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Data di pubblicazione: 20-07-2017

Multe: quando e come si possono contestare?


Ad ogni automobilista capita di ricevere multe. Sia al più indisciplinato, quanto al più scrupoloso e prudente sarà successo, di quando in quando, di ricevere tra la posta la temuta busta verde di notifica di una contravvenzione. Ma non tutto è perduto. Se siamo sicuri che la contravvenzione che ci è stata recapitata non sia legittima è possibile fare ricorso secondo modalità specifiche e far valere le nostre ragioni davanti al Giudice di Pace o il Prefetto. Vediamo come.
 

Esistono una serie di casi in cui è possibile fare ricorso contro una multa:
 

·                 Il vizio di forma: la multa riporta dei dati errati (diverso modello di veicolo o targa);

·                 la consegna di due verbali diversi per la stessa infrazione;

·                 la mancata notifica del verbale entro 90 giorni (dalla data dell’infrazione) o 150 giorni se residente all’estero;

·                 nel caso in cui gli apparecchi che rilevano l’infrazione non siano omologati;

·                 verbale incompleto, illeggibile o redatto da un agente esterno al territorio di competenza;

·                 mancanza di segnaletica dell’autovelox;

·                 se la multa è redatta dagli ausiliari del traffico ma non riguarda la sosta o la fermata del mezzo;

·                 una seconda notifica dello stesso verbale anche dopo il pagamento;

·                 notifica al vecchio proprietario dopo aver già effettuato il passaggio di proprietà.
 

Prima di procedere con una contestazione è bene essere sicuri di poterlo vincere questo ricorso. Il primo passo è verificare che il verbale sia completo in ogni sua parte e contenga effettivamente tutti i dati necessari per non incappare in un vizio di forma.
 

·                 Giorno, ora e località della violazione;

·                 generalità e residenza del trasgressore, l’eventuale indicazione del proprietario del veicolo;

·                 gli estremi della patente di guida;

·                 indicazione del tipo di veicolo e della targa;

·                 descrizione del fatto;

·                 la norma violata;

·                 le dichiarazioni del trasgressore;

·                 le modalità per il pagamento in misura ridotta;

·                 la somma da pagare, i termini del pagamento e l’ufficio presso il quale questo può essere effettuato, il numero di conto corrente postale o bancario che può essere usato;

·                 l’indicazione dell’autorità che deciderà l’eventuale ricorso;

·                 l’indicazione del nominativo degli agenti accertatori;

·                 Se prevista, la decurtazione dei punti dalla patente.
 

La contestazione presso il giudice di pace

Il ricorso al giudice di pace va presentato entro 30 giorni dalla notifica della sanzione, ed è disciplinato dall’articolo 204 bis del D.lgs. del 1992. Si tratta di un provvedimento civile, dunque un atto giurisdizionale che ha un costo. Si tratta di 43 euro per importi di sanzioni inferiori ai 1100 €.

Bisogna preparare una domanda di ricordo da presentare alla cancelleria del Giudice di Pace e da inviarsi tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Per preparare la domanda occorrono:

·                 Copia originale del ricorso + quattro fotocopie;

·                 Fotocopia dei documenti che si vogliono sottoporre al Giudice;

·                 Copia del documento d’identità;

·                 Ricevuta del pagamento del contributo unificato dell’imposta di bollo.

Le decisioni che può prendere il Giudice di Pace sono le seguenti:

·                 Giudicare il ricorso inammissibile;

·                 Convalidare la sanzione;

·                 Annullare la multa in toto o in parte;

·                 Rigettare il ricorso e sanzionare il ricorrente al pagamento di una somma variabile compresa tra il minimo e il massimo della sanzione prevista per quell’infrazione.

E’ necessario avere un avvocato nel caso in cui venga rigettato il ricorso e ci si può rivolgere ad un tribunale. Dopo la sentenza il pagamento della sanzione deve comunque essere effettuato entro 30 giorni.
 

Il ricorso al Prefetto

In questo caso è possibile il ricorso entro 60 giorni dalla notifica della sanzione, una procedura disciplinata dall’articolo 203 del D.lgs. del 1992.

Questo tipo di ricorso è gratuito, e richiede l’invio di una lettera in carta semplice tramite raccomandata con ricevuta di ritorno  (o anche con consegna a mano) al Prefetto o al comando di polizia municipale o all’organo accertatore.

È necessario inoltre allegare copia del verbale e il materiale utile a supportare la richiesta (ad esempio le fotografie). Entro 120 giorni dalla ricezione degli atti, il Prefetto può accogliere o rigettare le ragioni del ricorso presentato, ossia può annullare la multa o condannare il ricorrente al pagamento di un importo pari al doppio della multa, spiegando le motivazioni della sua decisione.

In caso il ricorrente ne faccia richiesta, è prevista l’opportunità di ascolto da parte del Prefetto dei soggetti interessati. L’assenza di un’ordinanza da parte del Prefetto entro i termini previsti (120 giorni e 180 se la richiesta è stata presentata alla Polizia Municipale) equivale all’accoglimento del ricorso, secondo la logica del meccanismo di silenzio assenso. Nel caso in cui nell’ordinanza venga rigettato il ricorso e venga emessa un’ingiunzione al pagamento della sanzione, quest’ultima deve essere notificata entro 150 giorni. Il soggetto avrà tempo 30 giorni di tempo per pagare la multa.
 

Il ricorso online

E’ anche possibile presentare una procedura di ricorso online tramite il sito del Ministero della Giustizia messo appositamente a disposizione (https://gdp.giustizia.it/) che con un servizio guidato permette passo passo di compilare la richiesta in maniera guidata.

·                 Prima pagina – Inserire le generalità e tutti i dati personali per le comunicazioni. E’ possibile naturalmente utilizzare il proprio account di posta elettronica certificata.

·                 Seconda pagina – Spiegare l’oggetto il motivo della contestazione. Indicare le ragioni del ricorso (includendo tutti i documenti che possono essere utili al caso come fotografie, perizie, ecc.) cercando di essere sintetici, chiari, e riferirsi a dati oggettivi evitando invece considerazioni personali non attinenti al caso. Inoltre il modulo deve riportare quello che si chiede al giudice, cioè l’annullamento della sanzione e/o la comparizione delle parti (in cui finalmente si chiariranno le proprie ragioni), richiedendo, in caso di rigetto del ricorso, l’applicazione della sanzione minima prevista;

·                 Terza pagina – Indicare i dati della contravvenzione: numero di verbale, ente che l’ha emessa, data della notifica, la violazione commessa,  l’articolo del Codice della Strada violato, la sanzione prevista e l’eventuale decurtazione di punti e sanzione accessoria.

·                 Quarta e quinta pagina – Indicare la chiamata in giudizio per l’autorità che ha emesso la multa (ad esempio il comune di Torino) ed il valore della causa, che corrisponde all’importo della sanzione.
 

Attenzione perchè il procedimento non si conclude con l’invio della pratica tramite internet.

Per finalizzare la contestazione e dunque avviare effettivamente l’iter occorre stampare l’atto compilato, firmarlo e datarlo a penna per poi consegnarlo o spedirlo al Giudice di Pace (in originale più tre copie, una conservatela voi), insieme alla copia della multa e ad altri eventuali documenti che vuoi sottoporre alla visione del giudice.

Data di pubblicazione: 16-07-2017

Incidenti stradali, responsabilità e sanzioni

Gli incidenti stradali sono purtroppo una delle cause più alte di morte. Ogni anno mietono infatti migliaia di vittime.

Con questo articolo vogliamo cercare di chiarire alcuni aspetti legali relativi agli incidenti stradali.

 

INCIDENTE CON SOLI DANNI A COSE

Il Codice della Strada prevede, ove possibile, che i conducenti, ad avvenuto incidente, debbano evitare di essere di intralcio alla circolazione. Dunque, ciò che bisogna fare in questi casi è quello di accostarsi e fornire le proprie generalità, gli estremi delle patenti di guida, veicoli e assicurazioni. Inoltre, è molto conveniente avvalersi del modulo di costatazione amichevole, in quanto rende più rapide le tempistiche del risarcimento danni.

Nel caso in cui non è possibile spostare i veicoli, la prima cosa da fare è quella di segnalare l’incidente agli altri automobilisti, posizionando il segnale di emergenza, e chiamare le autorità, che provvederanno ad inviare i mezzi di soccorso necessari per rimuovere l’intralcio alla circolazione.

 

INCIDENTI CON DANNI A PERSONE

Nel caso in cui nell’incidente vengano coinvolte delle persone bisogna tenere a mente l’articolo 189 del Codice della Strada, il quale legifera sul comportamento in caso di incidente, e più nello specifico afferma che:

“L'utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, ha l'obbligo di fermarsi e di prestare l'assistenza occorrente a coloro che, eventualmente, abbiano subito danno alla persona.”

Dunque, la prima cosa che il conducente deve fare è quella di prestare immediatamente soccorso. Anche in questo caso, il conducente deve segnalare repentinamente il pericolo agli altri veicoli, così da proteggere il ferito e rendere più sicura la circolazione per gli altri automobilisti. È anche opportuno chiamare le autorità, fornendo le proprie generalità, e, per facilitare la ricostruzione delle dinamiche agli agenti, evitare di modificare le tracce e/o spostare i veicoli coinvolti.

 

SANZIONI PER L’OMISSIONE DI SOCCORSO E FUGA DOPO L’INCIDENTE

Il consiglio principale è quello di non fuggire. L’omissione di soccorso è un reato e il conducente, come detto in precedenza, ha l’obbligo di attendere l’intervento delle forze dell’ordine. Su questo tema si focalizzano i commi 6 e 7 dell’art. 189, che riguardano l’omissione di soccorso e la fuga dopo incidente.

  • Il comma 6, in caso di incidente con danno alle persone, dispone l’irrogazione di una sanzione penale di reclusione da sei mesi a tre anni al conducente che non ha ottemperato all’obbligo di fermarsi. Alla sanzione penale si aggiunge quella amministrativa accessoria, che prevede la sospensione della patente di guida per un periodo compreso tra uno e tre anni.
  • Il comma 7, in caso di incidente con danno alle persone, dispone la sanzione penale di reclusione da uno a tre anni al conducente per mancato soccorso. Anche in questo caso è contemplata la sanzione amministrativa accessoria, che prevede la sospensione della patente di guida per un periodo compreso tra un anno e sei mesi e cinque anni.

 

REATO DI OMICIDIO STRADALE

Dal 25 marzo 2016 il Nuovo Codice della Strada prevede un nuovo reato: quello dell’omicidio stradale. Quest’ultimo ha luogo quando viene provocata la morte di una o più persone a seguito di un sinistro stradale ricollegabile ad una violazione del Codice della Strada.

La nuova normativa (n.41/2016) prevede tre diversi casi di omicidio stradale colposo e ogni caso prevede una sanzione diversa.

  1. Omicidio stradale causato dalla violazione del Codice stradale (già previsto dall’art.589bis del Codice Penale). Questo caso conferma la sanzione della normativa precedente, che contempla una reclusione da due a sette anni.

 

  1. Omicidio stradale causato dalla guida in stato di ebrezza, ovvero con un tasso alcolemico del conducente che ha causato il sinistro compreso tra 0,8 e 1,5 g/l. A questo reato corrisponde una pena di reclusione da cinque a dieci anni.

 

  1. Omicidio stradale causato dalla guida in stato di ebrezza grave, ovvero con un tasso alcolemico maggiore di 1,5 g/l o in stato di alterazione psico-fisica derivante dall’assunzione di sostanze stupefacenti. In questo caso il reato è maggiore così come la sua pena da scontare, che consiste in una reclusione che può andare dagli otto ai dodici anni.

 

OMICIDIO STRADALE: LE CIRCOSTANZE AGGRAVANTI

Vi sono dei casi in cui le sanzioni penali e amministrative, in caso di omicidio stradale, sono aggravate e più in particolare:

  1. L’omicidio stradale è derivato da un conducente sprovvisto di una patente di guida o con quest’ultima sospesa o revocata;
  2. Fuga del conducente. Qualora il conducente si dia alla fuga, la pena aumenta da un terzo a due terzi e non deve essere inferiore ai cinque anni di reclusione;
  3. Omicidio stradale plurimo. Nel caso in cui nel sinistro stradale vengano coinvolte più vittime, la pena prevista può aumentare fino al triplo con un massimo di diciotto anni di reclusione.

 

CONCORSO DI COLPA DELLE VITTIME

Per concorso di colpa della vittima si intende la circostanza in cui la morte di una persona, a seguito di un sinistro stradale, non sia di esclusiva responsabilità dell’azione o omissione del colpevole e rappresenta l’unico caso contemplato dalla norma 589bis in cui la sanzione può essere dimezzata.

Data di pubblicazione: 04-07-2017

Vacanze in auto? meglio controllare gli pneumatici

Quando arrivano le vacanze e ci accingiamo ad affrontate lunghi viaggi con la nostra auto i pneumatici sono il primo elemento che andrebbe controllato per ragioni di sicurezza e di efficienza nella marcia del veicolo. Il 54% degli europei va in vacanza in macchina, e la metà di loro percorre almeno 1000 km affrontando in molti casi il viaggio più lungo dell’anno. Controllare gli pneumatici è una scelta di sicurezza ma anche di buon senso per migliorare comfort i consumi.
 

Controlliamo l’usura

Cominciamo dal battistrada, elemento di contatto tra lo pneumatico e l'asfalto. Deve essere, per legge, di una profondità di almeno 1,6 mm. E’ un valore che deve sempre essere monitorato, perché una gomma usurata  non garantisce la migliore risposta in frenata o su terreno bagnato, ci espone all’aquaplaning e a problemi di slittamento. Per verificare l’usura si può utilizzare un calibro o l’indicatore di usura inserito nel battistrada. Da verificare anche l’usura irregolare che può dipendere da problemi di convergenza, equilibratura, sospensioni, trasmissione o pressione errata. La partenza per le vacanze può essere inoltre l’occasione per procedere all’inversione delle gomme tra anteriori e posteriori.
 

Regoliamo la pressione

Un’indagine della Bridgestone indica che 8 automobilisti su 10 guidano gomme sgonfie, che portano maggiori consumi un un’usura anomala. Per quanto riguarda la pressione delle gomme, questa è indicata sull’etichetta applicata all’interno della nostra portiera e direttamente sullo pneumatico. Si consiglia di controllare la pressione delle gomme una volta al mese e “a freddo”, compresa la ruota di scorta (verifichiamo anche l’attrezzatura per il cambio gomma), e gonfiarle sempre alla pressione indicata. E’ bene aumentarla un po’ se si viaggia con un veicolo particolarmente carico, aggiungendo da 0,2 a 0,5 bar in più.  Una pressione troppo bassa rende la macchina instabile in curva e sul bagnato, la spalla della gomma lavora male e si consuma più rapidamente. Occhio anche all’integrità strutturale degli pneumatici, tagli e lacerazioni sui fianchi non vanno sottovalutati soprattutto se profondi, possono infatti danneggiare la spalla e portare allo scoppio della gomma.
 

Un occhio anche i cerchioni

Attenzione anche allo stato di usura dei cerchioni: ammaccature e deformazioni possono portare vibrazioni sul volante e portare al distacco del pneumatico o ad una perdita di pressione. Fateli controllare e, se necessario sostituire.
 

Evitiamo il caldo eccessivo

Le gomme moderne non temono le temperature dell’asfalto anche se molto alte, ma soffrono se dimenticate per lungo tempo ferme al caldo eccessivo: se lascerete la macchina per un lungo periodo evitate di lasciarla al sole o in zone particolarmente calde e ventilate (come il lungomare) per evitare il prematuro invecchiamento degli pneumatici.
 

Ricordiamoci di cambiare le gomme invernali

E’ fondamentale rispettare il ciclo degli pneumatici fra estivi e invernali; il 10 % degli automobilisti incappa infatti in questa dimenticanza, una scelta che può costare molto cara. In estate le gomme da neve si consumano molto più rapidamente, ma soprattutto allungano i nostri spazi di frenata del 30%. Una questione di sicurezza troppo importante per essere presa sottogamba. Un trend comunque, quello degli  pneumatici invernali che è in crescita, durante l’inverno infatti quasi il 50% degli automobilisti sceglie queste gomme, che in condizioni di asfalto a bassa aderenza garantiscono una buona fetta di sicurezza in più.
 

Le sanzioni

Infine le sanzioni: viaggiare con pneumatici non in regola può costare caro: è prevista una multa di 135 euro e il fermo del veicolo.

Data di pubblicazione: 27-06-2017

Si parte per le vacanze: ripassiamo come va caricato il veicolo

Vacanze e bagagli, norme e consigli per il carico

 
Estate, vacanze, viaggi e lunghi trasferimenti. Per alcuni caricare valigie e bagagli in auto è quasi un'arte, per altri è forse il momento più stressante delle ferie. In ogni caso non dimentichiamoci mai della sicurezza: un carico assicurato male o eccessivo può sovraccaricare il veicolo e costituire un grosso pericolo per la circolazione sia per noi che per gli altri.
 
Quali sono le linee guida per il trasporto di bagagli in auto?

A questo proposito l'articolo di riferimento è il n.164 del codice della strada, secondo cui, è obbligatorio assicurare i bagagli in modo da evitarne la caduta o la dispersione, senza che arrechino alcun disturbo al guidatore limitandone la visione o i movimenti. A questo proposito il codice della strada indica le dimensioni massime che -indipendentemente dal modello- la nostra vettura può raggiungere con carichi sporgenti. Viene definita la sagoma limite e, per legge, non può superare una larghezza massima di 2,55 m esclusi gli specchietti retrovisori, altezza massima di 4 m, lunghezza totale compresi gli organi di traino di 12 m. Oggetti ingombranti comunque non possono sporgere longitudinalmente per più di 3/10 della lunghezza del veicolo, e lateralmente di non oltre 30 cm oltre le luci di posizione. Ricordiamo inoltre che sul libretto di circolazione è sempre indicata la massa complessiva dell'autovettura, superata la quale si può incorrere in sanzioni, ma soprattutto in una minore manovrabilità del mezzo.
 
Come gestire il carico?

Dividere in maniera sapiente il carico sulla nostra macchina è fondamentale per riuscire a trasportare tutto quello che ci occorre in sicurezza. Per questo molti automobilisti scelgono di caricare molti bagagli sul tetto, con le classiche barre portatutto ed i box portapacchi. Scelta assennata, sia per facilitare il fissaggio dei materiali che per migliorare l'aerodinamica del veicolo anche rispetto al vento laterale che si può incontrare lungo la marcia. Attenzione però: anche per il carico sul tetto ci sono dei limiti di peso da non superare (indicati dal produttore del box); inoltre è buona norma disporre i carichi più pesanti in basso per non penalizzare la manovrabilità del veicolo alzando il baricentro; idealmente i materiali più pesanti andrebbero disposti sotto i sedili anteriori, sul fondo del bagagliaio o anche a terra, davanti ai sedili posteriori.
Disporre in maniera adeguata il nostro carico può risultare in una marcia più efficiente, consumi più regolari e maggiore sicurezza.
E occhio alle multe: per carico irregolare del mezzo si rischiano sanzioni da 84 a 335€.
Data di pubblicazione: 19-06-2017

Viaggiare con i nostri animali, ecco come farlo in sicurezza

In estate avvicinandosi alla partenza per le vacanze è impossibile non considerare anche i nostri amici animali come compagni di viaggio. Il codice della strada consente il trasporto di animali domestici in automobile, ed è sempre importante capire come poter correttamente trasportare i nostri amici a quattro zampe per garantire a noi la sicurezza e la serenità di un viaggio tranquillo, e a loro il minimo stress di una situazione poco confortevole. Le multe per il trasporto irregolare dei nostri animali possono essere salate, da 68,50 a 275,10 euro, e può inoltre costare la decurtazione di un punto sulla patente. 

 

Quali le norme da seguire per viaggiare con i nostri amici? 

Il codice della strada all'art. 169 indica la possibilità di trasportare animali purché non costituiscano intralcio alla guida né limitino la visibilità per il conducente. E' consentito infatti il trasporto di un solo animale sui sedili posteriori o nel bagagliaio dell'auto, anche se è consigliabile l'uso delle cinture di sicurezza per animali in vendita nei negozi specializzati. E' possibile inoltre trasportare anche più di un animale domestico ma a patto che sussistano certe circostanze: gli animali devono essere sistemati nelle apposite gabbie e contenitori, e che se ospitati sui sedili posteriori e nel bagagliaio sia regolarmente installata l'apposita rete divisoria. Per il trasporto in gabbia si utilizzano i classici trasportini, di tutti i tipi e misure, che vanno però sempre fissati il più possibile per evitare che possano muoversi durante la marcia, e rovinare il viaggio più confortevole al nostro animale. L'uso del trasportino è peraltro l'unica scelta possibile nel caso di trasporto di un gatto. 

 

Come rendere più piacevole il viaggio per i nostri animali?

E' buona norma peraltro osservare sempre alcuni consigli quando si viaggia in macchina con i nostri animali. Ricordiamoci che per gli amici animali viaggiare è un'attività stressante, e dunque dobbiamo cercare di mettere i nostri animali quanto più possibile a loro agio. E' fondamentale, nei giorni che precedono il viaggio, iniziare ad abituare il cane o gatto a prendere confidenza con il trasportino e a trascorrerci dentro un certo tempo. Portare inoltre sempre con sé i documenti del nostro amico, e tenere a disposizione un po' d'acqua da bere durante il viaggio. E'consigliabile non somministrare cibo prima della partenza, e programmare alcune soste durante il tragitto per sgranchire le gambe e fare una passeggiata, specialmente nel caso in cui l'animale viaggi nel trasportino. Per rendere il viaggio meno stressante possiamo inoltre portare con noi il suo gioco preferito o il cuscino su cui più gli piace dormire in modo che si senta più a casa. 

Il viaggio in auto, soprattutto se molto lungo, è stancante e fastidioso sia per noi che per loro, ma con qualche accorgimento e un pizzico di buon senso può scivolare via senza intoppi, ed è un piccolissimo presso da pagare per godere della compagnia dei nostri amici a quattro zampe anche in vacanza. 

Data di pubblicazione: 08-06-2017

Cambio automatico e stili di guida


 

Nella voce optional all'interno dei cataloghi delle autovetture, spazio sempre maggiore è destinato ai moderni cambi automatici. Ormai ne esistono numerosi modelli con varie caratteristiche che si adattano a diversi utilizzi. Come districarsi dunque nella scelta? La decisione naturalmente è tra le due tipologie classiche, manuale o automatico. Due 'religioni' opposte; il primo che rappresenta la tradizione e quella sensazione di controllo totale sul mezzo, l'altro che garantisce comodità ma anche costi più elevati sebbene con prestazioni al top, almeno nei modelli più recenti. Tecnologia ed elettronica infatti offrono ormai un'ampia gamma di soluzioni e pongono l'automobilista di fronte ad una scelta in cui ci si confronta con sigle incomprensibili per i meno esperti. Proviamo a fare chiarezza su questo tema per orientarci all'acquisto. 

 

La meccanica del cambio 

Rispolveriamo le memorie della scuola guida con qualche nozione. Il cambio trasferisce alle ruote la coppia motrice erogata dal motore. E' un elemento fondamentale perché senza di esso la potenza del propulsore arriverebbe in maniera brusca e incontrollata rendendo impossibile la guida. I rapporti del cambio sono costituiti da ingranaggi che convertono e regolano la quantità di coppia motrice trasferita. Tra il motore e il cambio si colloca la frizione, un disco che permette di interrompere il flusso di coppia per rendere possibile la cambiata. Dal cambio manuale a quello automatico una delle principali differenze è proprio la struttura della frizione. In particolare possiamo individuare quattro tipologie principali di cambio automatico, vediamole brevemente per capire quella che più si adatta alle vostre esigenze. 

 

Cambio automatico a variazione continua 

E' chiamato in gergo CVT (continuous viariable transmission) perché non usa ingranaggi ma pulegge mobili sopra cui si muove la cinghia. Muovendosi lungo la puleggia (costituita da rulli o coni) il diametro della cinghia stessa varia continuamente in base ai giri del motore (da qui il nome), ed è proprio lo scorrimento di quest'ultima che determina in ogni momento il rapporto utilizzato, di fatto infiniti. Proprio per questo motivo permette al motore di funzionare sempre vicino al regime di coppia massima, garantendo quindi un'alta efficienza. Questo si traduce in uno dei vantaggi maggiori: buoni consumi (se rapportati al peso maggiore degli ingranaggi e di tutto il sistema) e il comfort di guida migliore su piazza. 

 

Il cambio automatico a convertitore di coppia

In questo tipo di cambio la coppia è trasferita grazie ad un convertitore idraulico posto fra il motore ed il cambio. Invece di usare degli ingranaggi, questo convertitore sostituisce di fatto la frizione. Il meccanismo, piuttosto complesso, lavora grazie alla differenza di pressione che si viene a creare nell'apposito olio ed è proprio questo delta di potenziale viene usato per cambiare marcia. In origine molto costoso e complicato, oggi l'elettronica ne ha ridotto di molto i costi, il peso e soprattutto il rendimento. 

 

Cambio automatico robotizzato

Il cambio automatico robotizzato è in realtà un semiautomatico. I rapporti sono meccanici, costituiti da ingranaggi come in un classico cambio manuale, ma è robotizzata la selezione e l'innesto delle marce, gestito interamente dall'elettronica, che avviene tramite la leva con il classico +/- oppure con le palette al volante, un obbligo ormai sulle vetture sportive, ma che trovano sempre più spazio anche sulle utilitarie. L'impulso della cambiata, inviato alla centralina del cambio, viene tradotto in un impulso elettronico che automaticamente provvede a ingranare la marcia. E' la scelta per le vetture da competizione perché la cambiata è precisa e rapidissima, ma viene sempre più spesso impiegato anche per le berline e le vetture d'alta gamma con configurazioni stradali più dolci e gentili.  

 

Cambio automatico a doppia frizione

Detto anche DSG (Direct Shift Gearbox) o DCT (Dual Clutch Transmission) a seconda dei costruttori, è di fatto una evoluzione del cambio robotizzato. In questo caso le frizioni sono due: una dedicata alle marce pari ed una alle marce dispari; entrambe collegate ad un proprio albero di trasmissione. Gli alberi sono collegati e ruotano all'unisono, perciò i rapporti sono sempre pronti e ingranati a due per volta. Solo la marcia selezionata però riceve la coppia dal motore, perciò l'innesto della frizione è  gestito completamente dall'elettronica. Anche con questo sistema la velocità di cambiata è velocissima, talmente rapido da superare abbondantemente la velocità un battito di ciglia umano.

 

Quale cambio scegliere dunque?

Difficile, forse impossibile dare una risposta univoca, ma qualche considerazione finale così, per tirare le somme, possiamo provare a farla. 

Il cambio manuale è certo la scelta più classica nonché più economica. In mano ad un pilota esperto esprime e raccogliere tutta la potenza della vettura garantendo la massima libertà di guida. Come molti di noi sanno bene però, non è certo comodo in città o nel traffico quando siamo chiamati ad operare continuamente sul pedale della frizione. 

L'automatico a convertitore di coppia garantisce invece grandissimo comfort e un'esperienza di guida rilassante. Il peso è un limite, ridotto però ultimamente grazie alla tecnologia. Anche il consumo di carburante è contenuto, ma scordatevi una guida sportiva e brillante. 

Velocità e prestazioni invece si sposano benissimo con i cambi robotizzati e a doppia frizione; talmente rapidi che è impossibili per qualunque pilota fare meglio. La possibilità di scegliere la marcia e il momento in cui cambiare è un grosso vantaggio anche in termini di comfort, ed i costi ormai sono scesi enormemente rendendoli assai più accessibili. 

 

A voi la scelta dunque, comfort e risparmio o velocità e prestazioni? 

Data di pubblicazione: 06-06-2017

Sistemi di ritenuta per i bambini: cos'è cambiato?


Viaggiare in auto con un bambino in tutta sicurezza vuol dire utilizzare i sistemi di ritenuta (seggiolini e adattatori) in maniera idonea. L’uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per i bambini è una materia legittimata dall’ Art.172 del Codice della Strada, il quale afferma che:

I bambini di statura inferiore a 1,50 m devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, adeguato al loro peso, di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, conformemente ai regolamenti della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite o alle equivalenti direttive comunitarie.”
 

Secondo la normativa, i sistemi di ritenuta devono essere utilizzati obbligatoriamente sino al momento in cui il bambino non superi i 38 Kg di peso e, per i più piccoli, con peso inferiore ai 9 Kg, è obbligatorio il seggiolino posto in senso contrario a quello di marcia dell’automobile. È stato accertato che il miglior posto per far viaggiare un bambino è quello posteriore - centrale, perché, in caso di sinistro stradale, riduce la possibilità di eventuali urti laterali potenzialmente dannosi alla sua salute. Dunque, per limitare, ed evitare, lesioni gravi (e multe), i bambini devono viaggiare solo in auto munite di seggiolino. Quest’ ultimo deve essere posizionato in modo corretto e in modo adeguato al peso, età ed altezza del piccolo passeggiero.

Tuttavia, nonostante le norme del codice stradale e nonostante i dati statistici, che rivelano dati allarmanti sul numero di incidenti automobilistici in cui sono coinvolti i bambini, c’è ancora una certa resistenza da parte degli adulti a utilizzare sistemi di ritenuta. Proprio al fine di aumentare gli standard di sicurezza e far diminuire il numero di incidenti stradali che vedono gravemente coinvolti i bambini, l’Unione Europea[1] ha deciso di adottare norme più severe.

Dal 1 gennaio 2017, infatti, sono state apportate delle modifiche alle già esistenti norme europee (l’UN ECE R44 e l’UN ECE R129) sui seggioli auto, rendendo le nuove norme più rigide.

 

Ma cos’è cambiato esattamente?
 

Ø Per quanto riguarda la direttiva UN ECE R44/04 (categorizza i seggiolini in base al peso del bambino).

La nuova normativa disciplina più severamente gli adattatori (booster o rialzi), che sono dei piccoli sedili per bambini non dotati di appositi schienali e che permettono al bambino di essere allacciato alle cinture di sicurezza dell’automobile.

Se in precedenza vi era la possibilità di utilizzare gli adattatori per i bambini al di sotto dei 125cm di altezza, dal 2017 vige l’obbligo per gli adulti di far viaggiare sui seggiolini muniti di schienale i bambini con un’altezza inferiore ai 125 cm (fino al Gruppo 2). Si può ricorrere invece ai rialzi senza schienale solo per i bambini con un’altezza compresa tra i 125 e i 150 cm di altezza (al Gruppo 3).
 

Perché? Il motivo è molto semplice: non solo l’utilizzo del rialzo senza schienale pecca di mancata protezione del bambino dagli urti laterali, ma spesso le cinture di sicurezza non sono all’altezza adatta da poter proteggere in modo idoneo il bambino, che avrà la cintura circa all’ altezza del collo. Questa posizione è altamente pericolosa in casi di sinistri e può provocare gravi lesioni.

Al contrario
, i seggiolini muniti di appositi schienali rendono il tragitto in auto di gran lunga più sicuro, garantendo una maggiore protezione del bambino da urti.

I nuovi sistemi di ritenuta saranno dotati di un’etichetta o di un manuale d’uso per indicare quali seggiolini siano adatti al bambino in base al suo peso e altezza. È importante però sapere che, al momento, i vecchi seggiolini possono ancora essere utilizzati fino a data ancora da precisare. Tuttavia, è inutile dire che sia meglio ricorrere subito ai sistemi di ritenuta migliori e più sicuri per la salute dei piccoli viaggiatori.

 

Ø Per quanto riguarda la direttiva UN ECE R129 (categorizza i seggiolini in base all’altezza del bambino).

Questa normativa si divide in tre fasi, la prima (conosciuta come “I-size”) è entrata in vigore il 2013 e la seconda entrerà in vigore nell’estate del 2017. La prima fase stabiliva l’obbligo di fissare i seggiolini con il sistema Isofix per i bambini dal giorno della nascita fino al raggiungimento dei 105 cm di altezza.

La seconda fase della norma R129 stabilisce che:

  • Il sistema di installazione ISOFIX non sarà più obbligatorio per i bambini di altezza compresa tra 100 e 150 cm;
  • È vietato l’acquisto di seggiolini non muniti di appositi schienali;
  • È obbligatorio l’utilizzo di sistemi di ritenuta per i bambini fino ad un’altezza pari a 150 cm. Tuttavia, l’obbligo per i seggiolini con schienale è relativo ai bambini alti almeno 125 cm, per coloro che hanno un’altezza maggiore di 125 e pari di 150 cm vi è la possibilità di ricorrere ai dispositivi di sicurezza (rialzi) senza schienale.

 

NB: le norme R44/04 e R129 coesistono e il conducente può decidere quale direttiva seguire.

 

SANZIONI: Gli adulti che non adempiono ai loro doveri incorreranno in multe più salate che vanno da 80 a 323 euro. Se l’adulto dovesse ricevere due multe nell’arco temporale di due anni, egli si vedrà sospesa la patente di guida per un periodo tra i 15 giorni e i 2 mesi.

 

[1] UN/ECE è la normativa della Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite ed ha come oggetto la regolamentazione dei dispositivi di ritenuta (seggioli auto e rialzi) per i bambini.

Data di pubblicazione: 30-05-2017

Il noleggio a lungo termine. A chi conviene?


Acquistare un'auto si sa, è una grossa spesa. Un importante investimento da affrontare non solo per il costo d'acquisto, ma soprattutto per le spese di gestione e manutenzione. Se siete alla ricerca di un modo per contenere i costi e soprattutto lo stress legato al possesso di un'automobile, la soluzione giusta per voi potrebbe essere considerare il noleggio di una vettura. Affidarsi a questo tipo di servizi sta diventando sempre più comune in Italia, tanto per le grosse aziende quanto per le piccole imprese, e da qualche tempo anche per i privati. Tradizionalmente percepito come un servizio dedicato a professionisti e titolari di partita iva, in realtà sta vivendo un vero e proprio boom negli ultimi anni, conoscendo una nuova popolarità. Le case produttrici e alcune società specializzate stanno infatti iniziando a proporre questo servizio anche ai privati, con vantaggi notevoli.
 

Molto spesso infatti non ci soffermiamo a pensare che il vero costo di una vettura non è tanto quanto quello che paghiamo al concessionario, bensì è tutto quello che col tempo rientra nella categoria 'extra' ad incidere pesantemente sul costo totale rappresentato dalla gestione stessa del veicolo. Considerando l'importanza di questo investimento in termini di tempo e denaro, il noleggio a lungo termine mette insieme queste considerazioni offrendo una vera alternativa al classico acquisto di un'autovettura.

Ma come funziona questo servizio? Nel pacchetto che l'azienda (o sempre più spesso il privato) acquista, è previsto un costo di gestione costituito da un canone mensile che comprende tutte le voci di spesa. Sono incluse anche le spese di bollo, assicurazione (intese come RCA e Kasko) e passaggio di proprietà, ma anche le voci della manutenzione ordinaria e straordinaria. Questo include il cambio gomme, ma anche i tagliandi programmati del produttore ed il soccorso stradale in caso di incidenti o avaria. Niente più fastidi causati dall'auto in panne dunque, ed è anche previsto a richiesta il servizio di auto sostitutiva. Insomma, le modalità e le caratteristiche del contratto sono numerose e fatte per essere tagliate su misura del cliente; tra l'utente business e quello privato le necessità possono sono ovviamente molto diverse.
 

Con il noleggio dell'auto si apre di fatto un nuovo modo di vivere l'automobile e di concepire il possesso stesso del mezzo. Non più la semplice proprietà come siamo stati abituati a viverla finora, ma diventa centrale il concetto di utilizzo. Il canone d'affitto solitamente si sviluppa su una durata compresa tra i 24 e i 48 mesi con un chilometraggio definito in precedenza in base alle necessità di utilizzo, e al termine del quale è possibile scegliere se riscattare il veicolo ad un presso prefissato, oppure semplicemente restituito o sostituito.

Parlando in termini strettamente economici, il noleggio non dà tecnicamente la certezza di risparmiare, ma mette di fronte due idee opposte. Tra l'acquisto classico ed il noleggio c'è una distinzione quasi filosofica tra due scuole di pensiero completamente diverse. L'idea alla base del noleggio è puramente pratica: semplifica enormemente la vita dell'automobilista eliminando varie seccature burocratiche e l'apprensione riguardo l'auto nuova, la svalutazione, l'usura del mezzo, gli incidenti, la manutenzione ecc. Tutto è programmato, tutto è pianificato nel contratto.

Le società che si occupano di noleggio a lungo termine sono ormai numerose, ed offrono diverse soluzioni a breve quanto a lungo termine. Basta infatti un po' di buona volontà e, con calcolatrice alla mano, è possibile farsi immediatamente due conti per capire quale se la scelta del noleggio sia quella giusta per noi. Si tratta pur sempre di un finanziamento, che dunque è soggetto all'approvazione da parte della società erogante. Però gli aspetti burocratici si limitano alla concessione del finanziamento stesso e alla documentazione necessaria, perché come detto quelli gestionali sono a carico della società di noleggio.
 

Il noleggio a lungo termine è poi particolarmente vantaggioso per la categoria dei professionisti con partita iva. La Legge di Bilancio, ex Legge di Stabilità 2017, ha apportato importanti modifiche legislative per queste categorie che possono dedurre dal loro reddito i canoni di noleggio a lungo termine di autovetture e autocaravan.

Ma in quali casi conviene il noleggio a lungo termine piuttosto che l’acquisto?

Il noleggio conviene naturalmente alle aziende in caso di grandi flotte, ma per quanto riguarda un privato? Può essere conveniente il noleggio?

Non è possibile dare una risposta generica. Dipende molto dalle esigenze dell'individuo. Per un privato è naturalmente possibile richiedere un noleggio a lungo termine ma può essere conveniente (anche perché in Italia non sono ancora previste detrazioni fiscali per i privati) solo se si tratta di un cliente che cambia l'auto più spesso rispetto alla media degli automobilisti. I dati dicono che l'utente medio cambia la macchina circa ogni 9 anni, pertanto se si progetta di tenere l'auto per un periodo così lungo non conviene perché i costi dell'acquisto saranno ammortizzati nel tempo. Se invece si immagina di tenere l'auto per un periodo più breve il noleggio (con un contratto magari a 48 mesi) può essere una scelta interessante e da valutare.

I dati peraltro parlano chiaro: il settore è in continua crescita, tanto per il noleggio a lungo o breve termine, tanto per il segmento business quanto per quello privato. E servizi analoghi ma alternativi, come il car sharing di cui vi parleremo prossimamente, sono in continua espansione.

Per concludere dunque, la tendenza sempre più diffusa è quella di ragionare su quale sia il reale utilizzo che si intende fare del mezzo e soprattutto il periodo di riferimento. L’auto, lo sappiamo bene, è un costo che incide fortemente sul budget mensile. Per cui la domanda è: quanto si è disposti a spenderci?

Data di pubblicazione: 24-05-2017

Revisioni auto: tutto quello che c'è da sapere


Dal 1 gennaio 2017 è entrata in vigore la direttiva europea (2014/45/UE) concernente nuove e più severe norme riguardanti la revisione di auto e motori.

I dati statistici, che indicano un numero sempre crescente e preoccupante dei sinistri stradali, hanno spinto Bruxelles ad approvare tale provvedimento legislativo al fine di rendere la circolazione nelle strade più sicura, con l’auspicio di una drastica riduzione degli incidenti mortali. L’idea è stata quella di armonizzare a livello europeo (seppur in modo parziale) le revisioni dei veicoli a motore, rendendo molto più difficile il raggiro dei controlli da parte degli automobilisti.

La revisione dei veicoli è un obbligo sancito dal Codice della Strada, che prevede un controllo delle condizioni del mezzo (Art.79), non solo garantendone la sicurezza stradale, ma anche monitorando le emissioni inquinanti e la rumorosità entro i limiti disposti dagli accordi nazionali e comunitarie.

Le principali novità

Al fine di ridurre le elusioni delle regole, le nuove norme danno il permesso alla Motorizzazione di effettuare controlli più meticolosi tramite apparecchiature di videosorveglianza installate nelle officine, il che permette loro di monitorare l’intero procedimento di revisione. In tal modo si ottengono revisioni più accurate e uniformi.

La legge sancisce l’obbligo per le officine autorizzate di controllare, in fase di revisione, che il proprietario del veicolo sia in regola con il pagamento del bollo e che su di esso non gravi un fermo amministrativo. Qualora la situazione dell’automobilista non sia in regola con uno dei due casi, il veicolo non potrà circolare sino all’ottemperamento della legge.

Quali sono le tempistiche per la revisione?

La revisione auto e moto deve essere fatta dopo quattro anni dall’immatricolazione e deve essere effettuata nello stesso mese in cui essa è avvenuta. Successivamente, la revisione ha ricorrenza di due anni e deve avvenire entro il mese in cui il veicolo è stato sottoposto all’ultimo controllo.

Queste scadenze si applicano alle autovetture, autocaravan, agli autoveicoli adibiti al trasporto di cose o ad uso speciale di massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 t e agli autoveicoli per trasporto promiscuo (art. 80, comma 3).

La scadenza annuale è invece riservata ai veicoli destinati al trasporto di persone con numero di posti superiore a nove compreso quello del conducente, agli autoveicoli destinati ai trasporti di cose o ad uso speciale di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, ai rimorchi di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, ai taxi, alle autoambulanze, ai veicoli adibiti a noleggio con conducente e ai veicoli atipici (art. 80, comma 4).

Qualora la revisione dovesse risultare scaduta bisogna affrettarsi a procedere con il controllo, perché il proprietario del veicolo incorre in:

- Una multa per omessa revisione che varia dai 159 a 639 euro (la sanzione può essere raddoppiata per i casi di omissione pluriannuale della revisione).;

- Sequestro del libretto di circolazione;

- Fermo del mezzo.

 

Quali sono i costi e le procedure per effettuare la revisione?

La revisione di tutti i veicoli può essere effettuata presso la Motorizzazione Civile o presso le officine autorizzate dal Dipartimento Trasporti Terrestri (DTT). Tuttavia, quest’ultima opzione è possibile solo per i veicoli con massa complessiva a pieno carico fino a 3,5t.

Ø Per effettuare la revisione presso la Motorizzazione Civile occorrono i documenti seguenti:

- Presentazione della domanda su modello TT 2100, reperibile presso gli stessi uffici della Motorizzazione Civile e/o disponibile online;

- Attestazione di versamento di 45,00 euro sul c/c. 9001 intestato al Dipartimento Trasporti Terrestri;

- Prenotazione della visita per la revisione;

- Possedere la carta di circolazione originaria del veicolo.

La visita può avere tre esiti differenti:

- “REVISIONE REGOLARE”: al proprietario del veicolo verrà consegnata un’etichetta adesiva con il risultato del controllo da applicare sulla carta di circolazione;

- “REVISIONE RIPETERE”: il proprietario del veicolo dovrà effettuare le riparazioni classificate come “non efficienti” presso un’officina, effettuare un’ulteriore revisione entro 30 giorni e potrà circolare solo dopo essersi recato in officina.

- “REVISIONE RIPETERE – SOSPESO”: il proprietario del veicolo potrà circolare con il veicolo solo dopo aver effettuato le opportune riparazione e dovrà presentare ulteriormente domanda di revisione per poter circolare con il medesimo veicolo. Il conducente potrà circolare con il mezzo solo nella giornata in cui si recherà in officina e nella giornata in cui dovrà sostenere una nuova prova.

 

Ø Per effettuare la revisione presso le officine autorizzate DTT occorre presentarsi presso l’officina scelta e pagare una quota stabilita dal Ministero dei Trasporti Terrestri e pari a 65,68 euro.

 

In fase di revisioni verranno controllati le condizioni e l’efficienza di:

  • Funzionamento freni;
  • sterzo (cuscinetti, fissaggio, stato meccanico)
  • l’ottimale visibilità (vetri, specchietti, lavavetri)
  • impianto elettrico (proiettori, luci, indicatori)
  • assi pneumatici sospensioni
  • l’integrità del telaio
  • regolarità dei rumori e dei gas di scarico
  • identificazione veicolo (targa, telaio)
  • altri equipaggiamenti omologati

 

NB: il veicolo avrà superato il controllo e il proprietario potrà continuare a circolare con il suo mezzo solo se nel tagliando sarà presente la dicitura: “revisione regolare”.

Data di pubblicazione: 23-04-2017

Che categoria di patente serve per guidare una Moto?


La patente di guida necessaria alla guida dei motoveicoli dipende dal tipo di veicolo che si dovrà condurre e dall'età del conducente.
 

 

Esistono infatti tipi di patente:
 

Patente AM, A1, A2, A

Vediamo a quanti anni si possono conseguire e che tipo di veicoli autorizzano a guidare

 

  • patente AM

Si consegue a 14 anni (età minima) e consente di guidare:
 

  • ciclomotori, a 2 o 3 ruote, quadricicli leggeri, che abbiano una cilindrata inferiore o uguale a 50 cm³.
     

Non consente il trasporto di un passeggero, pur avendo il ciclomotorel'omologazione per poterlo trasportare, fino a quando il conducente non abbia computo 18 anni di età

 

  • patente A1
     

Si consegue a 16 anni (età minima) e consente di guidare
 

  • Motocicli di cilindrata massima di 125 cm³, di potenza massima di 11 kW e con un rapporto potenza/peso non superiore a 0,1 kW/kg.
  • Tricicli di potenza non superiore a 15 kW.
  • Macchine agricole che non superano i limiti di sagoma dei motoveicoli.

 

  • Patente A2
     

Si consegue a 18 anni e consente di guidare


  • Motocicli di potenza non superiore a 35 kW con un rapporto potenza/peso non superiore a 0,2 kW/kg e che non siano derivati da una versione che sviluppa oltre il doppio della potenza massima.

 

 

Patente A
 

Si consegue a 24 anni, ma il limite scende a 20 anni se il conducente è in possesso della patente A2 da almeno 2 anni.

E' una patente senza limiti di potenza e cilindrata e consente di guidare:
 

  • Tricicli di potenza superiore a 15 kW (per i conducenti cha abbiano già compiuto 21 anni)
  • Motocicli, (veicoli a due ruote, senza carrozzetta (categoria L3e) o con carrozzetta (categoria L4e), muniti di un motore con cilindrata superiore a 50 cm³ se a combustione interna e/o aventi una velocità massima per costruzione superiore a 45 km/h (dai 24 anni)

 

 

Scadenza della patente A
 

Come per la patente B, la patente A scade:
 

  • ogni 10 anni se il conducente non ha compiuto 50 anni di età
  • ogni 5 anni per età compresa tra i 50 ed i 70 anni
  • ogni 3 anni per età compresa tra i 70 e gli 80 anni
  • 2 anni per chi ha già compiuto 80 anni

 

Chi è in possesso di patente B o di patente di categoria superiore (C,D) per conseguire la patente A deve sostenere solo l'esame di guida (senza dover sostenere l'esame di teoria). La stessa cosa vale per il passaggio da un tipo di patente A all'altro

 

 

   

 

 

 

Data di pubblicazione: 15-04-2017

Rinnovo della patente: scadenze, costi e tutto quello che bisogna sapere

Un articolo completo di tutte le informazioni relative al rinnovo della patente, le scadenze ed i costi


In questo articolo arleremo della durata delle patenti in funzione delle categorie, cosa occorre per il rinnovo della patente, i costi e le sanzioni in cui si incorre guidando con patente scaduta.

 

Quando scade la patente?
 

La scadenza della patente è riportata sul documento di guida al punto 11 ed è quella la data a cui bisogna attenersi.
 

La durata della patente di guida varia in relazione all’età della persona e alla tipologia di patente che si possiede:
 

La patente ha una validità che dipende da:
 

  • categoria di patente posseduta
  • età del conducente
     

Per fare uno schema semplice possiamo dire che:
 

le Patenti A e B:
 

  • hanno una validità di 10 anni fino ai 50 anni di età del titolare
  • hanno una validità di 5 anni per chi ha un'età compresa tra 50 e 70 anni del titolare
  • hanno una validità di 3 anni per chi ha superato i 70 anni
  • hanno una validità di 2 anni per chi ha superato gli 80 anni
     

Patente C
 

· hanno una validità di 5 anni fino ai 65 anni di età

· hanno una validità di 2 anni dopo i 65 anni
 

Patente D
 

· hanno una validità di 5 anni fino ai 60 anni di età

· hanno una validità di 1 anno dopo i 60 anni

 

La patente di categoria E ha la stessa validità della patente a cui è associata (BE, CE, etc.)

La patente può essere rinnovata da quando mancano meno di 4 mesi alla scadenza riportata su documento di guida e non oltre i tre anni successivi alla scadenza.
 

Inoltre l'articolo 7 del decreto legge 9 febbraio 2012.ha stabilito la cosiddetta "regola del compleanno": a partire dal 19 Gennaio 2013 le patenti di Categoria A e B rinnovate avranno la scadenza che coinciderà con la data del proprio compleanno.

 

Rinnovo della patente per chi ha compiuto gli 80 anni
 

Una semplificazione è stata apportata anche per i possessori di patente che abbiano superato gli 80 anni: per questi soggetti infatti la patente viene rinnovata per un massimo di 2 anni senza però sottoporsi alla visita presso la Commissione medica locale: è sufficiente recarsi presso un medico accertatore come per qualsiasi altro rinnovo della patente

 

 

Non ci sono più i tagliandi adesivi - Per ogni rinnovo patente di guida nuova

 

In passato quando ci sottoponeva al rinnovo della patente veniva inviato un tagliando adesivo da apporre sulla vecchia patente. Questi spesso però diventavano illeggibili e comunque non ritenuti più idonei dalle norme comunitarie. Pertanto è stato introdotto l'automatismo del duplicato: quando la patente viene rinnovata ne viene contestualmente stampata una nuova patente di guida che la Motorizzazione invierà direttamente presso il domicilio del titolare di patente ( o presso un indirizzo da questi indicato). Il costo della spedizione , a carico del destinatario, è di Euro 6,86, e vanno pagati all'incaricato della consegna.
 

In attesa della nuova patente, che comunque arriva nel giro di pochi giorni lavorativi, il medico accertatore rilascerà un permesso provvisorio di guida. Il permesso provvisorio è valido solo sul territorio nazionale , pertanto è vietata la guida all'estero senza essere in possesso della patente di guida aggiornata.
 

L'obbligo del duplicato impone una novità: quando si rinnova la patente bisogna portare con se una foto-tessera che sarà quella presente sulla nuova patente di guida

 

Quanto costa rinnovare la patente?
 

I costi per rinnovare la patente sono i seguenti:
 

  • costo della visita medica (varia in funzione del medico e dalla città ma di norma va dai 20 ai 50 euro
  • costo diritti della motorizzazione: si pagano su c/c 9001 . 10,70 euro
  • imposta di bollo: si paga su c/c postale 4028 e costa 16 euro
  • costo dell'agenzia: varia dai 30 ai 60 euro
     

IL SERVIZIO DI RINNOVO PATENTI è DI 15 EURO IVA COMPRESO
 

Cosa serve per rinnovare la patente?

Quello chè serve per rinnovare la patente è disporre di:

  • patente di guida (e documento di identità valido se la patente fosse già scaduta)
  • codice fiscale
  • 1 foto tessera (fondo chiaro ed inquadratura frontale)
  • bollettino postale pagato su c/c 9001 di euro 10,20
  • bollettino postale pagato su c/c 4028 di euro 16,00
  • visita medica effettuata da un medico accertatore (articolo 119 del cds): medici militari, delle Ferrovie, ASL, Polizia di Stato, Vigili del fuoco
  • Al momento della visita bisognerà firmare in presenza del medico accertatore un'autocertificazione sull'assenza delle varie patologie

 

Cosa succede se la patente è scaduta?
 

E' vietato guidare con la patente scaduta (articolo126 del cds). La guida con patente scaduta implica infatti una sanzione amministrativa che va da 155 euro a 624 euro e la sanzione accessoria del ritiro immediato del documento di guida da parte degli organi di Polizia.
 

Inoltre bisogna prestare attenzione al fatto che in caso di incidente, l'assicurazione potrebbe applicare il diritto di rivalsa: pagare cioè il danno salvo poi rivalersi sul titolare di patente scaduta. Non è prevista decurtazione dei punti.
 

Tuttavia se non ci si mette alla guida la patente può essere rinnovata fino a 3 anni dopo la scadenza riportata sul documento di guida
 

Rinnovo della patente Italiana all'Estero
 

Esiste una circolare, la n.30/99 del Ministero dei Trasporti che stabilisce come ci si deve comportare per rinnovare la patente quando si risiede all'estero:
 

Se il titolare di una patente italiana si stabilisce in uno Stato membro dell’Unione europea, la patente scaduta deve essere rinnovata dagli uffici Consolari Italiani stabiliti in quel Paese. Naturalmente la patente di guida Italiana non deve essere stata revocata a seguito di conversione in Patente estera.
 

Sul sito del Ministero degli Esteri Italiano è possibile consultare dove si trovano le nostre sedi Diplomatiche all'estero, gli indirizzi ed i recapiti delle ambasciate e consolati di vostro interesse, ed i relativi siti internet, all'interno dei quali è consultabile la sezione dedicata alla patente di guida e alle modalità di rinnovo.

Data di pubblicazione: 08-04-2017

Rinnovo patente e diabete mellico: chi rinnova la patente?

Essere affetto da diabete mellito in terapia con insulina o con antidiabetici orali comporta sempre la necessità di esibire al medico certificatore una relazione diabetologica.
 

La relazione deve essere redatta da un diabetologo di ente pubblico, non deve essere anteriore a tre mesi dal momento della visita per la patente. La norma detta alcuni punti specifici che il diabetologo deve certificare: in genere vi è un modello, un fac-simile, adottato dai vari centri specialistici apposta per la certificazione “uso patente”.
 

Per i soggetti che devono conseguire/rinnovare la patente del gruppo I sarà sufficiente esibire la relazione diabetologica . Qualora vi sia un “compenso” buono o perlomeno ancora accettabile (cioè la emoglobina glicosilata sia inferiore a 9%), in assenza di complicanze, il medico procederà alla certificazione, generalmente con una riduzione del periodo di validità.
 

Qualora il compenso non sia accettabile o in presenza di complicanze ad esempio per la retina, il cuore, i reni , sarà necessario recarsi presso una CML.
 

Per i soggetti che devono conseguire/rinnovare la patente del gruppo II è invece sempre obbligatorio recarsi in CML esibendo la relazione diabetologica specifica.

Data di pubblicazione: 05-04-2017

Rinnovo patente e udito

Rinnovo Patente e udito

 

Sia per il conseguimento della patente del gruppo I che II rinnovo è necessario verificare i requisiti uditivi.

Per le patenti del gruppo I è sufficiente un udito non inferiore a metri 2 per ciascun orecchio :normale voce conversata con distinzione delle parole (fonemi).
 

Tale requisito può essere raggiunto anche con l’uso di protesi auricolari (apparecchi acustici), il cui uso sarà semplicemente annotato sulla patente con il codice 02.
 

Qualora non si possegga il requisito uditivo e le protesi non riescano e/o le protesi acustiche no siano efficaci sarà ancora possibile conseguire la patente recandosi presso una Commissione Medica Locale (CML) di alcune ASL per certificare l’idoneità ad una patente “speciale” (AS BS), dove sarà annotato unicamente l’obbligo di guida utilizzando sempre due specchi laterali (ormai tutte le auto e le moto ne sono dotate!)
 

Per il gruppo II sono necessari almeno 8 metri come somma sinistra + destra con non meno di 2 metri per l’orecchio peggiore.
 

E’ possibile raggiungere il requisito con protesi uditive, però in questo caso solo recandosi in CML. La patente sarà sempre del tipo”speciale” (CS, DS) e soggetta ad alcune limitazioni.
 

I Non Udenti non possono conseguire/rinnovare patenti di guida del gruppo II.

Data di pubblicazione: 02-04-2017

Rinnovo patente: requisiti della vista

Rinnovo Patente e vista

(TAG: visus, acuità visiva, sensibilità al contrasto, sensibilità all’abbagliamento, campo visivo, campo visivo computerizzato, monocolo, visione crepuscolare, daltonico, daltonismo, discromatopsia.)

 

Il codice della strada riporta i requisiti visivi necessari per il rilascio ed il rinnovo della patente di guida.

Per le patenti del gruppo I (AM,A, B, BE, BS) possono essere abilitati sia i soggetti con visione binoculare che monoculare.
 

I soggetti con visione monoculare devono raggiungere una acuità di almeno 8/10 nell’occhio residuo, con eventuale correzione ottica. La correzione può essere di qualsiasi valore diottrico.
 

I soggetti con visione binoculare devono possedere una visione complessiva di almeno 7/10 con non meno di 2/10 con l’occhio peggiore. Nel caso, si possono utilizzare lenti di qualsiasi valore diottrico e non ha importanza la differenza tra le due lenti.
 

Ma non solo l’acuità visiva è importante.

Altro importantissimo elemento da valutare è l’estensione del campo visivo (campimetria). Pur con qualche differenza tra visione monoculare e binoculare, essenzialmente il campo visivo deve essere ampio 120° sul piano orizzontale e non deve a vere difetti in sede centrale. In genere, nei casi necessari, si effettua un esame specifico come il Campo visivo computerizzato binoculare secondo Esterman.
 

Ancora si deve valutare la capacità di distinguere gli oggetti dopo un abbagliamento (velocità di recupero) e in differenti condizioni di contrasto, con dei test specifici.

Non è invece più necessario il controllo della visione dei colori (nessun problema per chi è daltonico o discromatopsico).
 

Per le patenti del gruppo II (C, D, K, CQC) sono necessari dei requisiti di acuità maggiori.

Occorre sempre un visus binoculare (il monocolo è ammesso solo in casi eccezionali). Bisogna raggiungere i 12/10 complessivi , con almeno 4/10 al peggiore e non meno di 8/10 al migliore ( Per esempio 7/10 per ciascun occhio non è sufficiente!!).

Il campo visivo deve essere più esteso : 160° sul piano orizzontale.

L’obbligo di uso di lenti è annotato sulla patente con il codice 01
 

In caso di deficit dei parametri segnalati in precedenza ci si potrà recare presso una Commissione Medica Locale della ASL che valuterà se con alcune limitazioni di orario o percorsi sia ancora possibile la guida.

Data di pubblicazione: 03-01-2017

Duplicato della Patente di Guida: Cosa Fare? | RinnovoPatenti.it

Richiedere il duplicato della patente di guida è necessario quando la vecchia patente risulta essere illeggibile o comunque deteriorata oppure quando la patente viene smarrita o rubata.

 

Schematicamente si può ritenere che il duplicato debba essere richiesto per:

 

A) Rinnovo (con le nuove procedure tutte le volte che viene fatto il rinnovo della patente viene stampata una nuova patente)
 

B) Deterioramento/distruzione
 

C) Furto o Smarrimento

 

Le nuove patenti europee non indicando più la residenza, non richiedono un duplicato per aggiornarle in caso di cambio di residenza (anche se va lo stesso fatta la comunicazione al nuovo Comune di Residenza).
 

Vediamo nel dettaglio le procedure per fare il duplicato nei casi sopra indicati.
 

A) Duplicato della patente per Rinnovo

Quando viene fatto il rinnovo della patente, il medico trasmette alla Motorizzazione il superamento dell'accertamento sanitario, inviando anche la foto tessera del titolare della patente e la sua firma.
La Motorizzazione provvederà a stampare una nuova patente di guida che verrà inviata attraverso il servizio di posta assicurata direttamente presso l'indirizzo che il titolare della patente avrà indicato al momento della visita.
 

 

B) Duplicato della patente per Deterioramento/distruzione

 

La patente si intende deteriorata anche quando non sia identificabile uno solo dei seguenti elementi:
 

·         Estremi di riconoscimento del documento

·         Dati anagrafici del titolare

·         Data di scadenza

·         Fotografia del titolare
 

Il duplicato della patente deve essere richiesto agli UMC (Uffici di Motorizzazione Civile) presentando i seguenti documenti
 

1) Domanda redatta su apposito modello TT 2112 in distribuzione presso gli uffici della Motorizzazione o scaricabili dal Portale dell’Automobilista;
 

2) n.2 versamenti postali (in distribuzione presso gli Uffici dell'UMC e gli Uffici Postali - (i codici causale non sono obbligatori);

·          1 versameno su c./c. 9001 di Euro 10,20

·          1 versamento su c./c. 4028 di Euro 32;

 

NB: i bollettini pagati su conto corrente postale n. 9001 presso gli Uffici Postali e finalizzati alla richiesta di operazioni della motorizzazione, avranno validità soltanto nel mese in cui avviene il pagamento e nei tre mesi successivi 

 

I versamenti possono essere effettuati presso gli Uffici Postali oppure si può procedere al Pagamento on Line sul Portale dell'Automobilista

 

3) Dichiarazione sostitutiva di certificazione di residenza redatta su apposito modulo oppure:
 

- Fotocopia integrale del documento di identità in corso di validità riportante la residenza attuale del richiedente;
 

- Sottoscrizione del modello TT 2112
 

4) Fotocopia completa della patente (fronte- retro) più originale in visione;
 

5) Fotocopia del codice fiscale rilasciato dall'Agenzia delle Entrate o del tesserino sanitario attestante il suddetto codice fiscale;
 

6) Due fotografie di cui una autenticata, su fondo chiaro, recenti, nitide, identiche tra loro, a capo scoperto. Non sono accettate fotografie stampate su carta termica (realizzate con computer).

 

NB: l'autenticità della foto può essere richiesta:

 

·         dall'interessato allo sportello all' atto della presentazione della pratica;

 

·          presso un Notaio o in Comune ( l'autentica della fotografia deve avvenire su

 

          foglio e non a tergo della stessa );

 

·         dal Medico che ha rilasciato il certificato di cui al punto 6). N.B.: il certificato medico con foto non può essere accettato come autentica di foto se non     espressamente dichiarato dal medico rilasciante.
 

7) Certificato Medico in bollo (con data non anteriore a tre mesi) rilasciato dall'Ufficiale Medico Sanitario cui all'art. 119 comma 2 o 4 del Codice della Strada(medico appartenente all'Ufficio della Azienda Sanitaria Locale "ASL", medico militare,medico FFSS..) e fotocopia dello stesso; Il Certificato Medico è richiesto solo se:
 

·         la patente è scaduta di validità o scadrà entro 6 mesi dalla data di presentazione della domanda;

 

·          la patente è da riclassificare per modifica della categoria a seguito di visita medica.
 

RICHIESTA DI RECAPITO DUPLICATO PATENTE PRESSO DOMICILIO/RESIDENZA :
 

Compilando il modulo e allegandolo alla richiesta di duplicato presentata presso l'UMC, è possibile ricevere il duplicato della patente direttamente presso l'indirizzo specificato. All'atto della consegna della patente dovrà essere pagata la quota dovuta A POSTE S.P.A. per il servizio di recapito pari a 6,86 euro
 

Chi è legittimato alla presentazione della domanda di duplicato della patente?
 

 

·          Diretto Interessato esibendo un documento di identità in corso di validità;

 

·          Persona delegata con documento di identità in corso di validità munita di delega su carta semplice sottoscritta dal titolare della domanda più fotocopia del documento di identità del delegante in corso di validità; la suddetta delega deve essere presentata tanto al momento della presentazione della domanda quanto al momento del ritiro del documento richiesto.

 

·         Autoscuola o Studio di Consulenza Automobilistica

Se il richiedente non è in possesso di carta di identità italiana,l'identificazione può avvenire tramite documento di riconoscimento equipollente, rilasciato da un'amministrazione dello Stato italiano o di altri Stati.

 

Se il documento è redatto in lingua straniera, deve essere allegata una traduzione in lingua italiana (tranne i casi in cui esistono esenzioni stabilite da leggi o accordi internazionali) redatta dalla competente rappresentanza diplomatica o consolare e legalizzata in prefettura, ovvero da un traduttore e giurata innanzi al cancelliere giudiziario o notaio.

 

C) Duplicato della patente per Furto o Smarrimento

 

Per richiedere il duplicato della patente per furto o smarrimento bisogna:
 

·         Presentare denuncia di smarrimento o furto della patente entro 48 ore dalla constatazione del fatto presso gli Organi di Polizia, portando con se due fototessere e un documento d’identità

 

·         Gli organi di Polizia provvederanno a inviare la documentazione necessaria all’U.C.O. (Ufficio Centrale Operativo delle Infrastrutture e dei Trasporti) e a rilasciare un permesso provvisorio di guida valido fino a quando arriverà la nuova patente per posta. Se la denuncia viene sporta all’estero deve essere comunque ripresentata in Italia.
L’Organo di Polizia verificherà se la patente di guida è duplicabile o meno dall’ U.C.O.: se è duplicabile non resta che aspettare l’arrivo della patente al proprio indirizzo, se non lo è bisognerà richiedere il duplicato presso un ufficio della Motorizzazione Civile attraverso la procedura suddetta che riguarda anche la richiesta di duplicazione di patente di guida per deterioramento, presentando in questo caso anche la denuncia di smarrimento o furto e il permesso provvisorio di guida.

 

·          Se la patente è scaduta di validità è necessario il certificato medico in bollo non anteriore a tre mesi

 

·          Il duplicato della nuova patente di guida, se duplicabile dall’U.C.O., arriverà per posta entro 45 giorni dalla denuncia; nel caso non arrivasse entro i termini è possibile chiedere informazioni al numero verde 800-232323 del Ministero dei Trasporti. Le spese del duplicato verranno pagate al postino che effettuerà la consegna.

La patente di guida non può essere duplicabile dall’U.C.O. nel caso in cui nell’Archivio Informatico Nazionale manchi la scadenza o il numero della patente posseduta, oppure nel caso in cui nell’Archivio Informatico Nazionale risultino ostatività.In questi  casi è necessario recarsi presso un ufficio provinciale della Motorizzazione

La patente di guida oggetto di furto o smarrimento non sarà più valida. Quindi, in casodi ritrovamento, dovrà essere distrutta.

 

 

NB: Il foglio sostitutivo non autorizza la guida all’estero

 

E' bene ricordare che la patente ha:
 

- Validità di 10 anni se il conducente ha meno di 50 anni;

 

- Validità di 5 anni se ha tra i 50 ed i 70 anni;

 

- Validità di 3 anni se ha più di 70 anni;

 

- Validità di 2 anni se ha più di 80 anni

  

Data di pubblicazione: 12-10-2016

Rinnovo Patente: E' vietato guidare all'estero con il Foglio Provvisorio

Adesso rinnovare la patente è più semplice: basta digitare il sito www.rinnovopatenti.it e scegliere la soluzione più comoda (località e orario) per la visita medica.

In pochi minuti si evadono le formalità, volendo si paga subito online (ma è possibile farlo anche direttamente al medico che effettuerà l’esame) e il problema è praticamente risolto.

Ma qualche complicazione può subentrare in seguito, se si deve viaggiare  all’estero oppure intendiamo noleggiare un’auto, per lavoro o per vacanza.
 

Va precisato che il sistema di rinnovo della patente è cambiato. Non viene più rilasciato il bollino adesivo con la data di validità da apporre sul vecchio documento, perchè adesso ogni volta viene stampata una patente nuova (ovviamente quelle di plastica di ultima generazione).

Per questo al momento di prenotare la visita medica viene richiesta anche una fotografia ed è necessario “depositare” una firma, che ritroveremo sul nuovo documento e senza la quale non sarebbe valido.
 

Purtroppo i tempi tecnici della Motorizzazione restano un ostacolo a volte molto fastidioso, perché possono trascorrere alcuni giorni  prima che la nuova patente ci venga recapitata per posta a domicilio.

Sono frequenti le proteste degli automobilisti “in attesa” che si rivolgono alle scuole guida o ai medici presso cui hanno superato l’esame per lamentarsi: loro però non hanno colpe. Non resta purtroppo che attendere la formalizzazione e l’inoltro da parte dell’ente pubblico. Nel frattempo il foglio provvisorio di circolazione che viene rilasciato fisicamente dal medico, ma che arriva direttamente dalla Motorizzazione, ci consente di guidare sul territorio italiano senza il timore di incorrere in sanzioni ma non ha alcuna validità all’estero. Cosa si potrebbe fare quindi?
 

Anticipare l'appuntamento con il medico tenendo presente che la visita può essere fatta fino a 4 mesi prima della scadenza riportata sulla patente di guida.
 

Attenzione: molti non lo sanno, tentano di noleggiare vetture (che vengono negate dalle compagnie) o si mettono con il semplice “foglio” al volante di un’auto magari prestata da un amico o dall’azienda. Meglio evitare. Se fermati per un controllo, dovrebbero rispondere di violazione della legge: proprio come se guidassero senza patente.

Data di pubblicazione: 16-07-2016

Conferma Validità della Patente di Guida secondo le direttive del Codice della Strada

Durata e conferma della validità della patente di guida articolo 126 del codice della strada.
 

In Italia la patente ha una validità limitata che dipende dalla categoria di patente posseduta, dall'età del conducente e da eventuali limitazioni stabilite in casi particolari.

Vediamo il dettaglio dell'articolo del codice della strada che regolamenta la validita della patente
 

  • Fermo restando quanto previsto dall'articolo 119, la durata della validità delle patenti di guida e dei certificati di abilitazione professionale di cui all'articolo 116, commi 8 e 10, è regolata dalle disposizioni del presente articolo. La conferma della validità delle patenti di guida e dei certificati di abilitazione professionale di cui all'articolo 116, commi 8 e 10, è subordinata alla permanenza dei requisiti fisici e psichici di idoneità alla guida.

 

  • Le patenti di guida delle categorie AM, A1, A2, A, B1, B e BE sono valide per dieci anni; qualora siano rilasciate o confermate a chi ha superato il cinquantesimo anno di età sono valide per cinque anni ed a chi ha superato il settantesimo anno di età sono valide per tre anni.

 

  • Le patenti di guida delle categorie C1, C1E, C e CE, sono valide per cinque anni fino al compimento del sessantacinquesimo anno di età e, oltre tale limite di età, per due anni, previo accertamento dei requisiti fisici e psichici in commissione medica locale. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 115, comma 2, lettera a), al compimento del sessantacinquesimo anno (3) di età, le patenti di categoria C (2) e CE abilitano alla guida di autotreni ed autoarticolati di massa complessiva a pieno carico non superiore a 20 t.

 

  • Le patenti di guida delle categorie D1, D1E, D e DE sono valide per cinque anni e per tre anni a partire dal settantesimo anno di età. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 115, comma 2, lettera b) al compimento del sessantesimo anno di età, le patenti di guida di categoria D1 o D, ovvero di categoria D1E o DE abilitano alla guida solo di veicoli per i quali è richiesto rispettivamente il possesso delle patenti di categoria B o BE. È fatta salva la possibilità per il titolare di richiedere la riclassificazione della patente D1 o D, ovvero, D1E o DE rispettivamente in patente di categoria B o BE.

 

Le patenti di guida speciali, rilasciate a mutilati e minorati fisici, delle categorie AM, A1, A2, A, B1 e B sono valide per cinque anni; qualora siano rilasciate o confermate a chi ha superato il settantesimo anno di età sono valide per tre anni. Alle patenti di guida speciali delle categorie C1, C, D1 e D si applicano le disposizioni dei commi 3 e 4.
 

I titolari delle patenti di guida di cui ai commi 2, 3, 4 e 5, al compimento dell'ottantesimo anno di età, rinnovano la validità della patente posseduta ogni due anni

 

  • L'accertamento dei requisiti fisici e psichici per il rinnovo di validità dei certificati di abilitazione professionale di tipo KA e KB è effettuato ogni cinque anni e comunque in occasione del rinnovo di validità della patente di guida.

 

  • La validità della patente è confermata dal competente ufficio centrale del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici, che trasmette per posta al titolare della patente di guida un duplicato della patente medesima, con l'indicazione del nuovo termine di validità. A tal fine i sanitari indicati nell'articolo 119, comma 2, sono tenuti a trasmettere al suddetto ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici, nel termine di cinque giorni decorrente dalla data di effettuazione della visita medica, i dati e ogni altro documento utile ai fini dell'emissione del duplicato della patente di cui al primo periodo. Analogamente procedono le commissioni di cui all'articolo 119, comma 4. Non possono essere sottoposti alla visita medica i conducenti che non dimostrano, previa esibizione delle ricevute, di avere effettuato i versamenti in conto corrente postale degli importi dovuti per la conferma di validità della patente di guida. Il personale sanitario che effettua la visita è responsabile in solido dell'omesso pagamento. Il titolare della patente, dopo aver ricevuto il duplicato, deve provvedere alla distruzione della patente scaduta di validità.

 

  • Per i titolari di patente italiana, residenti o dimoranti in un altro Stato per un periodo di almeno sei mesi, la validità della patente è altresì confermata, tranne per i casi previsti nell'articolo 119, commi 2-bis e 4, dalle autorità diplomatico-consolari italiane presenti negli Stati medesimi, che rilasciano, previo accertamento dei requisiti fisici e psichici da parte di medici fiduciari delle ambasciate o dei consolati italiani, una specifica attestazione che per il periodo di permanenza all'estero fa fede dell'avvenuta verifica del permanere dei requisiti di idoneità psichica e fisica. Riacquisita la residenza o la dimora in Italia, il cittadino, che ha provveduto secondo quanto previsto nel periodo precedente, dovrà confermare la patente ai sensi del comma 8.

 

  • L'autorità sanitaria, nel caso che dagli accertamenti di cui al comma 8 rilevi che siano venute a mancare le condizioni per la conferma della validità della patente, comunica al competente ufficio della Direzione generale per la motorizzazione del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici l'esito dell'accertamento stesso per i provvedimenti di cui agli articoli 129, comma 2, e 130.

 

  • Chiunque guida con patente o con altra abilitazione professionale di cui all'articolo 116, commi 8, 10, 11 e 12, scaduti di validità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 155,00 a euro 624,00. Alla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della patente, del certificato di abilitazione professionale di tipo KA o KB o della carta di qualificazione del conducente rilasciata ad un conducente titolare di patente di guida emessa da altro Stato secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. Al conducente titolare di patente di guida italiana che, nell'esercizio dell'attività professionale di autotrasporto per la quale è richiesta l'abilitazione di cui all'articolo 116, comma 11, guida con tale abilitazione scaduta, si applicano le sanzioni di cui all'articolo 216, comma 6.
     
  • Chiunque viola le disposizioni del comma 3, secondo periodo, è punito con le sanzioni di cui all'articolo 116, comma 15-bis. Le medesime sanzioni si applicano a chiunque viola le disposizioni del comma 4, secondo periodo
Data di pubblicazione: 16-07-2016

Rinnovo Patente per gli Ultraottantenni più semplice. Le ultime novità da parte del Governo.

Rinnovo patente più semplice per chi ha superato gli 80 anni.


Il decreto "Semplifica Italia" (decreto legge 9 febbraio 2012 n.5, convertito con legge 4 aprile 2012 n. 35), in vigore dal 10 febbraio 2012, ha infatti eliminato l'obbligo di visita medica presso una Commissione medica locale.

 

Il provvedimento del Governo ripristina, per i patentati più anziani, senza necessità di ulteriori disposizioni attuative, le modalità di rinnovo del documento di guida valide prima delle modifiche introdotte dalla legge 29 luglio 2010 n.120 ed applicate dal 15 settembre 2010. Resta invece confermata la scadenza biennale del rinnovo.

 

Dal 10 febbraio 2012, quindi, i conducenti ultra ottantenni, per confermare la validità della patente di guida oppure del "patentino" per ciclomotori, devono effettuare, ogni due anni, l'accertamento dei requisiti psico fisici presso i consueti sanitari abilitati previsti dall'articolo 119 del Codice della strada, come, ad esempio, i medici delle sezioni di medicina legale delle Asl, gli ispettori medici delle Ferrovie dello Stato o i medici militari.

 

Presso questi stessi medici abilitati devono recarsi, alla scadenza della patente, anche i conducenti ultra ottantenni che, nel periodo in cui era obbligatoria, al superamento degli 80 anni, la visita in Commissione medica locale, abbiano ricevuto un rinnovo di validità inferiore a 2 anni. Lo precisa la circolare ministeriale 20 marzo 2012 prot.n. 7852.
 In tali casi è compito del medico che effettua la visita valutare l'eventuale rinvio dell'accertamento dei requisiti psico fisici del patentato alla Commissione medica locale: è questa, infatti, una possibilità prevista dal Codice della strada (articolo 119, comma 4, lettera d), per i conducenti di qualsiasi età, ogni volta che l'esito degli accertamenti clinici, strumentali e di laboratorio faccia sorgere al medico dubbi circa l'idoneità e la sicurezza della guida.

 

Oltre a questa ipotesi, la visita di rinnovo patente resta di competenza della Commissione medica locale, indipendentemente dall'età del conducente, in alcuni casi specifici indicati sempre dal Codice della strada (articolo 119, comma 4 e articolo 115, comma 2): mutilati e minorati fisici, persone affette da alcune patologie invalidanti per la guida, diabetici con patente superiore alla categoria B, conducenti sottoposti a provvedimenti di revisione della patente, ultra sessantacinquenni conducenti di veicoli pesanti per il trasporto cose e di macchine operatrici, ultra sessantenni conducenti di veicoli pesanti per il trasporto persone

Data di pubblicazione: 29-06-2014

Calcolo punti patente: online, al telefono o su cellulare

Dal 1 Luglio 2003 in Italia è stato introdotto il meccanismo relativo ai punti sulla patente.
 

A partire da tale data, infatti, ad ogni automobilista vengono attribuiti 20 punti che vengono man mano decurtati in caso di infrazioni. Al termine dei punti disponibili, per poter continuare ad usufruire della patente è necessario sostenere nuovamente l'esame di guida.
 

La mancanza di decurtazione dei punti , per due anni consecutivi ad un'infrazione, determinerà  la nuova attribuzione del punteggio iniziale. Chi invece per almeno due anni ha mantenuto i 20 punti si vedrà  aggiungere ulteriori 2 punti fino al raggiungimento di un tetto massimo di 30 punti.
 

Il meccanismo sembra relativamente semplice ma da quando la legge è entrata in vigore i dubbi degli automobilisti sono aumentati.

Tra le domande più gettonate troviamo: Quanti punti mi rimangono sulla patente?

In realtà  sapere quanto ci è stato decurtato dalla patente è davvero semplice. Basta collegarsi al portale dell'automobilista, registrarsi  inserendo i propri dati e potremo calcolare in tempo reale la nostra situazione punti.
 

Oppure è  possibile chiamare da telefono fisso anche il numero 848.78.27.82, al costo di una chiamata urbana secondo le tariffe del proprio gestore telefonico.
 

Infine, per chi volesse avere sempre sottomano la propria situazione punti c'é la possibilità  anche di scaricare gratuitamente l'applicazione mobile (iPatente) per iPhone e Android. L'app, messa a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è disponibile presso l'App Store e negli Android Market ed oltre al servizio di consultazione punti  permetterà  di verificare la classe ambientale, ricercare i Centri Revisione più vicini a te, trovare gli Uffici della Motorizzazione e consultare il tariffario con l'elenco di tutte le pratiche automobilistiche di competenza del Dipartimento Trasporti.

Data di pubblicazione: 29-06-2013

Cambiano le regole per il rinnovo della patente

Il 19 gennaio 2013, è entrato in vigore il decreto 59/11 che recepisce alcune direttive europee in materia.
Tra le novità, l'introduzione della patente AM per ciclomotori e quadricicli leggeri, ma soprattutto cambiano le regole sulla scadenza della patente e per il relativo rinnovo, sebbene si attendano ancora gli ultimi chiarimenti da parte della Motorizzazione.

Anche per la patente, infatti, si applicherà il decreto semplificazioni (in vigore dal 10 febbraio 2012) che ha stabilito che la scadenza dei documenti di identità deve coincidere con il compleanno del possessore. Regola che avete già visto applicare se dal 10 febbraio 2012 ad oggi vi siete recati in Comune a rinnovare la carta di identità. Si tratta di un'agevolazione non da poco, visto che a questo punto dovremo tenere a mente solo l'anno in cui scade la patente, per il giorno e il mese non ci sarà bisogno di prendere appunti!

Questa però è l'interpretazione del Ministro della Funzione Pubblica Patroni Griffi, che estende appunto alla patente la "regola del compleanno", e questo comporta che chi a partire dal 10 febbraio scorso chi ha ottenuto o rinnovato la patente può considerare quale scadenza del documento il compleanno successivo alla data indicata sul documento.

Facciamo un esempio: Il Sig. Rossi ha ottenuto la patente il 15 febbraio 2004, la scadenza indicata sul suo documento è dunque 15 febbraio 2014, mentre il suo compleanno è il 5 giugno. In questo caso il Sig. Rossi rinnoverà la patente il 15 febbraio 2014 e vedrà slittare la nuova scadenza al 5 giugno 2024.

Come chiarito nell'esempio, si dovrà rinnovare la patente rispettando la scadenza segnata sul documento e la "regola del compleanno" varrà a partire dal rinnovo successivo.

Sin da oggi possiamo dire che le nuove regole riguardano esclusivamente le patenti A e B (auto e moto), gli adempimenti per il rinnovo restano identici a quelli che abbiamo sempre affrontato.

Infine, chi lascia scadere la patente e la rinnova solo in seguito vedrà allineare la scadenza del documento al compleanno che precede lo scadere del periodo, anzichè quello successivo.