoli di cui chiedono la patente:

- Gruppo 1: conducenti di veicoli delle categorie A, B, B + E e delle sottocategorie A1 e B1

- Gruppo 2: conducenti di veicoli delle categorie C, C + E, D, D + E e delle sottocategorie C1, C1 + E, D1 e D1 + E.

 

La seguente tabella raccoglie i requisiti visivi richiesti a soggetti con patologie a carico

dell’apparato visivo per il rilascio o il rinnovo della patente di guida del Gruppo 1 e del

Gruppo 2.

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I soggetti monocoli non possono accedere alla conduzione di veicoli del Gruppo 2.

Il medico monocratico deve certificare che tale condizione di monocularità esista da almeno 6 mesi.

La seguente tabella riporta i requisiti visivi richiesti ai soggetti monocoli.

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Nel caso in cui uno o più requisiti non siano raggiungibili il giudizio viene demandato alla

Commissione Medica Locale (CML) che, avvalendosi di consulenza da parte di medico specialista oculista, valuta con estrema cautela se la patente di guida possa essere rilasciata o rinnovata, eventualmente con validità limitata nella durata e se del caso con limitazione per la guida notturna.

A seguito di diplopia (visione doppia) sviluppata recentemente o della perdita improvvisa della visione in un occhio, ai fini del raggiungimento di un adattamento adeguato non è consentito guidare per un congruo periodo di tempo, da valutare da parte di medico specialista oculista; trascorso tale periodo, la guida può essere autorizzata dalla CML, acquisito il parere di un medico specialista oculista, eventualmente con prescrizione di validità limitata nella durata e se del caso con limitazione per la guida notturna. Lo specialista oculista, coadiuvato dall’ortottista, può suggerire la necessità di adoperare soluzioni per eliminare e contenere la diplopia durante la guida, come un occlusore o lenti prismatiche.

Seppure previsti esami come la visione crepuscolare, il tempo di recupero dopo abbagliamento e la sensibilità al contrasto il decreto lascia ampia libertà di valutazione di questi parametri richiedendo esclusivamente la dicitura sufficiente o idoneo.

Per quanto concerne l’esame binoculare del campo visivo il Decreto non fornisce indicazioni su come rilevare questi parametri anche se le caratteristiche dei dati richiesti fanno pensare ad una perimetria cinetica di Goldman. Su questo punto si devono fare le seguenti considerazioni:

a) il Decreto non riporta il rapporto dimensione/luminanza della mira con cui definire i limiti del campo visivo e non specifica in quali condizioni debbano essere rilevati

b) il Decreto presuppone che anche i difetti centrali siano esaminati in binocularità, non riporta il rapporto dimensione/luminanza della mira e non specifica in quali condizioni debbano essere rilevati.

In mancanza di indicazioni normative, la rilevazione dei limiti del campo visivo può essere eseguita con il perimetro di Goldmann utilizzando una mira III/4 o con il Test di Esterman del perimetro Humphrey o equivalenti.

Per la rilevazione dei difetti centrali è consigliabile l’esecuzione di una perimetria computerizzata monoculare.

 

Per concludere, la vista è a mio avviso il nostro bene più prezioso, la utilizziamo tutto il giorno, per vedere al computer, per spostarci, leggere, guidare.

È necessario conservarla al meglio effettuando dei “tagliandi “dallo specialista oculista per correggere quando necessario con occhiali o terapie gli scompensi che si possono creare, escludere possibili patologie complesse, che in alta percentuale, possono presentarsi e diventare un problema molto più grande.

La tecnologia, la diagnostica, gli occhiali, le lenti a contatto, la chirurgia hanno raggiunto oggi livelli incredibili, tanto da permettere delle ottime e costanti performance dei nostri occhi con una qualità della visione tale, da permetterci di vivere bene fino a tarda età.

 

 

Prof. Savino D’AMELIO

Già Direttore Dipartimento Malattie Oculistiche e

Primario Oculistica A ex Ospedale Oftalmico di Torino

Past President S.I.O.P. (Società Italiana di Oftalmologia Pediatrica)

 

10129 TORINO- Via C. Colombo, 33 Tel. 011 599553

10095 Grugliasco (TO) Viale Gramsci, 108 Tel. 011 7802016

https//www.oculistadameliotorino.it/

savino.damelio@gmail .com

 

Data di pubblicazione: 25-09-2020

Rinnovo della CQC: cosa bisogna fare, quanto dura il corso?

Cos'è la CQC

La CCQ,   è la carta di qualificazione del conducente, un certificato di guida professionale che integra la patente di guida ed è obbligatoria per svolgere l’attività professionale legata all’autotrasporto.

E' obbligatorio avere la CQC quando si debbono guidare veicoli per:

- trasporto merci (CQC merci destinata ai veicoli con massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate),

-trasporto di persone (CQC persone destinata ai veicoli che possono trasportare più di 9 passeggeri e per i mezzi di trasporto pubblici di linea)

Vediamo ogni quanto tempo è necessario rinnovare la QCQ, i costi e i documenti necessari per il rinnovo.

 

CQC: quanto dura e quando scade
 

La CQC vale 5 anni che decorrono dalla data di rilascio

Per rinnovarla è consentito iniziare a frequentare il corso per il rinnovo della CQC fino a 18 mesi prima della scadenza.

Se però il corso per il rinnovo termina quando la CQC è già scaduta, la successiva data di scadenza verrà stabilita in funzione della data di rilascio dell’attestato di frequenza.

A differenza del CAP (certificato di abilitazione professionale) la carta di qualificazione del conducente può avere scadenza diversa dalla data di scadenza della patente di guida.

Per rinnovare la CQC già scaduta è sufficiente frequentare il corso di 35 ore, a meno che non sia scaduta da due anni: in questo caso è necessario frequentare il corso di formazione (130 ore di teoria e 10 ore di guida) e sostenere nuovamente i due esami previsti per il conseguimento della CQC (come se si prendesse per la prima volta)


Età massima per il rinnovo

La CQC persone non può essere rinnovata a chi ha oltre i 68 anni di età.

Questo perchè la CQC persone è legata alla patente D,la quale non è rinnovabile oltre i 68 anni. La CQC merci, invece, ammesso che ci siano i requisiti, può essere rinnovata anche agli over 80enni .

 

 

Come si rinnova la CQC

Per rinnovare la CQC è necessario frequentare un corso della durata di 35 ore. Al termine del corso viene rilasciato un attestato di frequenza ma NON è necessario sostenere esami.

La frequenza al corso è obbligatoria e sono ammesse al massimo di 3 ore di assenza.

 

Quali documenti sono necessari per rinnovare la CQC

I documenti necessari al rinnovo della CQC sono:
 

  • Domanda redatta su modello TT746C, compilato e firmato
  • Attestazione del versamento sul c/c n° 9001 di 10,20€ Attestazione del versamento sul c/c n° 4028 di 32,00€
  • Foto tessera a capo scoperto su sfondo chiaro con indicazione sul retro della foto cognome e nome del titolare
  • Fotocopia integrale della CQC + originale in visione
  • Fotocopia del codice fiscale

 

I bollettini postali si possono prendere presso gli Uffici provinciali della Motorizzazione oppure negli Uffici Postali.

Tuttavia è possibile anche effettuare il pagamento on line attraverso il portaledell'automobilista

Data di pubblicazione: 05-09-2020

Ritiro patente: quali sono i casi in cui può essere ritirata

Quando ci si mette alla guida è necessario rispettare tutte le norme di buon senso e le regole imposte dal codice della strada.

 

Commettere delle infrazioni infatti, oltre a poter essere pericolo per la sicurezza della circolazione, può comportare sanzioni pecuniarie e alcune sanzioni accessorie che riguardano la patente di guida.

 

Le sanzioni accessorie che spesso vengono confuse, variano in funzione dell'infrazione commessa e  sono:

 

  • ritiro della patente
  • sospensione della patente
  • revisione della patente
  • revoca della patente

 

Ritiro della patente
 

Viene eseguito da chi accerta l'infrazione (quindi dagli organi di Polizia) quando:
 

  1. si guida sotto l'effetto di alcol o comunque con un tasso alcolemico nel sangue superiore ai valori consentiti (art. 186 e 186 bis del codice della strada)
     
  2. si guida utilizzando il cellulare o smartphone o altri dispositivi elettronici
     
  3. si guida con patente scaduta
     
  4. si superano i limiti massimi di velocità

     

1. Ritiro patente per guida in stato di ebrezza
 

Il conducente è considerato in stato di ebrezza quando il tasso alcolemico (la quantità di alcol espressa in grammi presente in ogni litro di sange) è superiore a 0,5 g/l (grammi di alcol /litri di sangue)
Questo tasso viene verificato dagli organi di Polizia attraverso l'alcol test, uno strumento omologato in cui è necessario soffiare per vedere apparire immediatamente sul display il valore del tasso alcolemico

 


Cosa succede se ci si rifiuta di sottoporsi ad alcol test?
 

Il Codice della strada prevede, per chi si rifiuta di sottoporsi al test dell’alcol, le stesse sanzioni della guida in stato di ebbrezza per lo scaglione massimo, quello cioè oltre 1,5 g/l. Quindi, chi non vuole sottoporsi all’etilometro o alle analisi del sangue in ospedale, o non intende seguire la polizia al comando incorre:
 

  • in un'ammenda che va da un minimo di 1.500 a un massimo di 6.000 euro;
  • all’arresto per un periodo che va da sei mesi a un anno;
  • nella sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a due anni, con l’obbligo di sottoporsi a visita medica;
  • la decurtazione di 10 punti dalla patente;
  • la confisca del veicolo, a meno che non sia di proprietà di un terzo;
  • la revoca della patente di guida in caso di recidiva.

 

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Tasso alcolemico e sanzioni

 

Sono previste 3 livelli di superamento dei limiti
 

  1. tasso compreso tra 0,5 e 0,8 g/l
  2. tasso alcolemico compreso tra 0,8 e 1,5 g/l
  3. tasso alcolemico superiore a 1,5
     

1) Se il tasso alcolemico ha un valore compreso tra 0,5 e 0,8 g/litro è prevista una sanzione amministrativa che va da 532€  a 2.127€

In questo caso è prevista anche una sanzione accessoria: la patente viene infatti sospesa per un periodo che va da 3 a 6 mesi;
 

2) Se il tasso alcolemico ha un valore compreso tra 0,8 e 1,5 g/litro la violazione diventa un reato perseguibile penalmente; si rischia l’arresto fino a un massimo di 6 mesi
 

La sanzione va da 800€  a 3.200€, ed è prevista la sanzione accessoria della sospensione della patente da 6 mesi a un anno;
 

3)  Se l tasso alcolemico è superiore a 1,5 g/l  è previsto:
 

  • una sanzione amministrativa che va da 1.500€  a 6.000€
  • l’arresto da 6 mesi a un anno
  •  sanzione accessoria della sospensione della patente da uno a due anni.
  • la confisca dell’auto (significa che il veicolo diventa di proprietà dello Stato). Se, però, l’auto è intestata a un’altra persona, non è possibile procedere con la confisca, ma in questo caso la sospensione della patente va da 2 a 4 anni.

 

Se l'infrazione viene commessa 2 volte in un periodo di due anni (recidiva), la patente viene revocata.

 

Restituzione della patente dopo la sospensione per guida stato di ebbrezza

 

Terminato il periodo di sospensione previsto, per tornare in possesso della propria patente è necessario ottenere un certificato di idoneità rilasciato dalla Commissione medica locale.

L'accertamento sanitario, svolto da una commissione medica presso la ASL consiste in una valutazione anamnestica e nell'esibire recenti esami clinici (anamnestico del proprio curante, eventuale relazione del SerD o del NOA) e laboratoristici che indicano le attitudini al consumo recente e pregresso di alcol (etilglucuronide su matrice pilifera, CDT%, emocromocitometrico con formula, AST, ALT, gamma GT, elettroforesi sieroproteica). La CML deciderà il periodo di idoneità alla guida potendo calendarizzare a discrezione le opportune revisioni. Avverso la decisione della commissione è possibile fare ricorso al gabinetto medico di RFI.

 

2. Ritiro patente per guida con cellulare, smartphone o dispositivi elettronici
 

Quando si guida un veicolo, è necessario prestare la massima attenzione a tutto quello che ci circonda, alle norme stradali, ai limiti, ai segnali stradali.

Questa attenzione viene sensibilmente ridotta dall'uso del telefono cellulare o smartphone, non solo perchè ci obbliga spesso a distogliere lo sguardo dalla strada ma anche perchè impegnati in una conversazione o a pensare ad una mail, è evidente che la nostra attenzione è rivolta ad altro.

 

Il codice della strada prevede delle sanzioni pesanti per chi è sorpreso alla guida utilizzando il telefono cellulare, smartphone o tablet.
 

L'articolo 173 infatti prevede una sanzione amministrativa che va da 161€ a 647€ per chi viene sorpreso a guidare mentre telefona o invia messaggi o comunque consulta il telefono o lo smartphone o tablet.

Se però l'infrazione viene ripetuta 2 volte in due anni (recidiva) è prevista la sospensione della patente che va da 1 a 3 mesi

 

 

3. Ritiro patente per guida con patente scaduta
 

La  patente può essere ritirata perchè si guida con patente scaduta.

Ma quando scade la patente?

La patente deve essere rinnovata:
 

  • ogni 10 anni sino al compimento dei 50 anni di età
  •  ogni 5 anni per i titolari di patente  di età compresa tra 50 e 70 anni
  •  ogni 3 anni per gli automobilisti tra 70 e 80 anni di età
  •  ogni 2 anni per gli ultraottantenni

 

La  patente può avere una durata diversa quando la Commissione medica (per alcune patologie), ritiene di condizionarne la validità ad accertamenti sanitari che debbano avvenire con tempistiche differenti.
 

In ogni caso, è bene accertarsi della scadenza della propria patente verificandone la data al punto 4b
 

Guidare con la patente scaduta comporta una sanzione amministrativa che va da 160€  a 644€, più la sanzione accessoria del ritiro della patente scaduta.
 

4. Ritiro patente per superamento dei limiti di velocità
 

Un'altra causa di ritiro della patente è il superamento dei limiti di velocità. Questo avviene in due casi:
 

  • quando si è superato il limite di velocità con un eccesso compreso tra i 40 e i 60 km/h (l'infrazione prevede anche una multa che va dai 527€ e 2.108€ , la decurtazione di 6 punti e la sospensione della patente per un periodo che va da uno a tre mesi ma che possono diventare da otto a diciotto in caso di recidiva in un biennio;
     
  • quando si è superato il limite di velocità con un eccesso di oltre 60 km/h
    In questo caso la sanzione amministrativa  varia da un minimo di 821€ ad un massimo di 3.287€, la decurtazione di 10 punti e la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo che va da sei mesi a un anno. In caso di recidiva in un biennio è prevista la revoca della patente.

 

 

Data di pubblicazione: 10-08-2020

Nuove scadenze delle patenti

(1) Le patenti che scadono nel periodo compreso tra il 01/02/2020 e 31/08/2020 consentono di guidare con patente scaduta, per i sette mesi successivi la data di scadenza indicata sulla patente, nel territorio dell'intera Unione Europea.

Per la circolazione in Italia, resta ferma invece la scadenza prorogata fino al 31/12/2020

 

Le scadenze delle patenti sono state prorogate a causa del Covid 19.

Riportiamo lo schema chiaro e puntuale che ha fornito il Ministero dei trasporti.